In Exitu - Teatro Palladium (Roma)

Scritto da  Sabato, 26 Ottobre 2019 

Il premio UBU Roberto Latini porta in scena, al Teatro Palladium di Roma, il suo adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Giovanni Testori, proseguendo la collaborazione artistica con Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, un ricercato lavoro sulle lingue “segrete” del teatro. Un lavoro attoriale e lessicale complesso, ambizioso e generoso che vuole spronare il pubblico ad un impegno ed una ricerca non banali.

 

IN EXITU
dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori
nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini
musiche e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
collaborazione tecnica Riccardo Gargiulo, Marco Mencacci, Gianluca Tomasella
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
con la collaborazione di Armunia Festival Costa degli Etruschi, Associazione Giovanni Testori, Napoli Teatro Festival Italia
con il contributo di Regione Toscana e MiBAC

 

Lo sfondo e le pareti della scena sono delimitate e definite da delle bianche tende, il legno del palco è ammorbidito da materassi, la sensazione che restituisce è quella di trovarsi a spiare in una cella di qualcuno che la società borghese e conformista liquiderebbe come pazzo, drogato, disadattato, un prodotto che si vuole esterno alla società umana, anime da nascondere sotto il tappeto. Sensibilità che camminano attorno a noi “savi”, invisibili, ignorabili, ghettizzabili, bimbi cattivi che non sono stati alle regole, che non si aggiustano con le brugole, obsolescenza programmabile, sfruttabile, annegabile.

La storia di Riboldi Gino, un Don Chisciotte della periferia di Milano anni ’80, senza Sancho, fantasma emarginato, senza Luna per il suo senno, senza bussola per il suo regno, rovescia bile, ma con un certo stile, stilettate verbali, futuribili strali verso propri simili. Mai così dissimili. Rovesci e diritti, contro la rete, maglie tossiche, sufficientemente larghe per incastrarlo, soffocarlo, sostanze che lo illudono di una libertà risibile. Maglie nichiliste, sufficientemente strette per soggiogarlo, scartarlo, consentirgli, con la sua assenza, di far largo ai più furbi.

Una solitudine straziante che diviene sempre più incomunicabile, sempre meno comprensibile. Il furore eversivo di un tentativo di vita differente, incontinente, barcolla incerto sulle gambe, sulle sillabe, sulla ricerca di un passato linguistico che offra conforto ad un presente inconcepibile, un futuro inalienabile. Lo scambio si fa serrato, costringe il Riboldi, senza ormai più Gino, a fondo campo, agli angoli della vita, alla flebile speranza di aver sfiorato la striscia bianca con i suoi improvvidi, esili colpi, finché un enorme peso, sempre più invasivo non lo soffochi, non lo privi degli ultimi diritti, perfino quello della vita.

Roberto Latini affronta il lessico di Testori, dell’88, con il coraggio, l’attenzione e la pazienza di un ricercatore di verità antiche, di civiltà perdute. La Milano da (farsi) bere, secondo Joyce, Beckett, in bilico sugli orli dei Navigli, tra la nebbia che tutto confonde, nasconde, trascende. Gino, un povero Cristo, senza Pietà, il cui senso delle parole a nessuno importa, ieri, come oggi, come domani. Quasi mai dirci, possiamo, umani.

 

Teatro Palladium - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06 5733 2772, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì 11 e sabato 12 ottobre ore 20.30, domenica 13 ottobre ore 18
Biglietti: intero 18 €, ridotto studenti 8 €, ridotto studenti Università Roma Tre 5 €

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Michela Rossetti, Ufficio stampa GDG press
Sul web: http://teatropalladium.uniroma3.it

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