In an open field - Auditorium Parco della Musica (Roma)

Scritto da  Sabato, 07 Giugno 2014 

Nella stazione finale del suo viaggio di residenza artistica 2013/2014, Michele Rabbia, astronauta delle percussioni, incontra Virgilio Sieni, umanista del gesto, per una spedizione pionieristica nelle “distese del possibile”, trascinandoci tutti a terra in un girotondo con le ombre di Thomas S. Eliot.

  

Fondazione Musica per Roma presenta
IN AN OPEN FIELD
danza Virgilio Sieni
percussioni ed elettronica Michele Rabbia
viola Garth Knox
contrabbasso Daniele Roccato

 

È sempre un azzardo nel vuoto e uno slancio dell’incoscienza mordere il vento e cercare di plasmare la polvere spostata dai versi di Thomas S. Eliot. Bisogna asciugare la parola, distillarla con cura per raccogliere il sedimento, come si fa con un buon liquore di cui si vuole conservare la vita dinamica dei sentori. Il risultato è un condensato di ebbrezza che accende il corpo e disinibisce il pensiero, demolisce il dominio del senso per accogliere il fremito del sentimento.

“ […] le case si alzano e cadono, crollano, sono ingrandite sono demolite, distrutte, restaurate, oppure al loro posto c’è un campo aperto […]”, sono i primi versi del secondo dei Four Quartets, East Coker, di T. S. Eliot, spazio di azione demolitrice da cui partono Virgilio Sieni e Michele Rabbia per la loro indagine artistica.

“Nel mio principio è la mia fine”, riduzione in cenere del verso tramite incursioni sonore - che lacerano il concetto stesso di musica - e decostruzione del gesto, che scompone la danza in sfaccettature di movimento.

Il risultato è come trovarsi davanti a un codice morse lanciato nella profondità del vuoto, tramite uno specchietto con cui riflettere la luce. Udito e vista, portati al parossismo di tonalità cangianti, si ossido-riducono in una nuova sostanza.

Chiedono abbandono e fiducia nell’accoglienza, un atto di cecità volontaria per permettere l’emersione dell’invisibile trama, la struttura raffinata, tagliente e fragile da lastra di cristallo.

Questa non-musica e non-danza è pigmento prima che colore, è riverbero prima che dialogo. Il suono che si dilata e si annienta, che talora si sospende solo per aprire un varco alla caduta libera, sembra una rincorsa, infantile e irragionevole, tra il corpo sonoro di Rabbia e quello plastico di Sieni, in un’estate di vita che accelera il proprio battito, attratta come una falena dai lampioni della notte, per consumarsi nel guizzo di un bagliore.

T.S. Eliot volle così salutarsi al mondo, scegliendo, come epitaffio, l’inizio e la fine di East Coker, luogo geografico dove sono anche deposti i suoi resti mortali: “Nel mio principio è la mia fine / nella mia fine il mio principio”, Sieni/Rabbia un Uroboro che si divora per cercare di appartenersi; come ogni amore. 

 

Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi) - viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/80241281, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  


Articolo di: Andrea Pizzalis
Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio stampa Auditorium Parco della Musica
Sul web: www.auditorium.com - www.sienidanza.it

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