Inverno - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 07 Marzo 2015 

"Inverno", ultimo dei tre testi del focus sulla drammaturgia di Jon Fosse, è affidato alla regia di Vincenzo Manna e alla notevole interpretazione di Anna Paola Vellaccio e Flaminia Cuzzoli che hanno dato corpo a un testo volutamente appuntito, stressato, tendente alla ripetizione di certi concetti fino quasi alla scomparsa della comunicazione. Un testo che richiede una solida presenza attoriale.

INVERNO
di Jon Fosse
traduzione, adattamento e regia Vincenzo Manna
con Anna Paola Vellaccio e Flaminia Cuzzoli
produzione Florian Teatro Stabile di Innovazione
in collaborazione con Ric - Rieti Invasioni Creative 2014
terzo testo del Trittico Jon Fosse, un progetto di Teatro di Roma e ATCL (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio)

 

Per Jon Fosseun testo teatrale è una poesia che sta in piedi, che si alza e cammina, che va con le proprie gambe. In qualche modo io scrivo delle canzoni e le canzoni - continua Fosse - possono essere cantate in molte lingue, in molti modi, così come la musica, con molti arrangiamenti. L’unica cosa che mi importa è che venga bene - scherza. Se sento che ‘si alza’, come detto prima, la cosa mi rende felice. Se non è così… si berrà un bicchiere insieme e sarà stato comunque un piacere”.

Questa “poesia che sta in piedi” ha ispirato Vincenzo Manna nel creare uno scenario intermittente tra una camera d’albergo e un parco pubblico dove prende corpo una danza dolorosa e tenera tra due anime in fuga da una vita inautentica: una giovane prostituta e una donna, una borghese spesso lontana per lavoro dalla famiglia. Dall’incontro fortuito inizia un passo a due scandito da una partitura di gesti smozzicati, frasi minime come a sottolineare l’incapacità di confessare i sentimenti nell’irriducibilità di due universi apparentemente molto lontani.

In questo testo già messo in scena da Valter Malosti, premio Ubu nel 2004, l’uomo e la donna diventano, per Vincenzo Manna, due donne. Due anime immerse in luoghi dai colori forti del neon che incornicia lo spazio scenico e in una musica elettro-rock che sottolinea i loro gesti negli intervalli tra i diversi quadri temporali. Gesti spregiudicati e sopra le righe come astratte scene di sesso.

Le due protagoniste si nascondono, si attendono, si cercano disperatamente in un eccesso di realtà fisico ed emozionale che solo la scarna ma efficace lingua di Jon Fosse riesce a rendere nella sua naturale profondità.

Il meccanismo drammaturgico così proposto supera la distinzione di genere senza stravolgere il testo. Portare in scena Jon Fosse non è certo semplice. L’autore norvegese, infatti, riesce a cogliere il dramma della condizione umana fin nelle pieghe più nascoste della psiche, proprio attraverso una parola potente e scarna tanto che qualsiasi operazione di adattamento rischia di essere depotenziata.


Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346
Orario spettacoli: venerdì 27, sabato 28 febbraio (ore 21) e domenica 1 marzo (ore 18)

Articolo di: Lia Matrone
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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