Io sono Sarah Kane - Teatro Out Off (Milano)

Scritto da  Daniela Cohen Giovedì, 27 Febbraio 2014 

Morta suicida per impiccagione in una stanza d’ospedale dove era ricoverata per l’ennesimo grave stato depressivo, a soli 28 anni appena compiuti, Sarah Kane viene celebrata a 15 anni dalla sua scomparsa con uno spettacolo che debutta per l’Italia al Teatro Out Off di Milano, dal 25 febbraio al 2 marzo, "Io sono Sarah Kane". Lo ha scritto e lo dirige Paolo Scheriani; ne sono protagoniste Nicoletta Mandelli e Camilla Maffezzoli sul palco nel doppio ruolo della scrittrice e attrice, capace anche di insegnare teatro per alcuni anni in una Gran Bretagna che accolse i suoi lavori con sguardo scandalizzato e talvolta inorridito. Sì, perché la giovane Kane mise in scena nel 1995 la sua prima opera, Dannati (Blasted) a soli 23 anni, fresca di un corso d’arte drammatica alla Bristol University e dopo un master in scrittura per il teatro all’Università di Birmingham. Mostrando dei parallelismi fra la Bosnia e il Regno Unito, allestì scene brutali di stupri, cannibalismo e altri delitti provocando lo sdegno di pubblico e critici.

 

 

 

 

 

Teatro Out Off, in collaborazione con compagnia ScheriANIMAndelli/TEATROalleCOLONNE presenta
IO SONO SARAH KANE
drammaturgia e regia Paolo Scheriani
con Nicoletta Mandelli e Camilla Maffezzoli
performing video Luca Lisci

 

 

Fu però difesa da alcuni altri illustri membri più anziani della "casta" degli scrittori teatrali, primo fra tutti Edward Bond che ne elogiò il talento e l’opera, consapevole che quarant'anni prima lui, negli anni ’60, aveva creato uno spettacolo (Saved) in cui un bambino veniva lapidato nella culla, sul palco, con effetti devastanti sul pubblico, all’epoca. Ovviamente, quest'ultimo era un maestro e un eroe per Sarah, che si ispirò parecchio a lui, ne fu influenzata e forse lo superò quando, indifferente ai commenti dei critici sui maggiori giornali britannici che descrivevano le sue opere come “disgustosi banchetti di sporcizia”, anzi proponeva di peggio, come personaggi capaci di succhiarsi gli occhi gli uni agli altri, cuocere alla griglia i genitali altrui o conficcarsi in un occhio siringhe per iniettarsi eroina, oltre ovviamente a usare un linguaggio scurrile. Eppure la scrittura di Sarah Kane viene salutata come avanguardia magnifica, capace di produrre materiale sperimentale e di enorme maestria costruttiva come ebbe ad affermare Mark Ravenhill, noto autore di ‘Shopping and Fucking’ il quale la considerava una straordinaria collega.

 

I due fondatori della compagnia scheriANIMAndelli, ovvero Paolo Scheriani e Nicoletta Mandelli, felicemente sposati da anni, lavorano in tandem molto spesso e vantano numerosi premi per le loro produzioni. Qui la difficile scelta drammaturgica ha voluto mostrare una probabile Sarah Kane usando due donne, una bellissima e chiaramente giovane quanto la vera Sarah, cioè Camilla Maffezzoli, l’altra molto bella ma più intensa e racchiusa in se stessa, ovvero Nicoletta Mandelli. Poiché la Kane soffriva di un aspetto schizoide e di tante altre sindromi nevrotiche, ci sta. Appena cala il buio e si accendono i riflettori, assieme a una colonna sonora gradevolissima, vediamo una donna seduta di fronte al pubblico, l’altra su una sedia ma di spalle e apparentemente nuda. Entrambe hanno capelli lunghi e scuri, ma a breve comincerà a scorrere sul fondale l’interessante performing video di Luca Lisci che mostra in bianco e nero giochi ottici realizzati, si direbbe, con l’autentica complicità di Sarah Kane, che appare spesso in diversi spezzoni. D’altra parte la giovane lavorò come ‘scrittrice residente’ per la compagnia itinerante di Paines Plough, dietro richiesta di Mark Ravenhill che ne era manager letterario e per cui fu regista, aiutò altri giovani e lavorò molto anche con la multimedialità.

