Il servitore di due padroni - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Lunedì, 24 Marzo 2014 

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, dal 18 al 30 marzo, è di scena "Il servitore di due padroni", una riscrittura della commedia goldoniana da parte di Ken Ponzio, diretta da Antonio Latella e da lui dedicata al grande maestro Massimo Castri. Arlecchino come pietra miliare della nostra tradizione teatrale da cui partire per arrivare a noi, alla nostra società, al modo di fare teatro. Quasi che le menzogne di ieri servano a destrutturare quelle di oggi insieme a molto altro. Per esempio a smontare il teatro, artificio che si nutre di menzogna nel tentativo di avvicinarsi alla verità.

 

 

 

 

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile Del Veneto, Teatro Metastasio Stabile della Toscana presenta
IL SERVITORE DI DUE PADRONI
da Carlo Goldoni
regia Antonio Latella
drammaturgia Ken Ponzio
con Marco Cacciola, Federica Fracassi, Giovanni Franzoni, Roberto Latini, Annibale Pavone, Lucia Peraza Rios, Massimiliano Speziani, Rosario Tedesco, Elisabetta Valgoi
scene e costumi Annelisa Zaccheria
suono/sound Franco Visioli
luci Robert John Resteghini

 

 

La scena si apre sulla hall di un albergo, crocevia di vite in transito. In fondo al palcoscenico, troneggia minaccioso un ascensore metallico, quasi una bocca d’acciaio chiusa, pronta a divorare o a sputare fuori entità da scoprire, cosa che infatti succederà sulle note di una musica misteriosa ed inquietante. Brighella in frac, annuncia al telefono le didascalie di scena, mentre si prepara a far il “sensal di matrimonio” più furbo del demonio.


In una stanza vicina infatti c’è Pantalone, un ricco mercante veneto; è preoccupato di trovare un marito da dare a sua figlia Clarice, dopo che il suo promesso sposo, il giovane e ricco Rasponi da nessuno compianto, è morto in duello. Brighella introdurrà il giovane pretendente Silvio, seriamente innamorato di Clarice al punto di chiederla senza dote. La purezza dei suoi sentimenti sembra talmente anacronistica rispetto agli atteggiamenti di coloro che lo circondano in scena, da richiedere per lui costumi d’epoca e tanto di parrucca, da tutti derisa. Anche il suo parlare stona un po’ con quello, a tratti licenzioso, degli altri personaggi. Mentre si preparano i festeggiamenti per il nuovo fidanzamento, ecco arrivare niente meno che il giovane Rasponi, annunciato dal suo servitore Arlecchino, con atteggiamento tra lo svogliato, l’indolente ed il voglioso. In realtà, trattasi, come nella commedia di Goldoni, della sorella Beatrice, vestita con abiti maschili e colorati. Tutti i personaggi hanno infatti abiti variopinti, quasi che abbiano rubato i colori al vestito di Arlecchino, rimasto completamente bianco; insieme ai colori del suo abito, hanno preso la sua falsità, le sue menzogne, la sua disonestà. In più Latella, isola un particolare e lo dilata facendolo vivere di vita propria.


Il piccolo accenno di Goldoni alla strana relazione che lega i due fratelli Rasponi, si trasforma infatti in amore incestuoso. In questa contestualizzazione contemporanea, cui si aggiungono scene di amore omosessuale, c’è molto di commercializzazione di corpi e spiriti, quasi fossero prodotti interscambiabili di bellezza o di alta tecnologia menzionati più volte.


Ma cosa può restare allora, se si tolgono le maschere, se i personaggi non cercano l’incontro, l’ascolto, se non comunicano, se tutto è menzogna? “Non farlo”! Grida la voce di Beatrice. Troppo tardi: Arlecchino ha divelto una lampada dalla scena. Piano piano i personaggi, quasi in una dolorosa processione, staccheranno la carta da parati, smonteranno pannelli, lampade. Le porte resteranno là, tenute su da tiranti, ultimi baluardi dietro cui si nascondevano ipocrisie e vanità.


La forza vitale degli attori contagia anche se, talvolta, il pubblico è colto da smarrimento. Siamo molto lontani dalla versione di Strehler e dalla sua voglia di far muovere al riso un pubblico inacerbito dalla guerra.

 

 

 

Teatro Elfo Puccini (sala Shakespeare) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16
Biglietti: intero € 30.50, martedì biglietto unico € 20, ridotto <25 anni e >65 anni € 16 - gruppi scuola € 12
Durata: 135' senza intervallo



Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

 

 

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