Il Vantone - Teatro Mercadante (Napoli)

Scritto da  Italia Santocchio Sabato, 26 Gennaio 2013 

Dal 22 al 27 gennaio. Dopo il successo riscosso dalla sua prima trasposizione teatrale durante il Napoli Teatro Festival Italia, torna in scena "Il Vantone" di Plauto, tradotto da Pier Paolo Pasolini e diretto da Arturo Cirillo, per un Miles gloriosus moderno, con accenti e note umoristiche e sarcastiche, assolutamente attuali e realistiche in ogni epoca dal momento che i ciarlatani vanno sempre di moda.

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Teatro Stabile di Napoli, Fondazione Campania dei Festival presenta
IL VANTONE
di Plauto
traduzione di Pier Paolo Pasolini
regia Arturo Cirillo
con Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio, Vincenzo Nemolato, Luciano Saltarelli
costumi Gianluca Falaschi
luci Badar Farok
musiche Francesco De Melis
regista assistente Roberto Capasso
foto Marco Ghidelli

 

 

Quello che incanta più di ogni altra cosa in questo spettacolo è la bravura degli attori, che rendono la perfomance brillante; il lavoro fisico di scena caratterizza ogni singolo personaggio più di ogni mascheramento, tutta la scenografia è essenziale, all’insegna del vero teatro greco: gli attori sono tutti maschi, rivestono tutti i ruoli della commedia, la scena è semplice ma funzionale all’opera stessa, come a dimostrare che il teatro si narra da sé, è azione e movimento, non ha bisogno di grandi allestimenti.
Ogni attore incarna con sorprendente vividezza il personaggio, lo fa suo. Abbiamo infatti un bravissimo Luciano Saltarelli che interpreta  la parte del vero protagonista e narratore della commedia ovvero Palestrione, il furbo servo del Vantone che con astuzia ed intelligenza riuscirà a ingannare il suo padrone Pirgopolinice, portato in scena magistralmente da uno straordinario Arturo Cirillo, il quale come ogni “vantone” che si rispetti e come tutti coloro che sono troppo presi da se stessi si lascerà lusingare dal proprio schiavo e rimarrà così privato dell’amore di Filocomasio, suo bottino di guerra; a quest'ultima - di cui veste i panni un brillante Michelangelo Dalisi, al quale va un plauso non solo per questa interpretazione, ma anche per la trasformazione in scena nel passaggio ad altro ruolo nei momenti conclusivi dello spettacolo - sarà così permesso di raggiungere il suo padrone e suo amore Pleusicle. Ma ad arricchire la storia abbiamo anche Sceledro, interpretato da Rosario Giglio, un servo un po’ tonto e pasticcione il quale, avendo scoperto che Filocomasio tradisce il suo padrone con l’amato decide di denunciarla. A fermarlo anche questa volta interverrà però l’astuzia di Palestrione aiutato da Periplecomeno (Vincenzo Nemolato) un furbo vecchietto complice degli avvenimenti; anche in questo caso la bravura dell’attore veste alla perfezione il personaggio.
Il testo, che già di per sè è un capolavoro classico, è riscritto da Pasolini in chiave ancora più ironica, quasi a rappresentare ancora una volta che il teatro, quello delle radici, è realmente in grado di parlare a tutti, con un linguaggio di borgata che comunichi non solo una morale, ma che si faccia beffa di coloro che, proclamandosi vincenti, sono in realtà perdenti nella vita, credendo di essere eccelsi e vantandosene in un continuo sproloquio tramite quel bellissimo ma pericoloso strumento che è la bocca; proprio lì dietro l’angolo si nasconde però insidiosamente il vero nemico: il popolo, la gente di strada, che non conosce padroni nè signori, perché nella vita a prescindere dai titoli vince chi sa vivere e conosce l’uomo.
Ritroviamo quindi in questo spettacolo un doppio omaggio-tradimento: quello di Pasolini al Miles gloriosus di Plauto, rinnovato ed esaltato dalla traduzione in un verace vernacolo romanesco; e quello fornito della rilettura di Arturo Cirillo nei confronti dell’opera pasoliniana, che ne accentua ulteriormente la dirompente e accattivante modernità e conferma questo testo drammaturgico come un'opera davvero per tutte le stagioni.

 

 

Teatro Mercadante – piazza Municipio, 80133 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5524214, biglietteria 081/5513396
Orario spettacoli: feriali ore 21, giovedi ore 17.30, domenica ore 18

 


Articolo di: Italia Santocchio
Grazie a: Sergio Marra, Ufficio stampa Teatro Stabile di Napoli
Sul web: www. teatrostabilenapoli.it

 

 

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