Jesus Christ Superstar - Teatro Sistina (Roma)

Scritto da  Domenica, 31 Gennaio 2016 

È un successo travolgente ancora oggi, dopo più di venti anni di rappresentazioni, la mise en scène di Jesus Christ Superstar, leggendaria opera rock nata dalla penna di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber. Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del Teatro Sistina, ne firma la regia in un’edizione in lingua originale che ha raggiunto la cifra ragguardevole di oltre 1600 repliche. Reduce dal successo conseguito nella tournée che si è conclusa da poco in Olanda, lo spettacolo torna al Teatro Sistina dopo lo straordinario consenso di pubblico e critica riscosso nella passata stagione.

 

Peeparrow Entertainment presenta
su licenza esclusiva The Really Useful Group - London
JESUS CHRIST SUPERSTAR
di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice
regia di Massimo Romeo Piparo
con Ted Neeley (Gesù)
e con Feysal Bonciani (Giuda), Paride Acacia (Hannas), Simona Distefano (Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato), Claudio Compagno (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Salvador Axel Torrisi (Erode) e Mattia Braghero (Pietro)
ensemble Antonio Balsamo, Giada Cervone, Francesco Consiglio, Mekdes Cortili, Lorenzo De Baggis, Mattia Di Napoli, Simone Giovannini, Francesca Ianni’, Francesco Italiani, Alessandro Lanzillotti, Rosella Lubrino, Giulia Maffei, Nicole Marin, Marta Melchiorre, Lazaro Rojas Perez, Carlotta Stassi, Sara Telch, Matteo Manoel Vergara, Carmela Visciano
orchestra Emanuele Friello (tastiera 1 e direzione), Angelo Racz (assistente MD / tastiera 2), Federico Zylka (tastiera 2), Andrea Inglese (chitarra 1), Stefano Mandatori (chitarra 2), Massimo Pino (basso), Stefano Falcone (batteria), Andrea Di Pilla (tromba), Alessandro Saraconi/Vincenzo Parente (corno francese), Maurizio Missiato (violino 1), Monica Canfora (violino 2), Valeria Chiappetta (viola), Francesco Marquez (violoncello)
scene Giancarlo Muselli
elaborate da Teresa Caruso
costumi Cecilia Betona
luci Umile Vainieri
suono Alfonso Barbiero
coreografie Roberto Croce

 

Impossibile non chiedersi quale sia la ragione della longevità di un successo così straordinario; inevitabile chiedersi cos’è che - ancora oggi - riesca a coinvolgere pienamente un pubblico così variegato.

L’universalità del significato evangelico raccontato secondo una dimensione prettamente umana, l’eterna dualità tra umano e divino, canzoni e musica di grande impatto, atmosfere rock e ambientazione hippy, lo straordinario talento di tutti gli interpreti, costumi variopinti e movimenti coreografici sorprendenti: certamente questa la combinazione vincente delle qualità che fanno di "Jesus Christ Superstar" il musical più amato di tutti i tempi.

Ma il fiore all’occhiello dell’imponente allestimento firmato da Piparo è riposto certamente nel carisma indiscusso e nella potenza della presenza scenica del protagonista Ted Neeley, colui che ha lasciato un’impronta indelebile al personaggio di Gesù nel film del 1973, e che ancora oggi, all’età di settantatre anni, interpreta con immutato vigore e straordinarie doti vocali. “Questo spettacolo ha qualcosa di magico” sottolinea lo stesso Ted Neeley. C’è da crederci. Insieme a lui sul palco a compiere la magia ogni sera un ensemble affiatato di attori, performers, ballerini, trampolieri, acrobati e musicisti che in più di due ore di spettacolo non concedono sosta all’attenzione partecipata degli spettatori.

Si narrano le vicende dell’ultima settimana di vita di Gesù, dall’arrivo a Gerusalemme fino alla sua crocifissione. Ogni scena è anticipata e scandita dal corrispondente passo del Vangelo in una scritta che appare sul fondo nei pannelli led della scenografia. Straordinario l’equilibrio tra solennità, dramma e spettacolarità che la regia imprime nelle scene più intense ed emozionanti. Numeri acrobatici, coreografie, e cambi di scena si rappresentano in un fluido apparire e scorrere senza soluzione di continuità, offrendo al pubblico - che concede applausi a scena aperta - un quadro d’insieme davvero spettacolare.

Particolarmente divertente ed originale l’idea di far accompagnare l’entrata in scena di Erode, personaggio ben caratterizzato da Salvador Axel Torrisi, dalle maschere della tradizione della commedia dell’Arte e da un simpaticissimo Pinocchio che trascinano il bizzarro re in una coloratissima scatola magica da circo.

La regia di Piparo esprime la giusta combinazione tra contemporaneità e spiritualità, conferendo particolare potenza e forza espressiva all’ambivalenza interiore del personaggio di Giuda (interpretato dal bravissimo Feysal Bonciani), un uomo tormentato dal dubbio e dal senso di colpa. Ruolo leggendario che fu del compianto Carl Anderson, qui degnamente sostituito dal giovane Bonciani. Davvero emozionante la scena in cui avanza lento e tormentato verso la corda che lo vedrà suicida.

