Il Visitatore - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Sabato, 16 Novembre 2013 

Dal 6 al 17 novembre. Alessandro Haber è Freud, un vecchio stanco, malato e dubbioso, in una notte particolare del 1938. Il cancro alla gola si sta nuovamente manifestando; la figlia è stata portata via dalla Gestapo; Vienna, la sua città, viene annessa da Hitler alla Germania e già si profilano le persecuzioni agli ebrei. È la notte del dubbio per Freud, mentre fuori dal suo studio, il mondo si incendia; e, nel dubbio, si insinua un inaspettato visitatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Goldenart presenta
IL VISITATORE
di Éric-Emmanuel Schmitt
con Alessandro Haber e Alessio Boni
e con Francesco Bonomo, Nicoletta Robello Bracciforti
musiche Arturo Annecchino
scene Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini
regia Valerio Binasco

 

 

È di Éric-Emmanuel Schmitt, drammaturgo francese classe 1960, questa pièce in scena al Teatro Parenti di Milano sino al 17 novembre. Conosciuto per la sua drammaturgia introspettiva e filosofica, Schmitt propone ne “Il visitatore", un dialogo neanche troppo surreale, tra Freud ed un uomo che verosimilmente è Dio.


Freud, il padre della psicanalisi, che con la parola aveva recuperato la memoria e trovato una strada verso l’inconscio; che aveva visto nel pensiero uno strumento di auto-liberazione; che aveva capito che la nevrosi nasceva dal contrasto tra l’eccesso di regole che governavano la vita dell’individuo e la sua voglia di trasgressione; Freud, forse per la prima volta, si sente inadeguato, ansioso, inibito ora che la Legge è saltata, ora che non c’è più il limite, ora che il logos non serve più a riportare l’ordine. Ecco che quando si ritrova davanti lo sconosciuto visitatore, scambiato per un paziente bisognoso, dapprima vuole mandarlo via, perché non sarebbe in grado di aiutarlo. Ma poi si perde nel dialogo con lui. Lui sa molte cose del suo passato, sa di quando Freud bimbo di appena cinque anni si è sentito solo per la prima volta; di quando, appena adolescente, ha capito che suo padre era solo un pover uomo; di come si sia ostinato a non lasciare spazio al dubbio invocando qualcosa di trascendentale: Dio.


È vero, Freud non ha mai creduto in Dio perché convinto che sia il bisogno a creare l’oggetto e che quindi, sia l’uomo ad aver inventato Dio; la religione è anestesia dello spirito e lui invece ha sempre difeso l’intelligenza. Ma perché senza Dio, domanda il visitatore. Per arrivare alla verità senza illusioni. È un cammino più difficile, dice Freud. Non c’è la certezza della fede. Si è soli ed il dolore è più doloroso e la paura più spaventosa. E poi, come si può credere in Dio quando il mondo brucia? Sarebbe un Dio bugiardo che tradisce la promessa.


Ed ecco che si opera un trasfert momentaneo: ora è il visitatore che parla ma è un Dio sofferente, dispiaciuto, perché si sente accusato come già nel “Grande Inquisitore”. Lì era la Siviglia piena di cenere degli autodafé della grande Inquisizione, qui la cenere dei crematori e dei campi di battaglia che si stanno preparando. Come spiegare che lui, Dio, ha voluto creare l’uomo libero, nel bene e nel male e che per questo non ha voluto comprare il suo consenso moltiplicando pani e pesci; non lo ha voluto privare della sua libertà. E l’uomo ora ha scelto la superbia, ha negato Dio e facendolo si è sostituito a lui.

L’uomo ora è signore della vita, della morte, del corpo, della morale. Se nulla è dovuto a Dio, tutto è dovuto all’uomo.


Testo importante, recitato in tutta la sua pienezza tragica da Haber. Un po’ urlata e sul filo dell’isteria, la recitazione della figlia, Nicoletta Robello Bracciforti. Istrionico e un pizzico demoniaco, Alessio Boni.

 

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono biglietteria 02/59995206
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 20.45, mercoledì ore 19.30, domenica 17 novembre ore 15.30, lunedì riposo
Biglietti: intero €32, over 60/under 25 €16, convenzioni €22.50



Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

 

 

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