L’ISO Theatre - International Super Objective Theatre - ospite del Teatro di Roma

Scritto da  Lunedì, 20 Luglio 2015 

Sono in dodici, hanno tra i 24 e i 35 anni, provengono da otto paesi europei, hanno diverse formazioni e personali concezioni del teatro. Per tre settimane hanno lavorato insieme, recitando, improvvisando, confrontandosi: una compagnia senza regista, un gruppo alla ricerca di un linguaggio comune. Non sanno quando si incontreranno di nuovo né quale città europea li ospiterà la prossima volta. Ecco a voi il giovane collettivo teatrale europeo dell’ISO Theatre - International Super Objective Theatre. Questa volta il loro lavoro si è svolto in Italia, seconda residenza per l’estate 2015 organizzata nel contesto di "Conflict Zones", grazie al sostegno del programma europeo “Creative Europe”. Dopo la prima residenza in Bulgaria durante la Small Season del Teatro Sfumato di Sofia, il gruppo dell’ISO Theatre è arrivato a Roma dove ha lavorato prima presso l’Istituto Bulgaro di Cultura e poi al Teatro Argentina. Qui, nella Sala Squarzina, venerdì 17 luglio abbiamo assistito ad un’informale prova aperta, dimostrazione conclusiva del lavoro portato avanti in queste settimane.

 

Dopo un canto di riscaldamento iniziale, i promettenti attori, guardando fuori verso largo di Torre Argentina, hanno improvvisato un surreale ed estroso discorso a più voci su gatti, conducenti d’autobus e il mondo visto da una finestra. Poi, divisi in gruppi, hanno rappresentato tre scene, dando tre letture completamente diverse al tema comune del “leaving home”. C’è chi ha scelto un teatro fisico e concettuale, chi ha costruito un racconto, chi ha preferito una scena più estemporanea puntando anche sul coinvolgimento della platea, chi ha giocato su più livelli utilizzando la balconata, chi ha presentato una messa in scena classica e frontale, chi ha ribaltato la prospettiva facendo voltare il pubblico per sfruttare anche le scale d’ingresso del teatro, chi ha puntato sulla parola e chi sui movimenti. Tra sperimentazione ed estemporaneità, le tre libere visioni di un unico argomento (deciso tra l’altro, così come la suddivisione dei gruppi, solo quella stessa mattina) sono state così provate e svelate per la prima volta e nello stesso momento sia al pubblico che agli altri attori.

L'aspetto più interessante del progetto ISO Theatre risiede proprio nella metodologia di lavoro, come gli stessi attori hanno spiegato a fine rappresentazione rispondendo alle domande del pubblico. Ogni giorno vengono formati nuovi gruppi, non in base al paese d’origine o al genere teatrale, ma cercando di lavorare sempre con tutti. Si lavora prima in coppia poi a gruppetti, fino a raggiungere la totalità della compagnia. Si parla e si recita in inglese ma è facile che le scene siano poi contaminate da francese, tedesco o portoghese. E’ un confronto continuo di linguaggi artistici, di metodi di lavoro, di caratteri e concezioni per raggiungere il difficile risultato di individuare una lingua comune. Non ci sono gerarchie, le decisioni si prendono insieme. Non c’è un regista ma ogni gruppo diventa regista dell’altro perché in fondo, come si dice in Bulgaria, un regista non è altro che un attore che si è allontanato di più per vedere la scena d’insieme e che poi è rimasto lì. La molla di tutto è sempre la curiosità e il desiderio di scambi e confronti. I ragazzi hanno l’ambizione di arrivare ad un vero spettacolo teatrale ma sanno che ciò non dipende da loro ma dall’organizzazione di questo interessante progetto. Ciò che intanto possono fare è estrapolare il più possibile da quest’esperienza e aspettare la nuova chiamata.

Ma da dove nasce l’ISO Theatre? Era il 1990 quando Giorgio Strehler, sostenuto dall’allora Ministro della Cultura francese Jack Lang, volle e istituì l’Unione dei Teatri d’Europa (UTE): un circuito di teatri legati dall’ambizione di creare, attraverso una ricerca collettiva e progetti comuni, un’identità artistica europea comune. Sette teatri costituivano il gruppo iniziale; oggi sono diciannove e i loro progetti, sempre all’insegna degli scambi culturali e della valorizzazione di nuovi talenti, sono cresciuti tra festival, tavole rotonde e tournèe raggiungendo insieme oltre 10.000 performance e 3 milioni di spettatori in un anno. Più tardi, nel 2012, nell’ambito dell’Accademia Decentralizzata dell’UTE e grazie ad una masterclass tenuta a San Pietroburgo dal regista russo Lev Dodin, ha preso poi forma anche l’idea di creare un collettivo di giovani attori provenienti da tutta Europa per esplorare il vero significato dell’essere europeo oggi (sul palcoscenico e fuori). Per il nome ci si ispirò all’idea di super obiettivo di Stanislavskji e nacque così l’ISO - International Super Objective Theatre che ebbe la sua prima residenza artistica all’Academy for Performing Arts Baden-Württemberg in Germania nel 2013, a cui seguì la presentazione del lavoro “June 24/30” al Teatro di Roma.

Attualmente i 12 giovani attori che compongono l’ISO Theatre provengono da Bulgaria, Romania, Grecia, Portogallo, Francia, Germania, Polonia e Israele/Palestina e sono:
• Petya Alabozova (Bulgaria)
• Balazs Bodolai (Romania)
• Bilyana Georgieva (Bulgaria)
• Khwala Ibraheem (Israele/Palestina)
• Aglaia Katsiki (Grecia)
• Boris Krastev (Bulgaria)
• Benjamin Lew-Klon (Germania/Polonia)
• Sophie Lewisch (Francia)
• Vincent Menjou-Cortes (Francia)
• Luis Puto (Portogallo)
• Kim Willems (Germania)
• Angélique Zaini (Francia)

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19, lunedì riposo, chiusura estiva dal 3 al 23 agosto), vendita on-line www.vivaticket.it
Biglietti: Teatro Argentina da 11 a 30 euro – Teatro India da 14 a 18 euro

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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