Inutilmentefiga anche a Natale - Teatro Cometa Off (Roma)

Scritto da  Giovedì, 08 Gennaio 2015 

Nata a Roma. Classe 1968. Elda Alvigini rimane Elda e “Inutilmente figa” al Teatro Cometa Off di Roma fino al 14 gennaio, per il terzo anno di repliche. Un monologo divertente, scritto con Natascia Di Vito in cui Elda si dimena tra ciò che è stato e ciò che rimane. Dove il lieto fine di tanti racconti si trasforma ironicamente in una coraggiosa domanda: ma quei personaggi tanto fantasiosi, vissero davvero tutti felici e contenti?

 

Gigante produzioni presenta
Elda Alvigini in
INUTILMENTEFIGA ANCHE A NATALE
di Elda Alvigini e Natascia Di Vito

 

In scena: un rossissimo divano a forma di bocca e un telefonino che squilla sempre con note diverse (quelle di "Profondo rosso" sono riservate alla mamma!). In aria, sospesi fra altri simili, spiccano Topo Gigio e Pinocchio. A tratti uno specchio cala dal soffitto trascinando con sé i suoi illuminanti verdetti; possibili (anch’essi) per mezzo dei mille volti di Elda, la cui espressività diventa impareggiabile, come la sua simpatia.

Sognavo di fare la contadina, così poi diventavo principessa”. Elda ricorda la sua storia, tra miti e illusioni, perdendosi tra la “destra” e la “sinistra” dei suoi anni, e poi dei nostri. Tra le comuni, Intillimani, Berlinguer, Guccini, scarpette di velluto e il poncho. Accompagnata dalla presenza telefonica della madre, una donna rimasta al sicuro negli anni '70, fan di sciamani, panettoni di kamut, spaghetti alle vongole di soia, medicina alternativa e massaggi ayurvedici. Elda è bella, colta, affascinante, alle prese con un figlio e con la sua sfera sentimentale dal profilo fallimentare. In bilico sui suoi vertiginosi tacchi cerca la causa della sua attuale situazione soprattutto nel passato, negli abbandoni, e nell’educazione subita nell’infanzia. Chiaramente, va in analisi da una vita.

Ritmo, attualità, allegria, video, e un testo vivace fanno di questo spettacolo quasi una favola moderna dai risvolti tragicomici, e da un lieto fine tutto nuovo. La gabbia dell’illusione si spalanca, il vento soffia forte arrivando ad aprire la porta. I punti di riferimento di una volta rimangono romantici, ma di fatto preda di se stessi. C’è uno strappo tra i sogni con cui più di una generazione fa cresceva, e quelli tipici della realtà odierna: sempre al telefono, superficiale, capitalistica e anaffettiva. L’ideologia appare confusa, le conquiste importanti del femminismo, la coscienza di classe e la contro-cultura sembrano non essere mai esistite, o che i loro sostenitori le abbiano fieramente portate avanti in nome di chi oggi (forse) non dimostra di meritarlo.

È naturale sentirsi persi? Come erano rassicuranti in fondo i vecchi stereotipi.

Eppure Elda continua senza sosta a dialogare con se stessa: “Fuori le cose cattive, dentro le cose buone”. Ed è forse proprio questo paziente dialogo che piano piano, senza annunci, genererà semplicemente una fortuna. Dopotutto un bel lieto fine, per essere tale, non pretende affatto che accada qualcosa di “eclatante”, ma solo la cosa migliore. Come ricevere, ancora in cammino, “l’intuizione di aver preso la strada giusta”.

 

Teatro Cometa Off - via Luca della Robbia 47, Roma (Zona Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/57284637
Orario spettacoli: dal 18 al 21, poi si riprende dal 26 fino al 14 gennaio; serale ore 21 e pomeridiana solo la domenica alle ore 18
Biglietti: da 15 a 12,50 euro comprensivi di tessera

Articolo di: Alessandra Quintavalla
Grazie a: Ufficio stampa Silvia Signorelli
Sul web: www.teatrodellacometa.it/off

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