Il sindaco del Rione Sanità - Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Martedì, 20 Marzo 2018 

Un capolavoro eduardiano è andato in scena al Bellini di Napoli: il personaggio di Antonio Barracano torna in teatro ne “Il sindaco del Rione Sanità” portando con sè dilemmi sull’etica e la morale del vivere civile. Un dramma che riesce a parlare una lingua senza tempo, grazie ad una regia contemporanea e attenta firmata da Mario Martone, che ambienta le vicende della commedia di De Filippo tra le strade della Napoli di oggi.

 

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ
di Eduardo De Filippo
con Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gianni Spezzano, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice
con la partecipazione di Massimiliano Gallo
scene Carmine Guarino
luci Cesare Accetta
costumi Giovanna Napolitano
musiche originali Ralph P
regista collaboratore Giuseppe Miale Di Mauro
assistente scenografo Mauro Rea
regia Mario Martone
produzione Elledieffe/Nest - Napoli Est Teatro/Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale

 

“Il sindaco del Rione Sanità” rappresenta uno dei testi eduardiani più complessi, sia sotto il profilo drammaturgico che sotto quello interpretativo, nonché uno dei testi più crudi ed amari di tutta la “Cantata dei giorni dispari”, raccolta che colleziona le commedie scritte da De Filippo tra il 1945 ed il 1973.

Parla un linguaggio senza tempo, poiché, nella crudezza e veracità con cui Antonio Barracano si muove e interagisce con coloro che lo circondano, vi è un vissuto che non appartiene a una città del passato, bensì a una Napoli che potrebbe addirittura definirsi del futuro rispetto agli anni di Eduardo. Un testo che parla di etica, di moralità, che pone degli immensi interrogativi sul vivere civile, sul potere e sulla coscienza di ogni singolo individuo. Una profonda riflessione sui rapporti umani e sul fondamentale valore dell’esistenza volto a cercare disperatamente una ragione, un motivo per cui vivere senza rancori e rimorsi per le azioni compiute il giorno prima, senza la coscienza sporca che - come direbbe il grande scrittore, regista e attore napoletano - non ci fa dormire la notte.

In questo linguaggio che abbatte le dimensioni temporali ecco che un regista visionario, Mario Martone, ed una compagnia affiatata proveniente dal difficile quartiere di Napoli di San Giovanni a Teduccio, quella del NEST - Napoli Est Teatro, decidono di rievocare uno scenario di attualità e vicino a come si presenta il panorama camorristico dei nostri giorni. Ragazzi persi per le vie di una città che non dà speranze agli emarginati, giovani boss che sostituiscono i “sindaci” del periodo eduardiano, nuove dimensioni sociali ma stessa realtà, stessa povertà, stessa criminalità e pericolosità del territorio.

Ma si può parlare di pericolosità se il compito di Antonio Barracano, secondo quanto previsto da Eduardo, sarebbe stato proprio quello di fare da paciere tra le teste calde del difficile quartiere della Sanità di Napoli? Egli rappresenta l’ estremo garante di una legge che, come dice il protagonista, non può stare in cielo, perché solo chi tiene santi va in Paradiso, né in terra, perché la legge scritta, quella degli avvocati e dei giudici, non si basa sull’onore e sul rispetto dei valori secolari che sono incarnati nella società stessa.

Barracano è allora figura centrale in un continuo di processi che vedono coinvolti i poveri, gli emarginati che non possono che far riferimento a lui per sentirsi tutelati, prendendo le mosse da una legge che non è altro che la prassi, la consuetudine di una società che nell’anarchia le regole se le fa da sola.

Uno straordinario cast regala uno spettacolo ipnotico che affascina lo spettatore, con un corpo attoriale composto perlopiù da giovani interpreti provenienti proprio dal neonato spazio teatrale NEST, realtà solo da qualche anno presente sul territorio napoletano ed incubatore di giovani attori e attrici, registi e scrittori.

Applausi meritati per il protagonista, un Francesco di Leva straordinario che regala una prova attoriale intensa, emozionante e crudelmente pulsante di quel rancore mai sopito che il personaggio del Sindaco si porta dentro, di quella forza che Eduardo non prevedeva nel suo Barracano, ma che in questo caso conferisce vigore e timore reverenziale nei confronti del capo del Rione Sanità.

Accanto a lui un magistrale attore come Giovanni Ludeno, nei panni del professore e medico che assiste e consiglia il boss, parte di quella razionalità (non a caso Eduardo battezza il personaggio Fabio della Ragione) di cui Barracano ha bisogno per sentirsi tutelato nelle sue azioni, e di cui non riesce a fare a meno poiché, come il protagonista sa, in fondo il professore rappresenta per lui la parte critica presente in ognuno di noi, il modello di moralità che, anche se non si decide di seguire, torna a ricordarci quale dovrebbe essere il nostro posto nel mondo.

Massimiliano Gallo conclude la triade dei protagonisti con una interpretazione ben studiata e fredda del personaggio di Arturo Santaniello, mero esecutore della propria volontà e unico individuo che riesce a tenere testa alla figura del sindaco.

Non menzionare gli altri interpreti sarebbe una grave mancanza perché, specie nella parte finale ove la commedia (se così si può dire, dal momento che lo spettacolo tende lentamente a farsi sempre più drammatico) diventa sempre più corale, vi è una sinergia impressionante tra gli attori in scena, che sono Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gianni Spezzano, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio e Daniele Baselice.

Molto apprezzate le scene di Carmine Guarino, caratterizzate da un minimalismo al quale si mescola coerentemente il kitch di una dimora stile Scarface, pronta all’occorrenza a tingersi di pareti e di tovaglie dorate, ma al contempo anche di una fredda camera chirurgica, atta a far svolgere al professore Della Ragione il suo lavoro di “estrarre proiettili, ricucire gambe e acconciare cape”.

Lo spettacolo emoziona dal primo all’ultimo minuto, destando anche un sentimento di curiosità nell’assistere ad una regia così contemporanea di un testo di De Filippo, tra l’altro in linea con le volontà del figlio di Eduardo, Luca, che in vita era da sempre interessato a una contemporaneizzazione del materiale paterno. Significativa è in questo senso la produzione firmata proprio dalla Elledieffe, la casa di produzione creata da Luca de Filippo, in collaborazione con lo stesso NEST e lo Stabile di Torino.

Uno spettacolo costruito in maniera sapiente, che si qualifica come una delle rappresentazioni di prosa più interessanti ed apprezzate del panorama teatrale della stagione teatrale in corso.

 

Teatro Bellini - Via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10.30 alle 13; tutti i giorni un'ora prima dello spettacolo
Orario spettacoli: feriali ore 21, mercoledì 10 gennaio e sabato 13 gennaio ore 17.30, domenica ore 18
Biglietti: da euro 14 a euro 32, under 29 euro 15
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti, escluso intervallo

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

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