Il Sogno di Ipazia - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Giovedì, 09 Giugno 2016 

E' andato in scena al Teatro Belli "Il sogno di Ipazia" di Massimo Vincenzi, con l’intensa interpretazione di Francesca Bianco e la regia di Carlo Emilio Lerici. A chiusura della prima edizione di “Autori in compagnia”, che ha visto il teatro accogliere in due mesi 11 testi e 7 drammaturghi italiani, lo spettacolo racconta l’ultimo giorno di vita di Ipazia, una delle più note filosofe e matematiche dell’antichità. Inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio, nonché esponente di spicco della scuola neoplatonica, Ipazia era figlia di Teone, rettore dell’Università di Alessandria; condannata come eretica, venne lapidata e bruciata tra i suoi scritti. Dopo il debutto nella prestigiosa cornice del Castello Odescalchi di Bracciano, la rappresentazione ha suscitato talmente tanta curiosità nel panorama nazionale, da essere stata in scena per quattro stagioni consecutive, collezionando oltre 200 repliche in tutta Italia.

 

Teatro Belli e Opere Festival 2009 presentano
IL SOGNO DI IPAZIA
di Massimo Vincenzi
con Francesca Bianco
voce fuori campo Stefano Molinari
musiche Francesco Verdinelli
videografie Giulia Amato
regia Carlo Emilio Lerici

 

La troviamo al centro della scena, il volto alterato dalla paura, attorniata da sette leggii posizionati a raggiera, cerchio di sicurezza che serve ad isolarla dal mondo esterno, altri libri accatastati sul proscenio, quasi a protezione della sua identità di donna e scienziata. Ipazia, personificata dall’intensa e trascinante Francesca Bianco, elegante e onirica nelle sue vesti bianche, sa di avere le ore contate: sul palco, si apre a noi in un ultimo, straziante, discorso in cui si svela nella sua identità di donna e di intellettuale, manifestando il proprio istinto materno per gli allievi - che svaniscono poco per volta -, l’affetto e la stima per il padre - che ha alimentato la sua sete di conoscenza e che la aspetterà, nel finale, sul tetto di casa, tra le stelle -, le sue convinzioni civili e sociali. Un monologo che, sebbene alternato a momenti di angoscia, non è che una conferma delle ideologie della filosofa e matematica e della sua libertà di espressione, morale prima ancora che intellettuale, che si rifiuta fino in ultimo di assoggettarsi al nazismo dell’ortodossia cristiana, il cui fanatismo divampava in quegli anni mietendo vittime e distruggendo simboli religiosi.

Mentre il corpo viene dilaniato da frammenti taglienti di conchiglie, per poi essere arso dalle fiamme, le stesse che avevano già ingoiato tutto quello che rimaneva della sua amata biblioteca ad Alessandria, il pensiero, la coscienza rimangono vivi, continuano ad urlare alla ricerca di un pubblico disposto ad ascoltarla, circondata dai libri che vengono riposti, con pochi ed essenziali gesti, dai loro leggii, mano a mano che il tempo passa e la catastrofe si avvicina.

Lerici costruisce una regia rigorosa, che pone al centro la sola attrice presente, fulcro degli avvenimenti che avvengono dentro e fuori di lei: sullo sfondo, le immagini proiettate raccontano di cieli stellati, ma anche di fiamme impetuose e devastatrici.

Il tempo drammaturgico viene scisso in due: da un lato, i pensieri, i ricordi, le angosce e le speranze di Ipazia; dall’altro la voce fuori campo martellante e opprimente di Stefano Molinari, divulgatrice degli editti folli e delle perentorie accuse contro il paganesimo dei cristiani Teodosio e Cirillo.

Mirate e ben disposte le musiche di Francesco Verdinelli che, in alternanza pressoché continua con le minacciose voci fuori campo dei due cristiani, condiscono di un ritmo di speranza o di terrore le immagini chiare o minacciose di un passato felice e di un destino ormai segnato.

Una splendida interpretazione per portare alla ribalta un argomento quanto mai attuale, terreno e violento: “Loro non sanno quanto sia pericoloso un Dio partorito dal rancore”.

 

Teatro Belli - Piazza Santa Apollonia 11/a, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: intero € 18, ridotto € 13

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Dalila Cirelli, Ufficio stampa Teatro Belli
Sul web: www.teatrobelli.it

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