Il Soccombente - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Martedì, 14 Gennaio 2014 

Dall’ 8 al 19 gennaio, il Teatro Franco Parenti di Milano presenta "Il Soccombente", una riduzione teatrale di Ruggero Cappuccio, del libro dell’austriaco Thomas Bernhard, considerato tra i massimi autori del '900 (Heerlen, 9 febbraio 1931 – Gmunden, 12 febbraio 1989). È un monologo sofferto, a tratti quasi delirante; la voce sommessa e discreta dell’io narrante viene lacerata di tanto in tanto da un’angoscia nichilista, mentre racconta di una indelebile esperienza umana (non realmente accaduta): l’incontro, in conservatorio, tra tre giovani virtuosi del pianoforte. Uno è il sensibile Wertheimer, il secondo lui stesso ed il terzo è il grande pianista Glenn Gould. Davanti alla mostruosa genialità di quest'ultimo, gli altri due giovani musicisti vengono scaraventati nello sgomento. Ed il più fragile, Wertheimer, soccomberà.

 

 

 

 

 

 

Produzione Teatro Segreto presenta
Roberto Herlitzka in
IL SOCCOMBENTE
ovvero il mistero Glenn Gould
di Thomas Bernhard
riduzione dall’omonimo romanzo di Ruggero Cappuccio
con Roberto Herlitzka e con Marina Sorrenti
regia Nadia Baldi
traduzione Renata Colorni

 

  

La trasposizione teatrale del romanzo di Bernhard, primo di una trilogia sulle Arti (musica, teatro e pittura), realizzata dalla regista Nadia Baldi, tiene conto della struttura del libro dove la punteggiatura è quasi assente. Un fiume di parole, di ricordi, di sensazioni, che si articolano su tre diversi piani temporali: il momento dell’incontro con Gould e con la musica da lui suonata, quello precedente a questo, ed il momento della stesura del romanzo da parte dell’io narrante, dopo il suicidio di Wertheimer e la morte di Gould.

 

Ci sono parole che segnano a vita; e quella detta da Gould a Wertheimer, “soccombente”, si insinuerà come un tarlo dentro di lui. Roberto Herlitzka è magistrale sul palco del Parenti. Comincia a parlare, un po’ curvo, quasi la memoria gli pesasse sulle spalle, sulla voce, sull’anima. Racconta, mentre si ode una pioggia incessante fuori dalla sua stanza, una pioggia che non arriva a lavare i suoi ricordi.

 

Tre ragazzi, virtuosi del piano, venuti a Salisburgo per prendere lezioni dal grande Horowitz (realmente esistito), si incontrano al Mozarteum di Salisburgo agli inizi degli anni '50. Tutti e tre tendono a superare la musica, ad arrivare alla sua essenza. Ma nel momento in cui Gould suona le Variazioni Goldberg, l’opera composta da Bach seguendo schemi matematici e simmetrici che le conferiscono coesione e continuità senza paragone nella storia della musica, gli altri due compagni si accorgono di non avere il talento per arrivare ad una simile perfezione. E la grandezza, la genialità del loro amico, significa la morte della musica negli altri due compagni di corso, che abbandoneranno il Mozarteum e la musica.

 

Da quel momento preciso, la vita di Wertheimer si rivelerà essere quella di un “soccombente”, di uno psicotico privo di talento esistenziale, incapace di accettarsi con le sue debolezze e consapevole delle stesse, così lontane dalla genialità, dall’unicità dell’amico. E così lontane dall’idea di musica soprannaturale cui anelava, forse per poter sopportare la quotidianità. Si impiccherà non lontano dalla casa della sorella. Gould morirà suonando le Variazioni Goldberg, senza avere idea della grandezza della sua arte ma desideroso solo di instaurare un rapporto simbiotico con il pianoforte, diventare un tutt'uno con lo strumento, per riprodurre un suono puro. E l’io narrante si ritrova su una sedia, con il bisogno catartico di scrivere questi frammenti di vita che stanno inquinando la sua, ormai priva della bellezza insostituibile della musica.

 

Roberto Herlitzka è accompagnato sul palco da una figura femminile, la sorella del suicida, quasi sempre silente, che sottolinea il “capolavoro delirante” costruito dal fratello, per camuffare la verità insopportabile. Spettacolo ricco di spunti, forse estremamente denso; può lasciare una cappa sui sistemi logico-affettivi.

  

 


Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.30; mercoledì ore 19.45; domenica ore 15.45; lunedì riposo
Biglietti: intero €32; over60/under25 €16; convenzioni €22,50

 


Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP