Jekyll and Hyde - Villa Celimontana Jazz Festival (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 23 Settembre 2009 
jekyll and hyde

I giovani talenti della compagnia Motus Animorum portano in scena l’immortale e burrascosa storia del generoso e romantico dottor Henry Jekyll e del suo mostruoso, feroce e terrificante alter ego Edward Hide: funestato da innumerevoli inconvenienti tecnici nel primo atto e da uno scrosciante acquazzone di fine estate nel secondo, lo spettacolo conquista comunque il numeroso pubblico accorso, soprattutto grazie alle brillanti, energiche ed emozionanti interpretazioni dei tre protagonisti, sicure promesse del teatro musicale italiano.

 

La compagnia Motus Animorum presenta

JEKYLL AND HYDE, il musical

liberamente tratto dal romanzo di Louis Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde”

Musiche e libretto di Wilhorn e Bricusse.
Versione Italiana di Alessia Tona, Matteo Guma, Silvia Santoro 
Direzione musicale a cura di Aldo Roma   
Regia di Alessia Tona

Assistente alla regia Ilaria Manocchio
Coreografie di Ilaria Caravaglio 
Costumi di
Karin Minerva e Rossella Teti
Scenografia di Monica Burgio
Luci di Roberto Saura
Direzione musicale di Aldo Roma
Direzione artistica di Alessia Tona, Aldo Roma

Interpreti:

Matteo Guma (Henry Jekyll/ Edward Hyde)
Alessia Tona (Lucy Hires)
Silvia Santoro (Emma Carew)
Alberto Sperandio (John Utterson)
Enrico Sortino (Sir Danvers Carew)
David Marzullo (General Glossop)
Mauro De Castro (Bishop /Spider)
Stefano Dalla Vedova (Lord Teodor Savage)
Antonello Coggiatti (Simon Stride)
Donatella Ciraolo (Bessie Beaconsfild/Miss)

Cori: Irene Cedroni, Arianna Manias, Chiara Romani, Dalila Manzo, Flavia Falloppa, Adriano Coggiatti, Gianluca Ferri, Danilo Picciallo

 

L’edizione di quest’anno della celebre rassegna jazz di Villa Celimontana si è arricchita di alcuni pregiati spettacoli di musical, affidati a compagnie di giovani talenti ai quali è stata concessa una prestigiosa vetrina per mettere in luce le proprie capacità recitative e canore. L’ultimo appuntamento di questo esperimento teatrale ha visto portare in scena lo spettacolo “Jekyll & Hyde”, musical liberamente tratto dal romanzo di Louis Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde” e rappresentato per la prima volta a Broadway circa dodici anni fa. Le musiche composte da Frank Wildhorn e i testi scritti da Leslie Bricusse si fondono alla perfezione riuscendo a ricreare l’atmosfera gotica fortemente suggestiva, angosciante ed oscuramente evocativa del capolavoro di Stevenson, talmente entrato a far parte del patrimonio letterario e dell’immaginario collettivo da essere stato oggetto di innumerevoli trasposizioni teatrali e cinematografiche nel corso degli ultimi decenni. Protagonista della narrazione è l’affascinante ed indomito dottor Henry Jekyll il quale, con l’intento di individuare una cura efficace per guarire il padre ormai da lungo tempo imprigionato in una malattia mentale che divora la sua anima, conduce instancabilmente arditi esperimenti nel suo laboratorio alla ricerca del farmaco miracoloso. Questo lo allontana sempre più dalla sua innamoratissima e delicata promessa sposa Emma Carew e desta scalpore e sconcerto nella comunità dei borghesi benpensanti, i quali si oppongono con decisione alla sua richiesta di poter testare il preparato miracoloso da lui ideato su degli esseri umani. Jekyll si vede pertanto costretto a sperimentare la pozione su se stesso e gli effetti saranno imprevisti e devastanti: il farmaco da lui approntato consente difatti di separare le due opposte nature della psiche umana, quella buona e quella malvagia, ed ogni qualvolta ne assumerà una dose il suo spirito ed il suo corpo si trasfigureranno assumendo alternativamente le sembianze demoniache del perfido Edward Hyde oppure tornando a quelle del generoso e sensibile Henry Jekyll. Nelle sue errabonde peregrinazioni notturne incontrerà sulla propria strada un’altra anima persa, la sensuale e sfrontata Lucy Hires, prima ballerina e prostituta presso il postribolo d’alto bordo Red Rat, che vedrà nell’animo altruista del dottor Jekyll una possibilità di riscatto da un’esistenza degradante e senza futuro e forse un amore sincero ed appassionato, ma purtroppo finirà per precipitare nel vortice di violenza e morte innescato a Londra dal terrificante mr Hyde. E questa sarà solo una delle innumerevoli tappe di una spirale di devastazione che non conoscerà termine, sino ad un tragico ed inevitabile epilogo.

