Ivan - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Domenica, 05 Marzo 2017 

Serena Sinigaglia e Fausto Russo Alesi tornano al Piccolo Teatro Studio Melato per portare in scena Ivan, uno spettacolo liberamente tratto da I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij. È proprio uno dei fratelli della storia, Ivan - il fratello mezzano, il più colto, intelligente e raffinato -, il protagonista dello stream of consciousness ideato da Letizia Russo con la consulenza di Fausto Malcovati, uno dei più grandi esperti di lingua e letteratura russa in Italia.

 

IVAN
liberamente tratto da "I fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
riscrittura Letizia Russo
consulenza Fausto Malcovati
regia Serena Sinigaglia
con Fausto Russo Alesi
scene Stefano Zullo
luci Roberta Faiolo
assistente alla regia Giulia Sarah Gibbon
co-produzione ATIR Teatro Ringhiera e Teatro Donizetti Bergamo

 

Incontriamo Ivan in una scena completamente oscura e spoglia, a eccezione di un grande vortice di metallo, disseminato dei fogli sparsi di un quaderno, come se il vento li avesse portati via al loro proprietario. Ivan ci parla - o forse si parla - proprio dall’occhio di questo ciclone di pensieri e, sebbene il centro dell’intera rappresentazione sia la Leggenda del Grande Inquisitore, il suo flusso di coscienza raccoglie tutta la vicenda del libro di Dostoevskij, ponendosi le domande che da sempre sono alla base dell’indagine sull’animo umano.

Chi siamo noi? Perché siamo vivi? Cos’è la libertà? È quello che vogliamo?

Le risposte che ascoltiamo dalla bocca del protagonista del monologo sono spiazzanti per la loro crudezza e perché, a differenza di quanto accade nel libro, ci giungono una in fila all’altra e non filtrate dall’opinione degli altri personaggi della storia. Spiazzante è anche l’Ivan che è portato in scena da uno splendido Fausto Russo Alesi, capace di passare con scioltezza attraverso tutte le immagini del secondo fratello Karamazov che la visione di Letizia Russo ci offre. Dapprima è l’uomo morto che sembra parlarci da un altro universo o in uno stato di trance, poi il ragazzo intelligente e troppo maturo per la sua età - quello che ci presenta Dostoevskij -, che cerca la compagnia del pio fratello Aleša per raccontarsi, per lasciarsi conoscere e, siccome è incapace di spiegare il turbinio di pensieri che gli riempie la testa, cerca di esprimersi attraverso un racconto di sua invenzione. Durante la lettura del Grande Inquisitore, Ivan s’infervora, si agita nel tentativo di aprirsi al suo interlocutore, e forse ci riesce davvero, o forse no. Quello che è certo è che alla fine dello spettacolo sarà proprio lui a scoprire un mistero terribile, annidato proprio nel suo animo, che non potrà lasciare indifferente né lui né il pubblico che lo ascolta.

La performance molto intensa e toccante di Fausto Russo Alesi è coadiuvata da un sapiente uso delle luci, che diventano un secondo vero personaggio in scena e contribuiscono, attraverso i cambi d’intensità e calore, a sottolineare le emozioni veicolate nel discorso e il cambio dei piani quasi metafisici a cui è sottoposto l’Ivan del bellissimo testo di Letizia Russo; quest’ultima non solo è riuscita a portare in scena la carne e i nervi del suo protagonista, ma ha mantenuto lo spirito russo del dramma, che non ha niente della catarsi delle tragedie greche, ma che invece lascia lo spettatore annichilito di fronte alla nuda verità presentata. Che, in questo caso, non è altro che la profondità dell’animo umano.

Note:

I Fratelli Karamazov: romanzo dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij, che racconta la storia della famiglia omonima, composta da un vecchio padre, Fëdor, da tre fratelli legittimi, Dimitri, Ivan e Aleša, e da un figlio illegittimo, Smerdjakov. Fu scritto tra il 1879 e il 1880.
Stream of consciousness: flusso ininterrotto di pensieri, non ordinato secondo una logica apparente.
La Leggenda del Grande Inquisitore: Un racconto nel racconto, parte de I Fratelli Karamazov. Ivan e Aleša, che hanno idee diametralmente opposte sulla religione, cenano assieme. Il primo idea un racconto allegorico, ambientato nella Spagna del 1500, durante il periodo della Sacra Inquisizione, per poter meglio spiegare la sua visione del mondo e della fede. Nella storia, Cristo torna sulla Terra e viene immediatamente riconosciuto dalla popolazione, che gli si getta ai piedi. Il Grande Inquisitore lo fa arrestare e lo condanna al rogo come il peggiore degli eretici, ma la notte prima dell’esecuzione decide di avere una conversazione con lui, rimproverandolo per essere tornato tra i mortali e per aver gettato scompiglio nell’ordine che l’Inquisizione aveva creato per l’uomo, che, secondo lui, non è fatto per sostenere il peso della libertà che pure il Cristo ha voluto e predicato.

 

Piccolo Teatro Studio Melato - via Rivoli 6, Milano (M2 Lanza)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 02/42411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 75 minuti

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro
Sul web: www.piccoloteatro.org

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