Kamikaze Number Five - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Sabato, 19 Dicembre 2015 

Originale, straniante, spiazzante, provocatorio, allucinatorio, per certi aspetti surreale, nitido, carnale e a tratti nebuloso. E’ tutto questo ma sfugge a ogni definizione. E’ la confessione delirante e strabiliante ad un tempo di un kamikaze, in una inedita congiunzione del sacro con il profano. Esplosivo, per l’appunto, da risultare a tratti grottesco se non fosse drammatico. Un’interpretazione di alto profilo e una prestazione singolare. Woody Neri porta in scena "Kamikaze Number Five" di Giuseppe Massa, con la regia di Giuseppe Isgrò, al Teatro dell'Orologio fino a domenica 20 dicembre.

 

KAMIKAZE NUMBER FIVE
di Giuseppe Massa
con Woody Neri
regia Giuseppe Isgrò
dramaturg Francesca Marianna Consonni
suono Giovanni Isgrò
sarta Camilla Magnani
produzione Phoebe Zeitgeist e Vanaclu'
in coproduzione con Progetto Goldstein
in collaborazione con Teatro dell'Orologio, Associazione Teatrale Pistoiese, La Corte Ospitale Rubiera, Spazio OFF Trento

 

La piccola sala, dal soffitto basso, dipinta di nero, senza separazione tra palcoscenico e pubblico, un piano sotto terra del Teatro dell’Orologio di Roma, è l’abitacolo perfetto per rendere la pièce più che credibile. Sufficientemente angusto da rendere inquietante una performance che non sembra recitata soprattutto di questi tempi. Cosa passa nella testa di un suicida omicida stragista che può colpire perfino la sua casa? Ce lo saremo chiesto tante volte in questi ultimi tempi, dove la parola kamikaze è una delle più usate ed abusate.

Siamo in un clima di sospensione: è il dies irae, il giorno del giudizio, dalla parte del protagonista, un monologo allucinato con Dio, l’angelo, con il proprio padre, la propria madre e perfino una figlia. E’ una dichiarazione d’odio, di chi non ha più un cuore perché aveva fame e se l’è mangiato. E’ la guerra dichiarata ai maiali, in particolare al presidente dei maiali, che sono tutti i non credenti, specie forse quelli che di maiali si cibano. E’ una lotta senza quartiere, senza ragioni, contro tutto quello che non è esattamente l’interpretazione Coranica, secondo questa mostruosa deformità che il mondo chiama Isis e che meglio sarebbe definire Da’ich o comunque lo si voglia chiamare: terrorismo di matrice sedicente islamista.

La prestazione dell’attore, Woody Neri, è formidabile sia come esercizio fisico, sia vocale, sia nel trasformismo che assume, nelle infinite sfumature: atletiche, eroiche, violente, sarcastiche, con spunti grotteschi che suscitano in qualcuno perfino ilarità; ci sono la rabbia, l’incoscienza, il delirio, una visione onirica sgrammaticata che suscita un riso isterico, e barzellette di pessimo gusto con finale esplosivo, nel senso letterale del termine.

Il messaggio? Forse non c’è: è solo la fotografia implacabile della follia che uccide senza pietà, lo stesso autore della strage. Il kamikaze è nudo quasi tutto il tempo, è fuori dai parametri della decenza, è un uomo abituato al dolore che non lo sente più, alla preghiera ostinata fino all’autodistruzione, a coltivare la visione del futuro come autoannientamento.

Interessante ed efficace il gioco delle luci, che mima una sorta di tortura, la stessa descritta a parole: buio pesto che dà un senso di asfissia e poi luci puntate contro lo spettatore; colori sgargianti di un telo che ricopre il kamikaze con bandiere, scudetti calcistici e l’effigie di Che Guevara o nero assoluto. E’ un atleta militare il nostro uomo che non sente, non prova sentimenti, non avverte né fame, né freddo, né dolore, né pietà. Prega e recita in modo compulsivo versetti del Corano ma, nello stesso tempo, tra le righe si fa beffa della religione in quanto tale, anche di quella cristiana in una sintesi contaminata di sacro delirante. E’ uno spettacolo difficile da digerire, quasi oltre il teatro dove però il testo - al di là della forza dirompente della fisicità in scena - mantiene una centralità. Impossibile non pensare, eppure non si è condotti ad una riflessione in senso stretto perché è un’emergenza così disarticolata che si può solo sperimentare con i sensi, lasciandosi sopraffare.