La riproposizione teatrale di questo viscerale e travolgente dramma gotico assume particolare fascino grazie alla potenza espressiva e alla coerenza sonora dei brani musicali che ne costituiscono lo scheletro portante; una prima versione italiana di quest’epica opera teatrale fu  portata in scena, peraltro con notevole successo, un anno e mezzo fa dal Teatro Stabile d’Abruzzo con protagonisti di indiscusso prestigio e talento come Giò Di Tonno, Simona Molinari e Ilaria De Angelis. Lo spettacolo portato in scena nella cornice di Villa Celimontana evidentemente non può vantare mezzi produttivi altrettanto copiosi né il sostegno di un’istituzione teatrale similmente autorevole ed illustre; i giovani talenti della compagnia Motus Animorum sopperiscono però a questa carenza con dosi massicce di entusiasmo, energia, dinamismo e voglia di catturare e sorprendere lo spettatore. In particolare si distinguono nettamente nella numerosa e perfettamente affiatata schiera di interpreti i tre protagonisti principali, ovvero Matteo Guma (incredibilmente convincente sia nelle vesti del romantico ed impetuoso Jekyll che in quelle malefiche, ripugnanti e sfrenate del demoniaco Hyde), Alessia Tona (una Lucy Hires di grandissima presenza scenica, che domina con consapevolezza il palcoscenico destreggiandosi con abilità tra canto, danza e recitazione) e Silvia Santoro (che indossa i panni della devota, sognante e leggiadra promessa sposa Emma Carew in maniera estremamente convincente, grazie a delle doti vocali veramente sorprendenti per raffinata intonazione, limpidezza cristallina e potenza espressiva). Peraltro questi tre giovani interpreti si sono occupati con impegno dell’adattamento italiano della pièce teatrale americana ed Alessia Tona ha anche curato in prima persona la direzione registica del musical, un’intraprendenza e una voglia di cimentarsi in un progetto così ambizioso che sono indiscutibilmente da elogiare.

Veramente un peccato che questa unica rappresentazione sia stata funestata da innumerevoli inconvenienti non imputabili alla compagnia, che ne hanno parzialmente messo in pericolo una perfetta riuscita. Anzitutto nel primo atto si sono ripetuti frequentemente dei problemi tecnici per quanto concerne l’impianto di amplificazione, tanto che a più riprese il pubblico non riusciva a sentire le voci deii cantanti, i quali venivano nettamente sovrastati dalla base musicale: a questo proposito come non esprimere un profondo rammarico per il modo in cui è stato rovinato il primo ingresso in scena di Lucy Hires, uno dei momenti più spumeggianti, briosi e trascinanti dell’intero musical, dal momento che l’intero brano “Bring on the Men” interpretato da Alessia Tona è stata ascoltato dal pubblico “a corrente alternata”, con l’amplificazione del suo microfono che sembrava non voler cessare di fare le bizze. Inoltre, a complicare ancora la situazione, nell’intervallo tra primo e secondo atto ecco sopraggiungere il tanto temuto acquazzone estivo che minacciose nuvole nel cielo di Roma promettevano già da lungo tempo: un plauso va sicuramente tributato all’intera compagnia che, nonostante la pioggia si sia protratta pressoché sino alla fine dello spettacolo, non ha mostrato esitazioni né alcun segno di smarrimento, concludendo la rappresentazione con grande professionalità e determinazione. E nemmeno il pubblico si è lasciato intimorire: la curiosità di assistere al finale ed il talento degli interpreti in scena evidentemente hanno rappresentato delle motivazioni più che valide per resistere impavidamente sino al termine del secondo atto del musical.

In definitiva un’ottima prova recitativa per questa giovane compagnia di attori: siamo più che sicuri che, qualora questa versione di “Jekyll & Hide” venisse da loro riproposta in una veste teatrale più tradizionale, con delle scenografie ed un allestimento tecnico maggiormente curati, non potrebbe che tramutarsi in uno sbalorditivo successo. Il che speriamo accada il prima possibile, visto l’entusiasmo, le capacità e la grinta che hanno saputo porre pienamente in evidenza in questa occasione.

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Fabrizia Ferrazzoli, Ufficio Stampa Villa Celimontana

Sul web: www.villacelimontanajazz.com

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