Il Teatrante - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Sabato, 22 Febbraio 2014 

Dall'11 al 23 febbraio. In scena al Teatro Quirino la graffiante e sarcastica riflessione condotta sul significato intrinseco del teatro e sulle sue interazioni col tessuto sociale da Thomas Bernhard, romanziere e drammaturgo austriaco dall’inconfondibile sguardo icastico. Dopo “Servo di scena”, che nella scorsa stagione ha raccolto un caloroso consenso di pubblico e critica, l’indagine prosegue con “Il teatrante” lasciando libero sfogo al pessimismo atavico dell’autore che non concede alcun margine di riscatto né al teatro né tantomeno all’individuo che si illuda tramite esso di pervenire ad una sintesi risolutiva tra sogno e realtà, concretezza del vivere quotidiano ed utopico slancio creativo. Il tutto confezionato in una commedia di lucente brillantezza, che dispiega dinanzi a Franco Branciaroli terreno fertile per un’interpretazione istrionica e vibrante, da dominatore incontrastato del palcoscenico capace di sostenere due ore di rappresentazione in un pressoché ininterrotto monologo, con una potenza espressiva realmente da mattatore d’altri tempi.

  

 

CTB Teatro Stabile di Brescia - Teatro de Gli Incamminati presentano
Franco Branciaroli in
IL TEATRANTE
di Thomas Bernhard
traduzione Umberto Gandini
con (in ordine alfabetico) Barbara Abbondanza,Tomaso Cardarelli, Melania Giglio, Daniele Griggio, Valentina Mandruzzato, Valentina Violo
scene e costumi Margherita Palli
luci Gigi Saccomandi
foto Umberto Favretto
regia Franco Branciaroli

 

Personaggi e Interpreti
Bruscon - Franco Branciaroli
Il locandiere - Daniele Griggio
Ferruccio, figlio di Bruscon - Tommaso Cardarelli
Sarah, figlia di Bruscon - Valentina Violo
Erna, figlia del locandiere - Valentina Mandruzzato
La signora Bruscon - Melania Giglio
La locandiera - Barbara Abbondanza

 

 

Il testo, raramente rappresentato in Italia, fu messo in scena per la prima volta nel 1985 al Salzburger Festspiel dal regista Claus Peymann, e da lui stesso riallestito, nella stessa veste e con gli stessi attori, allo Schauspielhaus di Bochun e al Burgtheater di Vienna, nel 1986. Approda oggi al Teatro Quirino di Roma con la traduzione di Umberto Gandini e la regia di Franco Branciaroli, che ne è anche fulcro catalizzatore e protagonista indiscusso: a lui l'arduo compito di vestire i panni del borioso, tracotante ed ampolloso capocomico di origine bergamasca Bruscon, in tourneè con la sua bizzarra famiglia per sperduti paesini montani tedeschi con uno spettacolo tanto improbabile quanto pretenzioso, "La ruota della storia", in cui personaggi come Metternich, Hitler, Churchill, Napoleone, Marie Curie, Giulio Cesare ed Einstein si trovano a dibattere e battibeccare in confronti al di là di ogni logica razionale (e forse anche del più elementare gusto drammaturgico).


Il vanaglorioso attore palesa fin dai primi istanti una sconfortata insofferenza, verso tutti e tutto ciò che lo circonda: dall'ipocondriaca e svampita moglie costantemente assorta nella sue fantasiose malattie ai due figli che assurgono ai suoi occhi a simbolo per antonomasia dell' "antitalento", dagli spettatori incapaci di comprendere il suo genio teatrale ai locandieri che lo ospitano in una cornice polverosa e maleodorante, dagli attori cialtroni che hanno ormai smarrito il reale significato della loro missione sino ai vigili del fuoco che per delle stolte norme di sicurezza gli impongono di rinunciare all'oscurità di cui la sua scena clou necessiterebbe inderogabilmente, violentandola con l'orrida luce verdastra di un'uscita di emergenza. Un incessante panegirico, un tronfio flusso di coscienza che, in un grottesco ribaltamento delle prospettive, chiude gli occhi sulle mancanze e stravaganze dell' attore "accademico" Bruscon, esondando dagli argini della misura e sentenziando in maniera cattedratica su cosa sia giusto o sbagliato, sull'essenza dell'arte teatrale e sulla miseranda grettezza dei tempi moderni.


Non rendendosi conto di rappresentare una lapalissiana incarnazione del quadro da lui tracciato a tinte fosche, Bruscon si accinge a portare in scena il suo "capolavoro" drammaturgico; non prima di aver saggiato la stabilità delle fradicie assi del palcoscenico, fatto rimuovere tutti i quadretti, le targhe e le corna di cervo che adornano le pareti ingiallite della locanda, sferzato i suoi familiari con strali aggressivi per esortarli ad impegnarsi maggiormente nella recitazione ed infine gustato un piatto di stracciatella bollente, l'unica pietanza che riesca a soddisfare il suo palato in quelle lande grossolane ed inospitali. Peccato che, proprio quando tutto sembrerebbe pronto per spalancare il sipario, un incendio inizi a divampare nelle vicinanze mettendo repentinamente in fuga tutto il pubblico accorso ed una pioggia catartica si abbatta sul nostro protagonista, filtrando attraverso il tetto malconcio, quasi a voler alludere alla verità che irrompe impietosa a mondare la lordura di questa squallida messinscena esistenziale.


Thomas Bernhard, attraverso il soliloquio inarrestabile del bizzoso Bruscon, riverbera tutto il suo desolante nichilismo, pennellandolo di una straniante ironia che a più riprese riesce, destreggiandosi alla perfezione nell'arte del paradosso, a strappare fragorose risate al pubblico. La regia di Franco Branciaroli asseconda dinamiche e accenti del prezioso connubio tra testo e interpretazione, reale forza e tratto d'originalità dell'opera, egregiamente supportata dalla scenografia e dai costumi curati da Margherita Palli, che ricreano l'ineffabile atmosfera di questo bozzetto d'interni dalla calde tonalità fiamminghe denso di strampalate creature boschiane, accarezzate dal pregiato disegno luci di Gigi Saccomandi.


Branciaroli è carismatico, imponente, generoso nel donarsi senza riserve al suo personaggio e crudelmente spietato nell'affondare tra le sue ottundenti zone d'ombra; al suo cospetto i ruoli comprimari si riducono ad un profilo quasi prettamente macchiettistico, pur portati in scena con competenza e solidità da interpreti di tutto rispetto come Melania Giglio, Tommaso Cardarelli o Daniele Griggio (peraltro già apprezzati nello spettacolo precedente della compagnia, "Servo di scena").


"Il Teatrante" innalza un grido, quanto mai attuale e necessario, affinchè il teatro abbandoni la deriva autoreferenziale, cialtrona o mercificatoria in cui troppo spesso si inabissa per ritornare al suo valore primigenio, alla sua lucidità ed autenticità nello smascherare vizi e virtù, verità e infingimenti del nostro vivere quotidiano, come singoli individui e come società nel suo complesso. Da non perdere per la tagliente intensità del testo di Bernhard e per l'incisiva interpretazione di un maestro come Franco Branciaroli.

  

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
botteghino 06/6794585, info 06/6783042, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, giovedì 13 e mercoledì 19 febbraio ore 16.45, tutte le domeniche ore 16.45
Biglietti: platea € 32 (ridotto € 27), I balconata € 26 (ridotto € 22), II balconata € 21 (ridotto € 18), galleria € 15 (ridotto € 12)

 

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio Stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

 

 

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