I’m Not Religious - Teatro Lo Spazio (Roma)

Scritto da  Lunedì, 24 Novembre 2014 

Dal 18 al 23 novembre al Teatro Lo Spazio è andato in scena “I’m not religious”, la storia di Marta (una cantante araba), impersonata da Diana (un’attrice/danzatrice italiana). Marta si suicida perché non le è permesso di parlare, di raccontare la sua storia. Diana, trasfigurazione teatrale della cantante, durante le prove nel giorno del debutto della pièce in onore di Marta, si ritrova a percorrere la sua stessa esperienza…

 

I’M NOT RELIGIOUS
scritto e diretto da Marco Marciani
con il Patrocinio del Comune di Magliano Sabina
con Francesca Pettinelli
musiche originali di Luca De Angelis, Marco Marciani, Fabrizio Nesta
voce di Claudia Portale
video Graziano Bruschetti
foto di Luana Piermarini
disegno luci Vera Minestrella

 

E' difficile non sbilanciarsi negativamente nei confronti di “I'm not religious”. Uno spettacolo di cui avremmo fatto volentieri a meno. Un calderone senza criterio dove si parla (o si finge di parlare) di religione, donne musulmane, violenza femminile, crudeltà e giochi di specchi tra vittime di un sistema patriarcale opprimente tanto in Oriente quanto in Occidente. Il risultato, nonostante le nobili intenzioni, è indubbiamente trash, non si può fare a meno di sorridere per la mancanza di senso e di autenticità di ciò che si vede. La colpa è essenzialmente di una drammaturgia confusa e banale che ridicolizza temi così seri, oltre che di una messa in scena che vorrebbe essere sperimentale ma appare solo pretenziosa e non ha nulla a che vedere col teatro off.

Tra ritmi orientali, elettronici e balli sexy, un’attrice si prepara all’interpretazione di una cantante araba morta suicida. La nostra eroina è molto sensuale e brava nell’ ancheggiare e ammiccare a dovere al pubblico, perché giustamente ribadisce (in maniera discutibile) il proprio tentativo di essere libera, col proprio corpo e la propria sessualità, senza rendersi conto che si asservisce completamente al modello di donna oggetto che è l’altra faccia della medaglia della donna col velo (chi è la donna non libera, l’una o l’altra? Verrebbe da chiedersi). Poco credibili anche gli esercizi di yoga e meditazione che attua per entrare nel personaggio della giovane araba (una radical chic che non ha neppure lontanamente idea di ciò che rappresenta).

Il colmo sono gli spaventi per la presunta presenza di un padre padrone mostro che immagina la spii durante le prove dello spettacolo (o almeno noi abbiamo capito questo) e il confronto con un regista nevrastenico. La situazione a questo punto precipita e lo spettatore non può fare a meno di divertirsi per le involontarie situazioni comiche che la pièce presenta. In mezzo a tutto questo, il mantra “io non sono religiosa” messo così a casaccio, serve più che altro a ribadirci che stiamo assistendo a uno spettacolo senza capo né coda.

Se proprio dovessimo salvare qualcosa di “I’m not religious” sarebbero le proiezioni inquietanti di un megaschermo alle spalle della protagonista verso la fine dello spettacolo. Dove vediamo ad esempio un ragazzo che picchia un povero vecchio o un boia che uccide con una sega elettrica due uomini. A queste immagini orribili vengono contrapposte quelle di un fiore e di una farfalla, di una vita che non è solo mostruosità, ma è anche vita, nell’accezione migliore del termine. Un po’ poco però per salvare questa discutibile rappresentazione del male da un’inevitabile stroncatura.

 

Teatro Lo Spazio - via Locri 42/44, Roma (c/o Stazione Metro A San Giovanni)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/77076486 - 06/77204149
Orario spettacoli: dal 19 al 23 novembre, ore 21.00

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Ufficio stampa Francesco Caruso Litrico
Sul web: www.teatrolospazio.it

Commenti   

 
#1 sicuro di averlo capito?!!!!!Guest 2014-12-30 19:27
Dopo aver letto la recensione del Sig. Sciarra non posso certo essere felice ma la rispetto anche se devo dire che non ha assolutamente colto ne' la trama ne' il messaggio e non dovrebbe parlare anche da parte del pubblico che invece (compresi addetti ai lavori e non, tra cui anche uno psichiatra sconosciuto che si è complimentato di personalmente con me e con il regista) lo hanno molto apprezzato e soprattutto capito. Qui di seguito lascio il commento di una persona del pubblico: "Lo spettacolo, beh ......affermare che sia molto molto bello e’ estremamente riduttivo…. e’ potente, di impatto devastante, un turbinio di tensioni ed emozioni che ti coinvolgono e travolgono.
Artisticamente parlando, indubbie sono le tue notevoli doti di interprete e danzatrice, ma in questa occasione sei stata strepitosa, grintosa, drammaticamente penetrante, hai totalmente catalizzato la mia attenzione, sei riuscita a trasmettere alla perfezione tutti i molteplici ed altalenanti stati d’animo del personaggio da te interpretato, superlativa!
Ho apprezzato il tuo recitare in platea, tra il pubblico, il movimento di sali e scendi dal palco, vivendo cosi’ lo spazio teatrale a 360° , molto innovativo e peculiare.
Ti prego di rivolgere i miei piu’ vivi complimenti al regista Marciani, per i temi da lui affrontati, purtroppo di estrema contemporaneita ’, la privazione della liberta’ di parola e l’esaltazione della violenza ai limiti dello show, trovo stoico da parte Sua aver portato in scena una pièce di forte e profonda denuncia sociale , ma con un’apertura finale al bene, alla speranza…alla Vita!"
Niente male direi...comunqu e ringrazio il sig.
Sciarra per aver dedicato un'ora del suo tempo a questo orribile e insensato spettacolo!
L'attrice
 
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