Improvvisamente, l'estate scorsa - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 07 Febbraio 2015 

All’Elfo Puccini, dentro ad una giungla addomesticata, dal 20 gennaio al 1 febbraio è tornato in scena “Improvvisamente, l’estate scorsa” di Tennesee Williams con la regia di Elio De Capitani, il quale per la seconda volta, dopo l’avventura di Un tram chiamato desiderio, interroga l’universo di Williams. “Qui ho messo in scena Williams da un punto di vista molto interno della sua scrittura teatrale, esasperandone e portandone fino in fondo il lirismo disperato” scrive il regista.

 

Produzione Teatro dell'Elfo presenta
IMPROVVISAMENTE, L’ESTATE SCORSA
di Tennessee Williams
traduzione di Masolino d’Amico
regia di Elio De Capitani
scene di Carlo Sala
costumi di Ferdinando Bruni
luci di Nando Frigerio
suono di Giuseppe Marzoli
con Cristina Crippa (Mrs Venable), Elena Russo Arman (Catherine Holly), Cristian Giammarini (Dottor Cukrowicz), Corinna Agustoni (Mrs Holly), Enzo Curcurù (George Holly), Sara Borsarelli (Miss Foxhill, sorella Felicity)

 

Ad incantare ci pensa subito la scenografia (curata da Carlo Sala) che rende contenitore di una grande metafora un’affascinante foresta tropicale. Un vivo diorama in grado di descrivere tutto un mondo complesso; scomposto in elementi essenziali che delegano alla rappresentazione una “spiegazione” completa.

Siamo di fronte ad una storia che non vuole essere udita. I personaggi son vestiti di bianco. Il protagonista è Sebastian, un personaggio misterioso, morto improvvisamente l’estate scorsa. Sebastian era un poeta e ogni estate componeva un canto. A custodirne la memoria c’è sua madre Violet Venable (Cristina Crippa) con la quale egli aveva uno strano legame, quasi morboso. Viaggiavano sempre insieme, e insieme costruivano ogni momento, “ogni giorno era modellato come una scultura”. Lei, lo teneva lontano dalla morte. Non era infatti presente quando morì. Al suo posto c’era Catherine (Elena Russo Arman) la cugina di Sebastian: unica testimone del viaggio in Europa che se lo portò via. Nessun’altro sa cosa successe a Sebastian; ma Violet vuole rinunciare ugualmente a quella storia, e per farlo è disposta a tutto. Come incontrare il Dottor Cukrowicz (Cristian Giammarini) per far lobotomizzare sua nipote Catherine affetta - secondo lei - da allucinazioni e crisi isteriche. Il Dottor Zucchero (tradotto diventa così) però non si accontenta delle spiegazioni della signora Venable, né tanto meno dell’offerta di finanziamento ricevuta, lui vuole interrogare Catherine. Non intende rinunciare ad una domanda alquanto fastidiosa: come morì esattamente Sebastian?

Questo dramma borghese sviscera lentamente un grande intrigo. C’è qualcosa di urgente da comunicare. E la contropartita di questa confessione è il rischio di macchiare l’immagine di un uomo. “Crolleranno le sue menzogne, non la mia verità” dice una convincente Elena Russo Arman nei panni di Catherine, ai suoi familiari, riferendosi alla zia Violet. Che la perversione esca fuori, insieme alle contraddizioni e alle ambiguità che l’apparenza non è più capace di eclissare.

Coerentemente con il teatro di Tennense Williams fatto di codici, metafore, di parole coraggiose nate sotto la paura della censura, qui si resta nell’ombra ma tutto si fa complice della luce; anche i suoni hanno un ruolo, come gli stridii degli uccelli. C’è la volontà di portare a galla delle verità che lottano contro l’ipocrisia, il perbenismo, e la violenza del silenzio. Un disagio e un’oppressione che diventano uno sfondo ricorrente nell’opera dell’americano Williams (1911 - 1983).

In "Improvvisamente, l’estate scorsa" si racconta della vita di Sebastian, della vocazione che per tutti rappresentava. Delle sue ricerche. Di quello che la madre voleva che fosse e di ciò che non era. Di come una volta, durante uno dei suoi viaggi, su un’isola quasi stregata, abbia cercato Dio anche nella prematura morte delle neonate tartarughe che vengono uccise da uccelli malvagi, prima ancora di raggiungere il mare. “Certo che Dio è crudele Sebastian. Non dovevamo venire alle Encantadas per capirlo” gli spiegò sua madre.

Catherine sapeva che Sebastian lasciava sempre tutto com’era, ma disse che il giorno in cui morì, per la prima volta, provò a “correggere una situazione umana”. Chissà se quel giorno cercò di patteggiare con Dio, perché come quelle tartarughe anche lui anelava al mare, prima di essere divorato dalla sua stessa specie.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Shakespeare) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16.30
Biglietti: intero € 30.50 / martedì posto unico € 20 / ridotto <25 anni - >65 anni € 16 / scuole € 12 / sostenitore € 40.50

Articolo di: Alessandra Quintavalla
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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