Io sono partigiana! - Teatro Litta (Milano)

Scritto da  Francesco Mattana Martedì, 29 Gennaio 2013 

Dal 22 al 27 gennaio. Buio in sala. Una voce femminile, sottovoce: “Scusi, scusi”. Nell’oscurità hai l’impressione di aver lasciato distrattamente il cellulare acceso, urtando la suscettibilità di una spettatrice. Controlli nella giacca, il cellulare tace educatamente. Meno male. E allora chi è che parla? Ah, ecco: è una donna, armata di ramazza, che emerge dal fondo. Declama i versi del Nobel Szymborska, nell’unica maniera in cui la Szymborska deve essere recitata: con naturalezza, con la spontaneità della chiacchiera tra amici. Per forza: la semplicità è l’arma dei folli. Dell’Accademia dei folli, compagnia di musica-teatro che ha allestito Io sono partigiana: un’altra gemma incastonata in questo piccolo gioiello che è il Litta di Corso Magenta.

 

 

 

 

 

 

 

 

IO SONO PARTIGIANA!
testo Emiliano Poddi
adattamento musicale Enrico De Lotto
con Enrico Dusio e Giovanna Rossi
voce Carlo Roncaglia
al pianoforte Vicky Schaetzinger
parole di Maria Camilla e Maria Alessandra Pallavicino di Ceva, Renata Viganò, Lidia Beccaria Rolfi, Ada Gobetti, Miriam Mafai, Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Giorgio Caproni, Primo Levi, Luigi Meneghello e Wislawa Szymborska
regia Carlo Roncaglia
produzione Accademia dei Folli - compagnia di musica-teatro
in collaborazione con Consiglio Regionale del Piemonte - Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana e UNCEM Piemonte

 

 

C’è del metodo nella follia di questi ‘accademici’. Dal Piemonte con furore: furore nel senso di energia positiva; desiderio impellente, e non rimandabile, di condividere progetti creativi col pubblico. Hanno trovato una chiave per rendere la Resistenza un racconto coinvolgente. Effettivamente c’è il rischio che questa fondamentale parentesi della nostra Storia venga percepita, soprattutto tra i più giovani, come una noiosa commemorazione di eventi ormai sepolti. Ben venga dunque la Giornata della Memoria, ma che sia memoria di un periodo estremamente vitale: erano ragazzi con l’argento vivo addosso i partigiani, mica combattenti ingessati nel proprio ruolo. Erano persone coraggiose, ma pure folli. E le donne erano le più coraggiose e più folli di tutte. Il sale della follia, condimento essenziale senza il quale le dittature forse farebbero ancora capolino in Europa.
Le sorelle Pallavicino, Ada Gobetti, Renata Viganò (non dimentichiamo la Fallaci, figura per altri versi discutibile ma impeccabile partigiana: chilometri e chilometri in bicicletta per aiutare gli Alleati, aveva appena 14 anni): incoscienti come folli, tenaci come folli, passionali come folli. Quanta poesia nel loro agire, quanto coraggio civile commovente. Una storia che merita di essere raccontata. 
La compagnia ha raccolto la sfida di ridare la voce a queste eroine. Non era affatto una sfida facile: un conto è immedesimarsi nel simbolo asettico, da sussidiario; altra faccenda è riprodurre in scena la carne viva di donne che rischiarono seriamente la vita per gli ideali della democrazia. Giovanna Rossi, oltre al talento recitativo che dimostra in ogni frangente, c'ha messo tanto cuore: si sentiva la sua empatia col testo, e il pubblico se ne accorge subito quando l'attrice ci mette l'anima; Enrico Dusio, un vero mattatore: tronfio nei panni di Mussolini, spietato come aguzzino tedesco, ardente di passione civile in uniforme da combattente; Victoria Schaetzinger al piano dispensa virgole jazzistiche perché il jazz, allora come oggi, è la musica della libertà; Carlo Roncaglia intona Over the rainbow, e riappare l’arcobaleno sopra i venti di guerra.
Così si festeggia la Giornata della Memoria: toccando le corde dell'animo degli spettatori; creando un'atmosfera da racconto intorno al fuoco. Bravi Folli: in questa epoca in cui viviamo di disincanto, di cinismo decostruttivo, il vostro lavoro ci permette di riscoprire l'importanza delle emozioni. E di condividere le emozioni in questo luogo chiuso, ma apertissimo a mille suggestioni, che è il teatro. Rimboccandosi le maniche. Non è telegenico, ma ne vale davvero la pena.

 

 

Teatro Litta (Sala La Cavallerizza) – corso Magenta 24, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/86454545, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: intero €13, ridotto €9
Durata: 60 minuti


 
Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Matteo Torterolo, Ufficio stampa Teatro Litta
Sul web: www.teatrolitta.it

 

 

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