Sinossi
Kamikaze Number Five è il racconto del giorno del giudizio finale: le ultime ore di un kamikaze. Mentre si prepara per la fine, richiama i fantasmi della sua famiglia distrutta: il padre, il fratello, la madre e la sua unica figlia. Il lavoro è calato completamente nella rabbia odierna e nasce da una riflessione sulla cultura del dissenso e sulle sue derive. Le presenze si uniscono in una Totentanz, una danza macabra, una riflessione sulla morte che attraversa e trafigge la vita. L’odio sotteso all’intero racconto assume temperature e intensità diverse: da esso emergono ritmicamente forza, dolcezza, premura, fratellanza, così come la furia cieca e il dramma di appartenere senza scampo alle proprie relazioni, alle persone amate, al luogo in cui si nasce o si cresce. Sebbene sia il racconto di un atto estremo, è tutt’altro che la descrizione di un’anima monolitica e compiuta. È invece ambientato su una soglia, su una linea di tensione, sui passaggi che conducono alla trasformazione. Il testo non si rifugia nel “politicamente corretto”, è eccitato ed elettrizzante, fortemente vero e crudele: il pensiero radicale è rappresentato attraverso le sue logiche stringenti e per i suoi valori del tutto basati sul sentire viscerale, rendendo ciò che viene rivelato contemporaneamente condivisibile e inaccettabile.

Biografia
Phoebe Zeitgeist è una compagnia teatrale con base a Milano, nata nel 2008; ha realizzato nove spettacoli e attraverso essi conduce una ricerca sui temi di più elevata emergenza e rilevanza: la complessità dei sistemi di comunicazione e di relazione tra gli individui, le capacità dell’immaginario e del linguaggio, l’esistenza, la persistenza e la trasformazione delle forme di potere. Le attività di questo gruppo non si limitano alla produzione e alla messinscena degli spettacoli ma si estendono a prove aperte e discusse, mostre, conferenze, lezioni brevi presso corsi di formazione accademica o universitaria, collaborazioni con istituzioni dedicate all’arte contemporanea, pubbliche e private. Questa formula allargata permette di discutere il teatro laddove siano presenti altri e molteplici codici di interpretazione del mondo. La specifica di questo gruppo di lavoro è la lettura critica della contemporaneità. Da qui la scelta di costruire il proprio pensiero a ridosso di quanti più linguaggi disponibili, nella convinzione che le arti siano dei dispositivi eccellenti per una decodifica non banale della realtà. Questa indagine viene condotta attraverso l’individuazione dei fattori più gravi ed acuti dei nostri giorni, rintracciando nei testi degli artisti che ci hanno preceduto quegli allarmi, quelle denunce, quelle visoni che informano i meccanismi del nostro tempo. Nello studio di questi autori e contattando di volta in volta altri collaboratori, si ricercano gli strumenti per un’elaborazione complessa e significativa dei temi di ricerca. I temi di più elevata emergenza e di più alta rilevanza sviluppati da questo gruppo di lavoro sono: la complessità dei sistemi di comunicazione e di relazione tra gli individui , le capacità dell’immaginario e del linguaggio , l’esistenza, la persistenza e la trasformazione di tutte le forme di potere.

 

Teatro dell'Orologio (Sala Gassman) - via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario biglietteria: dal lunedì al venerdì ore 11/19
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20, domenica ore 17
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro (under25, over65, studenti universitari, tesserati bibliocard, arci, metrebus card), gruppi superiori a 5 persone 10 euro (prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Under 25 Days (martedì e mercoledì) 8 euro, Scuole di teatro convenzionate 8 euro (prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) - Tessera associativa stagionale 3 euro

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Foto di: Manuela Giusto
Grazie a: Stefania D'Orazio, Ufficio stampa Teatro dell'Orologio
Sul web: www.teatroorologio.com - www.pzteatro.org

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP