Inferno - Teatro Olimpico (Roma)

Scritto da  Marco Comella Sabato, 06 Ottobre 2012 
Inferno

Dal 2 al 14 ottobre. Ritorna per il quarto anno consecutivo la compagnia di danzatori acrobati di Emiliano Pellisari con la trilogia dantesca de “La Divina Commedia”, il grande successo che ha incantato il pubblico dei più importanti teatri italiani. Si riparte ovviamente con l’ “Inferno”, in scena al Teatro Olimpico di Roma.

 

 

 

INFERNO
una creazione di Emiliano Pellisari
danzatori Mariana Porceddu, Patrizio Di Diodato, Chiara Verdecchia, Valeria Carrassa, Maria Chiara Di Niccola, Carim Di Castro
musiche Etno, Classica, Ambient
polistrumentista Oscar Bonelli
sound designer Giuliano Lombardo
sound mixer Mario Crocetta
sound editor Riccardo Magni
consulente musicale Andrea Barbera
art director Emiliano Pellisari
voci recitanti Gianni Bonagura e Laura Amadei
coreografie, costumi, scene Emiliano Pellisari
disegno luci Francesco Tagliabue, Emiliano Pellisari

 

Un balletto acrobatico e spettacolare, che sfida le leggi della fisica e nello stesso tempo propone una ricostruzione originale dei complessi sentimenti della prima cantica della "Divina Commedia" di Dante Alighieri.
Lo spettacolo da un punto di vista stilistico sembra proporre una commistione tra le caratteristiche dei lavori coreografici dei Momix e dei Kataklò. Elegante, raffinato, visivamente ammaliante, l'Inferno concepito dall'artista romagnolo usa il linguaggio del corpo bloccandolo, paradossalmente, dentro un marchingegno ottico e tecnico che amplifica, alterandolo, il gesto, in un gioco illusorio di movimento.
La compagnia porta in scena alcuni dei momenti chiave dell’Inferno dantesco: la Porta Infernale, rappresentata dai sei ballerini acrobati come un cerchio umano che, fluttuando sospeso, si trasforma in triangolo, quadrato, stella a quattro e cinque punte; gli Eroi della Roma antica e della mitologia classica, idealmente raffigurati con la perenne lotta tra il Bene ed il Male; il Limbo, rappresentato come un mondo acquatico sommerso; i Sette Peccati Capitali; Paolo e Francesca che innamorati volteggiano in aria; ed infine l’Uscita dall’Inferno a “riveder le stelle”, chiusura nella quale si ripropone, come un cerchio a chiudersi, la stella umana, stavolta però con forme discendenti dalla iconografia medioevale, piuttosto che geometriche.
La tecnica No Gravity utilizzata ha ovviamente alle proprie spalle un trucco ben congegnato, che in quanto tale resta segreto. Il palco presenta davanti a sè una telo di rete che lascia filtrare l’immagine, nascondendo, con un sofisticato gioco di luci ed ombre il complicato sistema di cavi, funi ed elastici.
Lo stile di Pellisari prende vita da profondi studi sul teatro ellenistico e sul teatro fantastico rinascimentale, così come da approfondite ricerche riguardanti le invenzioni scenotecniche del Seicento. Sul palcoscenico si palesano le suggestioni e le allegorie delle affascinanti macchine messe a punto da Pellisari, che annullano la fisica della realtà per condurla nello spazio del sogno. Un mondo dove il reale e il virtuale si mescolano in un caleidoscopio di immagini sorprendenti.
Come in ogni spettacolo onirico-psichedelico che si rispetti, tanto spazio ed importanza vengono riservati alla musica che ha il compito di accompagnare e portare per mano lo spettatore. Le musiche coniugano con sapienza ed equilibrio i generi etno, classico ed ambient, curate da un affiatato team di ben cinque esperti.
Se si può ravvisare un limite in questo progetto artistico, allora questo potrebbe essere rintracciabile nella freddezza che connota alcuni dei passaggi narrativi, e nel conseguente mancato coinvolgimento emotivo. La scena appare distaccata, lontana, avvenendo all’interno di uno spazio chiuso, circoscritta in un quadrato nel palcoscenico. Sembra di assistere ad un sofisticato video realizzato al computer, ricco di effetti speciali, smarrendo così la capacità comunicativa del balletto e la reale presenza fisica dei ballerini acrobati sul palco.
Nel corso dello spettacolo, che ha comunque una sua discreta durata di un’ora e mezza, capita talvolta - sensazione condivisa da una cospicua parte del pubblico - di concentrarsi più sul “come fanno? qual è il trucco?”, piuttosto che sul messaggio e sulle emozioni che gli artisti volevano comunicare, distraendo lo spettatore e facendolo “uscire” dallo spettacolo.

 

Teatro Olimpico - Piazza Gentile da Fabriano 17, 00195 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/3265991, mail
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Botteghino aperto dal lunedì al venerdì 10:00-13:30 e 14:30-18:00
Biglietteria online:
http://biglietteria.teatroolimpico.it
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 18, riposo lunedì 8 ottobre
Biglietti: inclusa prevendita € 33,00 – € 27,50 – € 22,00, ridotto bambino € 15,00

 

Articolo di: Marco Comella
Grazie a: Sara Maccheroni, Ufficio stampa Teatro Olimpico
Sul web:
www.teatroolimpico.it

 

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