 

Nicoletta su un palco nero cosparso da mele che spiccano per il colore sta declamando già i versi colmi di poetica tristezza con cui l’autrice racconta il suo testamento: “Ho solo voi davanti a me, pubblico… Voi sarete i depositari della mia commedia degli orrori e degli errori… volete il bis? Vi do tutta la mia vita… ogni respiro trattenuto, ogni lacrima versata… metto in mostra l’anima e le interiora. Qui si fa il teatro, la vita finta… c’è ancora chi non capisce l’amore: cos’è se non carne, parola, bla bla bla… Sono qui, nella mia terra e vi penso tutti”. Sullo schermo vediamo Sarah Kane in una tinozza, nuda, che si passa una spugna sul corpo. La giovane seduta di spalle grida e i Velvet Undrground inondano la sala con ‘Sunday morning’ per lasciare poi spazio alle due ragazze che si scambiano lo stesso ruolo ma anche ruoli diversi o forse sempre lo stesso, visto con la mente di un’unica persona che immagina tante menti e ogni volta sente di immedesimarsi.

 

Io sono Sarah Kane” dice ora usando un microfono una delle due, subito imitata dall’altra. “Lo sono sempre stata e sempre lo sarò: la scorbutica, la simpatica, quella che non ti piaceva e poi ti sono piaciuta…” proseguono con valanghe di parole le due, ora sedute vicine. “Ho vissuto giorni impossibili da sommare, che tutti assieme fanno al massimo un mese, sempre uguali… e poi ci sarà l’ultimo giorno e potrebbe essere questo qua, l’identico giorno… Alle volte avrei voluto essere Sarah Kane” prosegue una o l’altra, in toni diversi ma riconoscibili, “ma in un’altra vita… un po’ più in là, nello stesso mondo ad esempio ma con qualche guerra in meno, qua e là. Ogni giorno ogni guerra è nel cuore di tutti quanti… è tutto nel mio piccolo, delicato cuore scorticato…”. Il doppio personaggio descrive ricordi in modo davvero evocativo, con immagini, colori, sapori, odori e sembra dipingere interi paesaggi usando le parole che riversa sul pubblico.

 

Potrei elencare tutte le cose che stanno nella mia testa, ho un catalogo di cose, se non fossero tutte queste cose nella mia testa, la mia testa sarebbe vuota… la mia vita è vuota, io sono svuotata… perciò ho deciso che oggi sarà un gran giorno!”. Sul palco le due donne si cambiano d’abito a ogni scena, con l’aiuto degli intermezzi musicali in sintonia con l’umore creato dalle interpreti. Parlano, raccontano anche eventi che sanno non essere mai accaduti alla protagonista originale, come la storia di un ballo o l'accenno ad un marito che aspetta a casa, lei che non si era mai sposata. “Io sono Sarah Kane” esclama l’attrice, “no, non sono nemmeno il mignolo del suo piede. Avrei voluto essere lì, con Sarah, che aveva dolcezza da vendere, che di rabbia faceva musica e ricamo…” afferma, entrando e uscendo dal ruolo.

 

Provocano il pubblico. “Vorrei stare zitta, ho bisogno di silenzio, chiudetemi la bocca, ecco, la spalanco e voi metteteci quello che volete!” grida Nicoletta avanzando tra gli spettatori. “Tutte le sere di inaudita tristezza, quando vi togliete le scarpe e rimanete soli, ce la fate a farmi stare zitta? Non riesco a stare zitta, neanche da muta…” e spostando le pesanti sedie di legno sul palco dice: “Che fatica fare il teatro… metterci tutto questo impegno… fare la guerra è di gran lunga più facile, più semplice che fare teatro!”. E, al richiamo di “Fatemi riposare, ho solo bisogno di un po’ di riposo, ho bisogno di silenzio” si accascia. L’altra ragazza prende per mano degli spettatori e li costringe a salire sul palco, implorando: “Guardate coi miei occhi, vedete quello che vedo io?” e di colpo il teatro è rovesciato, pure io finisco sul palco con altra gente e le attrici di spalle, le luci in faccia, il pubblico che guarda a occhi spalancati…

 

 

 

Teatro Out Off - via Mac Mahon 16, 20155 Milano
Per informazioni e prenotazioni: Teatro Out Off telefono 02/34532140
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45; domenica ore 16.00
Biglietti: intero euro 18, riduzioni euro 12-10

 

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Ufficio stampa compagnia scheriANIMAndelli
Sul web: www.teatrooutoff.it - www.teatroallecolonne.it

 

 

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