Io, Woody e le donne - Teatro dell'Angelo (Roma)

Scritto da  Lunedì, 07 Dicembre 2015 

Dal 26 novembre al 13 dicembre. Avallone-Allen racconta il suo difficile rapporto con il mondo femminile. Attorniato da cinque attrici, indifferentemente in ruoli di uomo e di donna, l'attore romano affronta un esilarante percorso attraverso quattro atti unici, poco rappresentati, dove Woody è alle prese con femmine analiste, femmine hippies, femmine dominatrici, femmine complessate...femmine. Uno spettacolo parodia dove Avallone-Allen veste i panni di un pavido Socrate, di un improbabile Bogart, di un Abramo in crisi religiosa, tra sogni e incubi, esprimendo il proprio punto di vista, noto ai suoi fans, su tutti i temi principali della vita: l’amore e le donne, la religione, la filosofia.

 

Teatro dell'Angelo presenta
Antonello Avallone in
IO, WOODY E LE DONNE
di Woody Allen
traduzione A.Episcopi, C.Barberian, D.Gelmini, P.Paolini
con Cristina Moglia, Giulia Di Quilio, Flaminia Parnasi, Francesca Cati, Claudia Guidi
scene e costumi Red Bodò
regia Antonello Avallone

 

Tutti amiamo i film e le scritture sceniche di Woody Allen per quella disperata leggerezza, quella profondità dell'effimero con cui il grande autore e regista newyorkese riesce a ribaltare con pochi gesti e un'apparente spontaneità di movimenti, coordinati e tesi a preparare l'effetto-sorpresa della battuta finale con cui tutto è rovesciato, un senso nel suo opposto, la serietà in scherzo.

Non da meno il suo doppione, anzi no il suo "doppio" nostrano, al secolo Antonello Avallone, riesce con grande abilità a recuperare il difficile modo di esprimersi e soprattutto di intrattenere il pubblico che lo trasforma da abile imitatore in un vero e proprio alter ego del grande Woody.

Lo spettacolo è di sofisticata semplicità, mi si consenta l'ossimoro: luci cinematografiche a taglio, ambiente come un teatro di posa off-Broadway. Hic est actor, basta un'atmosfera creata dalle luci, un sogno erotico che vede protagonista una bella ragazza che sembra uscire dal film di Allen "Io e le donne", ed eccolo Antonello Avallone intrattenere e far ridere un pubblico proprio come se fosse, non ci accorgiamo neppure delle differenze o quasi, il grande comico statunitense.

L'inizio è scoppiettante. Contornato da cinque splendide e brave fanciulle - meritano di essere citate, Cristina Moglia, Giulia Di Quilio, Flaminia Parnasi, Francesca Cati e Claudia Guidi - che gli fanno da spalla e servono sul piatto le situazioni da cui l'Avallone-Allen costruisce quello che possiamo definire un one man show, l'attore romano davanti alla gremita platea del suo splendido Teatro dell'Angelo si trasforma come un vero commediante dell'arte per assumere vari ruoli del repertorio teatrale di Allen.

Dicevo della commedia dell'arte perché mi pare proprio che la misura che Avallone vuol dare alla sua lettura dei brani tratti dalle principali farse di Allen sia proprio quella dell'apparente improvvisazione scenica che prevede anche la canzoncina stonata della titubante attricetta mandata allo sbaraglio a perforare i timpani col microfono "a palla", o prendendosi lui stesso la briga di stonare e suscitare il sorriso di chi ascolta.

Proprio in questi inserti non troppo efficacemente curati dalla regia di Avallone, poiché non bene si capisce se volutamente ironici - e allora vanno bene - o tentati seriamente e falliti - allora vanno meno bene - si diluisce l'efficacia dello spettacolo che dopo un'ora e mezza diventa un po' macchinoso. I quattro atti unici di Allen pochissimo rappresentati, dove Antonello-Woody è alle prese con femmine analiste, femmine hippies, femmine dominatrici, femmine complessate... sciorinati senza una drammaturgia di collegamento o imperniata su precisi "attacchi" e passaggi si impastano se sciorinati a filotto, rischiano insomma di restare perle di una collana il cui filo risulta debole.

L'abilità di Avallone nel riproporre il modello Woody è comunque indiscutibile, proprio per questo la sua performance necessiterebbe di una costruzione drammaturgica più complessa come le stesse opere di Allen stanno a dimostrare. Per esempio ciò accade ne "La rosa purpurea del Cairo" o in "A proposito di Harry", grandi film dove gli elementi scherzosi e le situazioni comiche a sketch sono supportati da una struttura narrativa estremamente complessa e trovano dunque un senso d'essere al di là della battuta che suscita la risata.

Allora preferisco la parte in cui Allen-Avallone parla di se stesso, del suo essere ebreo ateo, misogino e attratto dalle femmine, psicotico ma analista di se stesso e capace di psicanalizzare il suo terapeuta, un personaggio quello del grande regista che Avallone incarna letteralmente e mimeticamente con una bravura che merita l'applauso convinto mio e del folto pubblico.


Teatro dell’Angelo - via Simone de Saint Bon 19, 00195 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/37513571 - 06/37514258, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari botteghino: dal lunedì al sabato ore 10-13.30/ 15-20 ; domenica 12-13.30/ 15-17
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30 (martedì 08 dicembre, festivo, ore 17.30)
Biglietti: poltronissima euro 25, ridotto euro 20; poltrona euro 22, ridotto euro 18

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Ufficio Stampa Teatro dell'Angelo
Sul web: www.teatrodellangelo.it

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