Il topo del sottosuolo - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Sabato, 24 Dicembre 2016 

Cosa rimane dei classici? Una chiave per interpretare il presente? Una lezione per conoscere il passato e le ragioni dell’animo umano? Suggestioni, lezioni di stile, filosofia? Un classico è tale perché rimane attuale a distanza di secoli ed è capace di generare innumerevoli suggestioni. Di questo sono ben consapevoli Alberto Oliva e Mino Manni, fautori del progetto Prospettiva Dostoevskij, un percorso di avvicinamento teatrale a “Delitto e Castigo” che si snoda attraverso spettacoli, lezioni e conversazioni sul grande classico della letteratura russa. Una di queste tappe è stata la pièce “Il topo del sottosuolo”, spin off tratto dalla seconda parte di “Delitto e Castigo”.

 

IL TOPO DEL SOTTOSUOLO
una storia di ozio e depravazione verso Delitto e Castigo
adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni
da Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij
con Mino Manni
regia di Alberto Oliva


Dopo aver per anni indagato i classici della letteratura e della drammaturgia russa, Oliva e Manni attingono all’opera del loro autore feticcio per ricavarne una pièce intima ed esistenziale, un coinvolgente monologo-confessione in cui vengono fuori i “demoni” del protagonista.

In uno spazio suggestivo, il Cafè Rouge del Teatro Franco Parenti, Oliva disegna una scenografia evocativa: pochi tavolini, luci soffuse, candelabri, vino ed un’atmosfera raccolta. Varcando la sala sembra di entrare in un bar di San Pietroburgo. Seduto ad un tavolo, Svidrigajlov (Mino Manni) inizia la propria narrazione. Un uomo senza arte né parte, né ricco né povero, nessun talento particolare ne segna l’esistenza grigia e monotona a San Pietroburgo. A trascinarlo via da quella città è una donna non più giovane che gli propone un matrimonio di interesse, ne acquista la compagnia, l’assistenza e la fedeltà in cambio di una comoda vita in campagna e di una ricca eredità in caso di vedovanza. La donna gli concede però la possibilità di intrattenere avventure fugaci con le serve della casa, a patto che non si innamori di nessuno. Ma la vita è imprevedibile e Svidrigajlov, dopo sette anni di tranquillità, finirà per innamorarsi di Dunia, una giovane cameriera della moglie. Da lì la sua esistenza verrà stravolta da un turbine di eventi: l’allontanamento di Dunia, la morte della moglie, per la quale sarà accusato di omicidio, un menàge a trois con un’amica ambigua, relazioni con fanciulle fin troppo giovani fino alla tragica decisione di togliersi la vita.

Dal monologo emerge una personalità contorta e piena di contraddizioni, il racconto di un uomo che si definisce “malato”, come il protagonista di un’altra opera di Dostoevskji Memorie dal sottosuolo, con cui condivide la crudeltà nei confronti dei più deboli ed un atteggiamento sadico nei confronti degli indifesi. Anche lui, infatti, è un personaggio del sottosuolo, anzi, un topo, come quelli che vede in un delirio di allucinazioni nell’ultima notte della sua vita.

I Demoni indagano il rapporto tra uomo e donna, tra vittima e carnefice, ruoli labili, in costante mutamento. L’irrazionalità delle passioni umane ben rappresentata dalla vicenda umana di Svidrigajlov, l’abisso della perdizione, il gioco d’azzardo che l’uomo fa con la propria esistenza sono indagate da una prospettiva intimistica che sfocia in riflessioni esistenziali.

Mino Manni svela l’esistenza del topo del sottosuolo, tra ozio e depravazione, tra le serate passate a giocare d’azzardo, i colpi imprevisti di fortuna, le relazioni torbide. Una narrazione avvincente messa in scena con passionalità. Il lavoro registico punta sulla creazione di un’atmosfera suggestiva ed evocativa, concedendo al monologo una vivacità pop.


Teatro Franco Parenti (Sala Treno Blu) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì ore 21; mercoledì ,venerdì ore 20; giovedì ore 21.15; domenica ore 16.30
Biglietti: intero 15€; over 65/under 26/convenzioni 12€
Durata spettacolo: 65 minuti

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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