In Search of Simurgh - Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Domenica, 07 Febbraio 2016 

Al Teatro Menotti e soltanto dal 7 al 10 gennaio è andata in scena una piccola meraviglia: uno spettacolo basato su una fiabesca leggenda antichissima e che prende il titolo da un’opera musicale realizzata oltre dieci anni fa dai Radiodervish. Si tratta di "In Search of Simurgh", in realtà ispirato a un testo classico Sufi, ovvero persiano, del dodicesimo secolo. Ha un po’ quel sapore affascinante delle Mille e una notte e di altri racconti orientali antichi ed è comprensibile quanto sconosciuto. Ottima occasione per farsi una cultura grazie a Teresa Ludovico che si inserisce nello spettacolo con un leggio, tanti fogli, una presenza discreta e una voce che rapisce, con cui racconta la fiaba "Il Verbo degli Uccelli", traduzione di Mantiq at-Tayr, opera scritta dal mistico e poeta persiano Farid ad din Attar vissuto a cavallo tra il 1100 e il 1200.

 

Teatro Kismet OperA e Radiodervish presentano
IN SEARCH OF SIMURGH
progetto luci di Vincent Longuemare
con Nabil Salameh - canto, Michele Lobaccaro - chitarre e basso
Alessandro Pipino - tastiere e harmonium, Teresa Ludovico - voce recitante

 

Qui però mi trovo a scegliere se lanciarmi su una dissertazione riguardante i mistici sufi e le loro opere artistiche nel corso dei secoli o attenermi a quanto accaduto a Milano. Scelgo la seconda strada e vi racconto che tanto per cominciare il palco del Menotti è pieno di strumenti adagiati ovunque, che ci sono degli schermi posizionati a raggiera dietro a questi e che quando si abbassano le luci ed entrano due musicisti sul palco, si sente il primo sospiro di attesa ed emozione da parte del pubblico, piuttosto compatto. Entra un terzo elemento e inizia a percuotere con un martelletto l’harmonium verticale poggiato al muro. Dopo quelle note dal suono cristallino e pieno di echi arriva il cantante e parte la magia. Nabil Salameh ha una storia comune a tutti i costretti al nomadismo: giunto in Italia negli anni ’80 per studiare ingegneria, fa amicizia con Michele Lobaccaro, ai tempi liceale e poi universitario, ma in filosofia. I due fondano nel 1988 uno dei primi gruppi di world music in Italia, Al Darawish, e incidono due album. Dopo alcuni cambiamenti, nel 1997 i due vecchi amici creano i Radiodervish, a cui collabora fin dall’inizio il tastierista Alessandro Pipino.

Il loro impegno sarà premiato in un comune in provincia di Lecce, Melpignano, che conferisce a Nabil Salameh, palestinese nato e cresciuto in Libano, la cittadinanza onoraria proprio in contemporanea alla cantante israeliana Noa, nominandoli entrambi ambasciatori di pace nel mondo. La Puglia diventa così la seconda patria di Nabil, capace di parlare e cantare perfettamente in arabo, italiano, francese e inglese, rendendo i concerti davvero intriganti, affiancato da tastiere, fisarmonica, basso, organetto e varie percussioni mentre lo stesso Nabil talvolta suona una chitarra e anche un bel buzuki. Ma l’opera entra nel vivo quando arriva Teresa Ludovico: “Prima del prima…” comincia lei, a dimostrazione che non siamo qui a parlare di cose leggere, ma elevate poiché si parla della creazione come la racconta la tradizione Sufi, in cui un'Eterna entità superiore “all’aria appese il sole, la luna e le stelle”, per poi creare l’essere umano e soffiargli la vita nel sangue. Ma nei cieli accadono strani eventi e un certo Bliss sembra infastidito dall’importanza assunta dall’uomo: lui si sente migliore perché è nato dal fuoco, mentre l’uomo è nato dalla terra! Ma l’Eterno lo maledice per le nefandezze che è disposto a compiere… il racconto viene delicatamente interrotto dal cantante che imbraccia la chitarra, il musicista che prima suonava le tastiere passa alla fisarmonica, la tastiera elettronica di prima si trasforma in pianoforte e la musica ci fa viaggiare tra le immagini dei racconti.