Ma il picco dell’emozione, in una platea silenziosa e assorta, è nella scena delle 39 frustate inflitte a Gesù prima della crocifissione. Ad ogni frustata, in un gioco di luci in cui la figura di Neeley appare lontana e in trasparenza, compare, sul velatino sceso in proscenio, un’immagine che rappresenta una tragedia umana. Ne citiamo qualcuna: l’attentato alle Twin Towers, l’uccisione di Falcone e Borsellino, la strage di Bologna, l’assassinio di Moro, Auschwitz, e il dramma più recente dei migranti morti nel Mediterraneo con l’immagine agghiacciante di Aylan, il bambino siriano morto su una spiaggia turca. Un momento davvero toccante, una scena che evoca la costante drammaticità della condizione umana. Un’immagine che vuole esprimere l’attualizzazione della tragedia e della precarietà spirituale in cui si colloca l’uomo moderno. Un segno universale di angoscia e di paura. Eloquenti e significative in proposito le parole di Piparo nelle sue note di regia: “Non cercate di trovare segni in questa messinscena, né confronti con epoche, fasi storiche: c’è l’eterno, intramontabile senso di angoscia per un’umanità che da sempre elegge i propri messia per poi mandarli al martirio, crea i propri miti per poi distruggerli, professa la propria ideologia per prontamente rinnegarla”.

Sul led luminoso della scenografia - e diciamo: unica nota stonata, data la mediocre risoluzione e la condizione non sempre agevolmente leggibile dato il posizionamento di alcuni elementi di scena - appare la scritta evangelica delle ultime parole di Gesù pronunciate prima di morire: “Tutto è compiuto”; un passo del Vangelo che vuole indicare la trasformazione della violenza e del sacrificio in un incondizionato e universale atto d’amore. Una vicenda così umanamente drammatica sublimata dal perdono, che con la morte dà senso alla vita. Un messaggio trasversale e universale sulla fragilità dell’essere umano al cospetto del divino. E qui, con questa intensità di spunti sull’eterno conflitto tra il bene e il male, si compie anche la magia del teatro.

Forse non è nemmeno un caso che, proprio in questi giorni, un altro grande protagonista del Teatro contemporaneo stia portando in scena il “suo” Vangelo. Al Teatro Argentina Pippo Delbono racconta di questa umanità che è in perdita di valori, e lo fa con uno spettacolo intitolato appunto “Vangelo”, perché in esso - dichiara - “è contenuto un messaggio d’amore” universale ed eterno (e dedica proprio all’opera rock, con la citazione della canzone simbolo Superstar, il suo colorato e colorito finale).

Allo stesso modo, il “Jesus Christ Superstar” di Massimo Romeo Piparo ci pone davanti l’inquietudine delle vicende umane attraverso la contemporaneità di un’opera che celebra, in chiave moderna, l’attualità del messaggio d’amore contenuto nei Vangeli.

Il gran finale è sull’onda contagiosa dell’energia che filtra in platea dalle immagini proiettate e riprese nel foyer, dove Neeley e i suoi compagni di scena improvvisano un energico balletto. Un momento di danza e musica, tutti in costume bianco, che scalda il pubblico quanto basta per poi accogliere, tutti in piedi e a ritmo di musica, l’intero cast che rientra in sala ballando e dove raccoglierà l’ovazione entusiasta del pubblico. Raggiunto nuovamente il palco, intorno al candore dell’abito bianco di Neeley e verso il suo attraente carisma si uniscono tutti i componenti del cast che meritano di essere nominati uno ad uno: Feysal Bonciani, Paride Acacia, Simona Distefano, Emiliano Geppetti, Claudio Compagno, Francesco Mastroianni, Salvador Axel Torrisi, Mattia Braghero; ognuno con straordinarie qualità vocali nella non facile esecuzione dal vivo delle celeberrime canzoni che narrano a ritmo di rock la storia di Gesù, e ne segnano il divenire. E poi, ancora, tutti i componenti dell’ensemble: Antonio Balsamo, Giada Cervone, Francesco Consiglio, Mekdes Cortili, Lorenzo De Baggis, Mattia Di Napoli, Simone Giovannini, Francesca Ianni’, Francesco Italiani, Alessandro Lanzillotti, Rosella Lubrino, Giulia Maffei, Nicole Marin, Marta Melchiorre, Lazaro Rojas Perez, Carlotta Stassi, SaraTelch, Matteo Manoel Vergara, Carmela Visciano; orchestrati abilmente dalle coreografie di Roberto Croce e impreziositi dai coloratissimi costumi, in stile anni ’70, di Cecilia Betona. Bravissimi, e presenti in scena con grande energia e note di colore, i musicisti dell’orchestra dal vivo diretta da Emanuele Friello: Angelo Racz, Federico Zylka , Andrea Inglese, Stefano Mandatori, Massimo Pino, Stefano Falcone, Andrea Di Pilla, Alessandro Saraconi, Vincenzo Parente, Maurizio Missiato, Monica Canfora, Valeria Chiappetta, Francesco Marquez.

Questo ritorno in scena ha offerto al pubblico romano l’occasione di applaudire ancora una volta l’opera rock più acclamata di tutti i tempi, ormai di casa al Teatro Sistina: il tempio della commedia musicale d’autore che la direzione artistica di Piparo ha preziosamente consacrato all’arte del musical d’eccellenza.

 

Teatro Sistina - via Sistina 129, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4200711, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 - domenica dalle 11.00 alle 19.00
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: poltronissima € 44,00, poltrona e I galleria € 39.50, seconda galleria € 34.00, terza galleria € 27.50

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Federica Fresa e Laura Fattore, Ufficio stampa Teatro Sistina
Sul web: www.ilsistina.it - www.facebook.com/teatrosistinaroma - www.twitter.com/teatrosistina

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