Il ventaglio - Teatro Tieffe Menotti (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 14 Novembre 2012 
Il ventaglio

Dall’8 al 18 novembre. In un borgo lombardo senza tempo convivono aristocratici decaduti, borghesi e contadini. Dodici bizzarri personaggi trascorrono il tempo in vuote occupazioni, finché un turbinio di fraintendimenti connessi a un ventaglio non finisce per travolgerli. Tuttavia, dopo un momento di follia collettiva, gli equivoci vengono sciolti e tutto torna alla normalità, o quasi.

 

 

Il Contato/Teatro Giacosa di Ivrea presenta
IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
con Mino Manni - conte di Roccamonte
e con (in ordine alfabetico)
Raffaele Berardi - Coronato
Stefano Cordella - Moracchio
Paolo Giangrasso - Evaristo
Desirée Giorgetti - Giannina
Alessandro Lussiana - Timoteo
Federico Manfredi - Limoncino
Francesco Meola - Crespino
Davide Palla - Barone del Cedro
Valeria Perdonò - Gertruda
Federica Sandrini - Candida
Cinzia Spanò - Susanna
regia Alberto Oliva
assistente alla regia Alessandro Lussiana
musiche originali Bruno Coli
scene Francesca Pedrotti
costumi Ilaria Parente
assistente costumi Erin Sisti
realizzazione scene Alex Zanfrini, Bettina Colombo
luci e responsabile tecnico Bruno Nepote
riprese video Giuseppe Moreto

 

Nella versione di Alberto Oliva, vincitrice del premio Sipario 2012, “Il ventaglio” di Carlo Goldoni esprime a pieno il proprio aspetto corale. In scena un turbinio di parole e interazioni fisiche che ci coinvolgono come se stessimo assistendo al moto colorato e vorticoso di una girandola. Divertiti seguiamo il corso della parola che viaggia inarrestabile di bocca in bocca, creando un miscuglio di frizzanti dialoghi, bisbigli, pettegolezzi, commenti, giudizi, inammoramenti, litigi, sollazzi, invidie e promesse.
Nel piccolo borgo lombardo dodici personaggi curiosi, dai tratti grotteschi, vivono senz’altra occupazione che quella di abbattere la noia mangiando, bevendo, schiamazzando, spiando gli altri e spettegolando. Ogni gesto e ogni parola ha eco in tutto il paesino, nulla avviene senza che abbia effetti sugli altri abitanti: la singola risata diviene risata generale, la rottura accidentale del ventaglio di Candida sembra fermare il corso del tempo e gli intrighi personali divengono le molle del vivere collettivo. A muovere i fili di queste eccentriche marionette umane è il ventaglio che Evaristo vuole regalare a Candida in sostituzione di quello rotto e che diviene fonte di equivoci e fraintendimenti. Simbolo dell’amore tra i due, il nuovo ventaglio passerà di mano in mano diventando il movente di comportamenti e azioni. Non meno significativo, quantomeno visivamente, è il ventaglio che Gertruda sventola senza sosta e che domina in modo quasi ossessivo tutto lo spettacolo, lasciando impressa in noi l’immagine di questo grande protagonista inanimato. Tutti gli attori in scena mostrano doti artistiche notevoli, che spaziano dalla recitazione al canto: Mino Manni (conte di Roccamonte), Raffaele Berardi (Coronato), Stefano Cordella (Moracchio), Paolo Giangrasso (Evaristo), Desirée Giorgetti (Giannina), Alessandro Lussiana (Timoteo), Federico Manfredi (Limoncino), Francesco Meola (Crespino), Davide Palla (Barone del Cedro), Valeria Perdonò (Gertruda), Federica Sandrini (Candida) e Cinzia Spanò (Susanna). Ciascuno di loro si muove in modo naturale restituendo una recitazione viva, fluida e vivace che diverte, appassiona e coinvolge.
Gli splendidi costumi di Ilaria Parente, in particolare le divertenti parrucche che caratterizzano i personaggi, rimandano a una situazione senza tempo che intreccia l’epoca goldoniana con quella presente, permettendo di uscire da una definita connotazione storica per aprirsi a un significato altro. Notevole, in questa prospettiva, è la scelta di dividere in modo netto lo spettacolo in due parti. Dopo l’intervallo lo spettatore si trova completamente spiazzato: sul palco, tra oggetti rotti e rovesciati, si muovono figure che dobbiamo imparare a riconoscere. È il caos, lo stravolgimento del sistema retto da ipocrisie e convenienza. In questo limbo dell’irrazionale, tuttavia, i personaggi ci appaiono più veri, più naturali, più simili a noi. L’abbandono delle maschere, espresso in modo inequivocabile dalla perdita delle parrucche, diviene momento di libera espressione di ciò che si muove nel profondo di ognuno di loro. È la follia che soggiace a un mondo in crisi e che esplode annullando qualsiasi ordine stabilito. Tuttavia nessuna di queste anime ormai avvizzite, vittime dell’indolenza che le caratterizza, riesce a sfruttare il momento di instabilità per ricreare un mondo nuovo. Nessuna di loro sembra possedere la voglia e il coraggio di farlo e, forse, nessuna di loro possiede un sostrato di valori in grado di guidarne il cammino.
Il ventaglio finalmente arriva nelle mani di Candida e tutto viene chiarito. A farne le spese saranno il Barone del Cedro e Coronato, pretendenti rispettivamente di Candida e della serva Giannina. Illusi dall’avvicendarsi degli eventi e dalle aleatorie promesse del conte di Roccamonte, finiranno per andare incontro a un tragico destino, cui nessuno sembra dare importanza. Tutto torna come prima e il finale scelto da Oliva rende ancor più forte l’effetto deludente di un ritorno alla vuota ma rassicurante formalità di un tempo.

 

Tieffe Teatro Menotti – via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 02/36592544, mail
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Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21, mercoledì ore 19.30, domenica ore 17
Biglietti: intero 24€, ridotto convenzioni 18€, ridotto under/over 12€ (prevendita 1,50€)

 

Articolo di: Serena Lietti
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti
Sul web:
www.tieffeteatro.it

 

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