Jucatùre - Sala Assoli (Napoli)

Scritto da  Italia Santocchio Mercoledì, 02 Gennaio 2013 

Dal 27 dicembre al 6 gennaio. Dopo la riuscita del primo allestimento  in Italia della commedia "Chiove" (titolo originale "Plou a Barcelona"), viene portato in scena, grazie alla traduzione e alla regia di Enrico Ianniello, un altro spettacolo del drammaturgo iberico Pau Mirò: "Jucatùre" (titolo originale "Els Jugadors"). Una trasposizione dal catalano al napoletano, senza sbavature e con efficaci assonanze, per uno spettacolo seguitissimo in Spagna.

 

 

 

Produzione Teatri Uniti presenta
in collaborazione con OTC, Institut Ramon Llull
JUCATÙRE
di Pau Mirò
con Renato Carpentieri, Enrico Ianniello, Tony Laudadio e Marcello Romolo
traduzione e regia Enrico Ianniello

 

 

L' atto unico "Jucatùre" porta in scena in lingua napoletana un testo catalano, cercando di dimostrare come sia possibile, in due terre così lontane, parlare una sola lingua, grazie all’impegno e al lavoro di trasposizione di Enrico Ianniello sui testi di Pau Mirò. La scelta del teatro compiuta per la messa in scena di questo spettacolo non è infatti casuale, trovandosi la Sala Assoli proprio nei Quartieri Spagnoli di Napoli.
La storia è ambientata nell' appartamento in decadenza di un ex professore universitario; con lui ci sono altri tre uomini di mezza età, di cui non conosciamo il nome ma che vengono identificati tramite il loro mestiere, abbiamo così o’ barbier, o' prufessor, l’attore e o’schiattarmuort’. La narrazione ci permette di scoprire pochi dettagli della vita mondana di questi personaggi, ci prospetta esclusivamente ciò che accade all'interno dei confini dell’ appartamento. Il momento iniziale è quello della tragedia, quando o’professore, l’unico ad uscire dagli schemi ribellandosi per la prima volta alla vita, ha bisogno di un aiuto da parte dei suoi amici giocatori, che sono gli unici con i quali si identifica e si rappresenta; lui, come in fondo anche gli altri compagni, sull’orlo del baratro della disperazione ha bisogno di soldi e decide con i suoi fedeli compagni di rapinare una banca.
Dinanzi allo spettatore si delineano quattro esistenze mediocri, ognuna nei suoi limiti già tracciati, quattro personaggi ai quali la vita sembra non possa più recare alcun male nè tantomeno alcun bene. Infatti, sebbene ognuno con la propria storia, questi uomini si comportano nel quotidiano con estrema moderazione, non azzardano mai al di fuori di quelle quattro mura, vivono in silenzio amori frustati e spesso comprati e pagati a buon mercato, si nascondono piuttosto che rischiare nella vita reale e pratica, sarà infatti poi più facile per il barbiere rapinare una banca che rivelare alla propria moglie di aver perso il lavoro esponendosi al pericolo di essere abbandonato per sempre. Anche lo stesso evento tragico del professore si risolverà in un comportamento desueto e consuetudinario, il rapinare la banca non costituisce un atto di cambiamento, anzi rappresenta solo la prova pratica che niente è cambiato, in quanto dopo questa esperienza, una volta consumata la scarica di adrenalina, ecco che i giocatori per saziarsi hanno bisogno ancora di un' emozione per sentirsi vivi, almeno per un attimo ancora, catturati ormai in un giro vizioso senza fine.
"Jucatùre" è una prova di trasposizione teatrale italo-ispanica ottimamente riuscita in questa messa in scena dell'opera di Pau Mirò, sia per quanto riguarda l’allestimento, che per la prova attoriale, davvero eccellente in ogni fase dello spettacolo. Sarebbe superflua ogni ulteriore considerazione, i tempi teatrali sono precisi, non permettono nemmeno per un attimo di essere fuori tono, garantiscono all'intelaiatura drammaturgica momenti umoristici di alto livello, un continuo sorridersi con compiacimento durante tutto lo spettacolo. L' unica perplessità forse risiede nella capacità del testo di veicolare con chiarezza il messaggio di cui si fa portatore;  uscito dalla sala lo spettatore avverte la sensazione di non aver compreso appieno il sottotesto emotivo e contenutistico dell'opera teatrale. Questo sentore di incertezza non inficia però l'acutezza ed originalità di uno spettacolo divertente e sicuramente ben costruito, diretto ed interpretato.

 

 

Sala Assoli – Vico Lungo Teatro Nuovo 110, Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/19563943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari botteghino: lunedì chiuso, martedì-mercoledì 17.30-21.00, giovedì-sabato 11.00-12.30/18.00-21.00, domenica 16.30-18.30
Orario spettacoli: dal 27 al 30 dicembre e dal 2 al 6 gennaio (ore 20.30, domeniche ore 18);  riposo 31 dicembre e 1 gennaio
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo

 

 

Articolo di: Italia Santocchio
Grazie a: Raimondo Adamo, Ufficio stampa Sala Assoli
Sul web: www.associazioneassoli.it

 

 

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