Italia Libre - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 05 Giugno 2013 

Due amici si preparano a vivere al massimo il loro sabato notte. Divertimento assicurato e buona compagnia sono ormai gli unici fari che illuminano giorni sempre troppo uguali. Uno di loro, però, ultimamente ha preso coscienza della propria esistenza, di ciò che lo circonda e di cosa, in maniera quasi impercettibile, gli viene negato. C’è un Sistema, là fuori, che tutto controlla, che riduce le persone a mucche da mungere, allevandole, omologandole e fornendogli tutto ciò che desiderano - compresa la bamba - ma negando loro ciò che, in nuce, definisce l’essere umano: la libertà di poter scegliere. Chi sta in alto manipola, corrompe, sfrutta. Chi sta in basso, accecato dall’ultimo modello di smartphone o di auto, subisce passivamente e, spesso, inconsapevolmente.

 

ITALIA LIBRE – Appunti per una moderna rivoluzione borghese
di Paolo Zaffaina
regia di Pietro Dattola
aiuto regia Alessandro Marrone
con Flavia Germana de Lipsis, Marco Schiazza
testo vincitore nel 2011 del premio di Drammaturgia DCQ - Giuliano Gennaio
prodotto da DoveComeQuando nell'ambito della terza edizione del Festival Teatrale Inventaria, presso il Teatro dell'Orologio 

 

Una commedia amara, intrisa di denuncia sociale. Il dramma di una generazione in balìa delle acque di un sistema che ci controlla, ci scruta e ci condiziona. La voglia di ribellarsi a questo occhio onnipresente è il fulcro da cui ha inizio la storia. I due protagonisti si apprestano a vivere al massimo il loro sabato sera, tra premesse libidinose e folli tentazioni. Per affrontare al meglio la prova di resistenza si lasciano aiutare da un tiro di “bamba” e un goccio di sambuca, tanto per tenere il piede sull'acceleratore.
Uno dei due comincia però ad avvertire un malessere esistenziale, un disagio che gli causa una scomoda quanto repentina consapevolezza della propria situazione. Realizza di essere subordinato a qualcosa di più grande, che ne determina le azioni quotidiane e ne controlla il modo di pensare. Chi sta in alto corrompe e sfrutta una massa relegata all'ignoranza, prevedibile nel desiderare qualcosa o nell'immaginare un vero benessere sociale, anestetizzata da placebo abilmente nascosti dietro futili ricompense: la macchina, la vacanza, il telefonino...
È arrivato il tempo di metter fine a tutto ciò, organizzando una rivoluzione dal basso che risvegli le coscienze imborghesite e metta in serio pericolo la stabilità del sistema. I due amici si trasformano quindi nei combattenti Spartacus e Goldrake, che al grido latinoamericano di “Italia Libre” danno vita alla trasformazione. Un sequestro e un attentato sono i passaggi necessari per richiamare all'ordine i dissidenti sopiti di ogni angolo di penisola, conquistando immediata e risonante visibilità.
Ma qualcosa non va: per un errore di consegne la bomba, anziché colpire un obiettivo sensibile, viene fatta esplodere nei pressi di un centro anziani. Non proprio un esordio riuscito.
La parte più esilarante è però quella del rapimento di un personaggio di spicco (si fa per dire) della società tutta lustrini e telecomando. Un essere senza dignità, un pupazzo ad ignobile servizio del potere mass-mediatico a cui dovrebbe esser negata la libertà di parola.
Ed è proprio qui che il testo (o forse la messa in scena) brilla: un'insolita licenza teatrale crea una situazione paradossale in cui lo scherzo si mescola alla seriosità degli intenti. La rivoluzione ora è uno sketch cabarettistico dove i due improbabili ribelli cercano legittimazione per il loro operato. La fine è di lì a un passo... e il ritmo in crescendo strappa più di qualche applauso (un notevole contributo è stato dato anche da un impeccabile tempismo scenico).
L'amarezza delle conclusioni che si possono trarre a sipario chiuso è però mitigata da uno scrosciante e ripetuto applauso ai due (anzi tre) interpreti di “Italia Libre”.
Non proprio una rivoluzione, quanto un modesto invito a prendere coscienza della propria vita e delle proprie ambizioni, a cui deve necessariamente far seguito un'analisi di costi e benefici: vale davvero la pena vivere nella consapevolezza di ciò che ci circonda? 

 

Teatro dell'Orologio (Sala Grande) - via dei Filippini 17/a (Piazza Navona), Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 20-22 maggio 2013 ore 20.30 (sala Gassman), 31 maggio 2013 ore 21.30 (sala Grande) 

 

Articolo di: Gianluigi Cacciotti
Grazie a: Ufficio stampa Compagnia
Sul web: www.teatrorologio.it

Commenti   

 
#1 Appunti per una possibile carrieraGuest 2014-11-12 08:00
"Ed è proprio qui che il testo (o forse la messa in scena)"

E' il testo, nel senso che è tutto scritto nelle note di regia presenti nel copione.
Nel caso un giorno decidesse di fare seriamente come lavoro il critico teatrale e le accadesse di avere un altro dubbio simile la soluzione è semplice: basta chiedere al regista. Saluti. Paolo Zaffaina
 
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