Le storie si dipanano e i tre musicisti cambiano spesso strumenti mentre dietro a loro gli schermi si illuminano di diversi colori, a loro volta limpidi come i suoni che zampillano dal gruppo.Simurgh, il Re degli uccelli, apparve per la prima volta a Oriente e là, cadde una piuma…Teresa Ludovico racconta e le sue parole sostituiscono la musica, a volte la rendono solo più lontana in una perfetta combinazione d’intenti. La leggenda racconta di come tutti gli uccelli d’Oriente furono invitati a partire per salvarsi la vita e raggiungere il loro Re. Sapendo di dover fare molta strada e attraversare ben sette valli, molti di loro tentavano di restare. “L’usignolo non vuole lasciare la sua rosa, che ama… La cocorita ama la sua gabbietta… Il pavone, arcobaleno di luci, non ha interesse per il Re Simurgh… Ascolta questa storia!”. Ora Nabil, il cantante, legge un foglio scritto in persiano, noi pensiamo, e tradotto simultaneamente da Teresa: “Il vecchio Gabriele racconta agli uccelli come sarà il misterioso viaggio, tentando di convincerli, contrastando le tante esitazioni e dubbi. Questa è la storia di come vincere la paura della morte nella sfida di un lungo viaggio che porta verso una nuova vita”. Ascoltiamo tutti assieme, come centinaia di bambini rapiti dalla voce e dalla musica.

Per arrivare fino al Re si devono attraversare sette valli. La prima è la Ricerca” ci viene spiegato: bisogna farsi aprire tante porte e non lasciare mai che ad essere chiusi siano i nostri occhi. La seconda valle è quella dell’Amore, una forza che porta a spogliarsi di tutto, come racconta un’altra delle storie che si intrecciano fra un canto e l’altro. Poi si arriva alla terza valle, quella della Conoscenza ma qui ogni uccellino andò avanti secondo la propria natura e il proprio ritmo. Un vento tempestoso li colpì e avrebbe favorito la corsa, si pensò all’inizio, ma quello li portò alla valle del Distacco, la quarta.”Lasciatevi andare senza fare nulla, consiglia Gabriele. E gli uccelli si ritrovarono davanti a un astrologo e lo interrogarono sui loro destini”. Ma sulla tavoletta dell’astrologo c’è solo polvere… “Non spaventatevi se in questa valle vedrete l’Universo intero svanire nel nulla…”. Li attende la quinta valle, il luogo dell’Unità. “Una principessa cade in un fiume e il principe vi si tuffa per soccorrerla, invano. ‘Perché ti sei lanciato nei vortici, pazzo?’ chiede la ragazza ‘Pazzo sarei a lasciarti andare: noi due siamo una cosa sola’ risponde lui” e lievita un canto d’amore dolcissimo e zampillante di passione.

Diciamo che è uno spettacolo bellissimo, che le ultime due valli dovete vedervele dal vivo, poiché ne vale davvero la pena; cercate di scoprire più cose che potete e vedete di ritrovare questa bella favola musicata con tanto talento da un gruppo di giovani bravissimi! Posso ancora solo rivelare che soltanto trenta uccelli supereranno tutte e sette le valli e giungeranno a vedere di fronte a loro il Re Simurgh che però…

 

Tieffe Teatro Menotti - via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20.30, domenica ore 16.30
Biglietti: intero € 26.50, ridotto over 65 € 14, ridotto under 25, gruppi, cral, biblioteche € 16.50, ridotto convenzioni € 18, ridotto gruppi studenti € 11.50

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Giulia Tatulli, Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti
Sul web: www.teatromenotti.org

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