Il Turista - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Sabato, 21 Maggio 2016 

Spot non si alza questa mattina. Lei è arrotolata dentro una vestaglia che ricorda vagamente l'abbigliamento della peggiore geisha della storia e ha raccolto anche i capelli in una bocca dentata in plastica azzurra. Si avvicina alla cuccia blu, ma Spot pare non svegliarsi questa mattina, non voglio toccarlo, non sarà freddo, è vivo, sì è vivo, dorme. Spero. E' con il dubbio della morte di un cagnolino che inizia l'Odissea di sfortunati, tragici, eppure incredibilmente comici eventi de ''Il Turista'' di Bruno Fornasari, dal 10 al 22 maggio in scena al Teatro Filodrammatici di Milano.

 

Produzione Teatro Filodrammatici presenta
IL TURISTA
di Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Federco Manfredi e Annagaia Marchioro
scene e costumi Erika Carretta
visual programming Mattia Diomedi
tecnica Andrea Diana, Enrico Fiorentini
assistenti alla regia Emanuela Caruso, Chiara Serangeli
assistente scene costumi Linda Muraro
regia Bruno Fornasari

 

Gimmi si è svegliato, Gimmi viene bene in foto, non si era mai fatto chiamare Gimmi in vita sua, prima che si mettesse a fare il Turista per una settimana in casa di due sconosciuti: la lei arrotolata dentro la vestaglia simil-geisha e il lui maglia da calcetto scolorita, borsone colmo delle batteriche t-shirt di un uomo dal calcetto facile una volta alla settimana, un lui per cui il garage è un parco giochi ad uso personale e per cui 'lei potrei trattarla meglio ma occhio a chi solo si azzarda a guardarla, anche solo ad occhi chiusi!’.

Gimmi sembra pallido eppure dovrebbe aver dormito bene sul materasso ortopedico nuovo 700 euro e poi dovrebbe sentirsi confortato con i 40 pollici di tv e con il divano ad isola. Il divano è a isola perché la zia di lui, quello per cui il garage è un luna park, Pit, si sdraiava da una parte all'altra ultimamente, letto, divano, letto, divano, fino a quando l'ultima tappa non fu un letto d'ospedale, ove con colori sobri se ne andò all'aldilà e la casa rimase a Pit e Lia, la geisha sotto tono.

Gimmi è il turista. Vedete, il turista non è un viaggiatore, il turista è affetto dalla sindrome del pacchetto conveniente, di media durata, confortevole. In questi periodi di immigrazione poi, nessuno si fida più di nessuno, si cercano gli angoli giusti nel mondo ove andare a staccare un po’ la spina. Bene, Gimmi, che in realtà si chiama Giacomo, si affida ad Airbnb ove Pit e Lia hanno appena postato l'annuncio dell'affitto di una stanza dopo la morte della zia. Nessuna recensione, foto invitanti, paesino tranquillo. Aggiudicato, Gimmi parte già assaporando il buon gusto del relax.

L'occhio fotografico inganna, riesce ad inquadrare la coccinella in mezzo alla tempesta e nessuno direbbe mai che lì quel giorno pioveva. Diciamo che Gimmi non sapeva che lui avrebbe fatto la parte della coccinella e che avrebbe piovuto. Avrebbe decisamente piovuto.

Pit aveva perso il lavoro, a seguito di una scenata che pare non possa essere raccontata, Pit ha bisogno di un amico, non va più al calcetto da tre settimane, Lia ha sul groppone tutte le spese della casa, ha sposato un uomo sempre incazzato e con qualche strana perversione ''stradale''.
Ma tutto questo Gimmi non lo sa e a bere un paio di birre al pub con Pit ci va volentieri. Ma dopo accade, accade che Gimmi diviene le coccinella e inizia a piovere, quando? Quando sulla strada di casa Pit al volente ubriaco pare non accorgersi di un indiano che passava e bum! Incastrato nel guardrail, Gimmi vomita le olive all’ascolana, ma diamine Gimmi è vegetariano!

Spot non si alza questa mattina. E Gimmi ha un viso pallido e Pit è sparito in garage. Gimmi è preoccupato: l'indiano sulla strada, un omicidio stradale, sembrava un contorsionista di taglia media incastrato lì dentro, ma cosa cazzo sta facendo Pit in garage, doveva andare a costituirsi!
Pit fischietta e no lui a costituirsi non ci va, “cane mangia cane” ripete, questi indiani di merda vengono a rubarci il lavoro, a rubarci gli spazi, “cane mangia cane”.

E poi all'improvviso una nausea incessante, perché il borsone blu del calcetto pesa così tanto? Di chi è quel cellulare? Ce lo hai buttato di proposito il caffè sulla tastiera del pc? Vuoi un bicchiere d'acqua? Qui è buona senza calcare sai, direttamente dalla sorgente, bevila tutta! vuoi un caffè? Pit il caffè shakerato lo prende sempre con la vaniglia, a te piace la vaniglia Gimmi? Gimmi, Gimmi, Gimmi... forse abbiamo tutti bisogno di un abbraccio!

La descrizione del labirinto e dei colpi di scena cui ha dato vita Bruno Fornasari ne ''Il turista'' è un’impresa titanica, è un groviglio di situazioni tragicomiche che si gusta alla velocità del ritmo incalzante, ricco di allusioni. Quella giusta parola tra due è in grado di rendere comica la più cruda verità di questa stressata, soffocante, ''violacea'' età di mezzo. L'interpretazione di Tommaso Amadio, Federico Manfredi e Annagaia Marchioro ha saputo portarci sul palcoscenico, per renderci conto che siamo noi che dobbiamo reprimere le nostre rabbie più malvagie, magari 'indiano di merda' abbiamo sognato di dirlo, ma mai l'abbiamo detto, perché noi siamo buoni e giusti, siamo noi che abbiamo perso il lavoro e gli amici e neanche in garage da soli proviamo a pensarci, perché siamo noi i forti, quelli che da soli ci sanno stare, siamo noi che lo sappiamo che funziona a nero, forse adesso anche l'amore funziona a nero, ma il frigo in cantina qualcuno lo dovrà pur pagare, siamo noi che amiamo nostro marito ma non ce la facciamo a farglielo capire, perché la nostra tensione se non la scarichiamo su di lui la scarichiamo davanti a un film porno! Il sorprendente aspetto de ''Il Turista'' è questo, quello di riuscire a mettere in scena la parte peggiore di noi, le nostre peggiori perversioni, le cattiverie taciute e le paure represse, istigando ad un esame di coscienza, senza tragiche parole argute, con una risata.

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo / martedì, giovedì, sabato ore 21 / mercoledì, venerdì, domenica ore 19.30
Biglietti: intero: 20 euro / ridotto convenzionati 16 euro / ridotto under 25 13 euro
ridotto over 65 10 euro / ridotto scuole 8 euro
Durata: 75 minuti

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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