Il sapore della cenere - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Antonella Vercesi Venerdì, 22 Maggio 2009 
il sapore della cenere

Dal 19 al 21 Maggio. “Ho fatto ciò che andava fatto, tutto il resto avrebbe avuto il sapore della cenere”: questo il grido emotivo evocato da giovani attori protagonisti di una battaglia contro gli abusi, le torture, la violenza e i diritti umani calpestati.

 

 

IL SAPORE DELLA CENERE

di Ariel Dorfman

Ispirato al libro “Speak truth to power” di Kerry Kennedy

Traduzione Alessandra Serra

Con Ilenia Caleo, Piergiuseppe Di Tanno, Lydia Giordano, Giada Prandi, Ugo Piva, Maria Noemi Regalia, Alessandro Riceci, Ulisse Romanò, Chiara Tomarelli

Con la partecipazione in video di Piera Degli Esposti, Enrico Lo Verso e Alessandro Preziosi

Musiche di German Arrieta e Giuliano Lombardo

Scenografia Francesco Scandale

Regia, coreografia, costumi di Juan Diego Puerta Lopez

Prodotto da Alessandro Preziosi e Tommaso Mattei

per Khora Teatro

in coproduzione con

Robert F. Kennedy Foundation of Europe Onlus

e con

Centro per l' Arte Contemporanea "L. Pecci"

 

Sette bascule, sette freddi pannelli ad equilibrio precario, aprono la scena al Teatro Eliseo.

Sono delle altalene orizzontali su cui giocano e lavorano gli interpreti; spesso sono in due a “saltarci” sopra e il peso specifico di uno determina la caduta o la salvezza dell’altro, sembra che il regista  voglia dire: c’è sempre qualcuno pronto ad eliminarci, secondo la legge del più forte, ma anche e sempre qualcuno con la volontà di  proteggerci. Le strutture in ferro sospendono gli attori in una relazione continua di resistenza e capacità di ascolto dell’altro.

Sono i giocolieri delicati, i danzatori con le ali di un gabbiano, vivono la loro libertà nel guanto di un movimento surreale e poetico. Le stesse creature, nel corso dello spettacolo, subiscono la trasformazione in boia efferati, con maschere e attrezzi appuntiti che feriscono.

Juan Diego Puerta Lopez è il regista che si ispira al testo di Ariel Dorfman, lo spaccato di un Universo intenso e sconosciuto alla maggioranza, fatto di privazioni, torture e minacce, nei confronti di chi sarebbe disposto a perdere la vita per salvare la propria dignità o i valori di giustizia e uguaglianza.

Sono voci di uomini, vittime politiche senza paura di affermarsi, che rivivono nelle foto storiche che li rappresentano, proiettate su un grande schermo. Queste persone in carne ed ossa vengono filtrate dall’interpretazione sobria degli attori, Ilenia Caleo, Piergiuseppe di Tanno, Lydia Giordano, Ugo Piva, Giada Prandi, Maria Noemi Regalia, Alessandro Riceci, Ulisse Romanò e Chiara Tomarelli; corpi contorti, suoni metallici, echi dichiarati, chi agisce sul debole è indifferente, si macchia della colpa e poi, se ne lava le mani, e chi subisce, rassegnato alla malvagità, non è mai piegato dal sistema.

La dottoressa Ortis nel ’87 insegna a leggere ai bambini, il 2 Novembre del 1989 è sequestrata e torturata in Guatemala. Una ragazza in Giordania viene violentata dal fratello e uccisa; la giornalista che indaga sui fatti si domanda perché lei, senza colpa, dovette pagare con la vita. Gli zii della vittima risposero che in quanto appartenente al genere femminile era accusata di aver sedotto il parente.

Tre avvocati sulle tracce dei desaparecidos, scomparsi.

Storie di bambini sfruttati in India, costretti a lavorare.

Martin O’Brian partecipa ad una manifestazione pacifica “perché è meglio morire giovani che vivere nell’apatia” . Queste e molte altre testimonianze si intrecciano con un comune filo conduttore che racconta di eroi del nostro tempo disposti a sacrificarsi in nome della libertà. Avrebbero potuto lottare di meno e rassegnarsi alla condizione di vita capitata per forze avverse del destino, ma, il non agire e  non ribellarsi, per loro, avrebbe avuto il sapore della cenere.

La morte in scena è rappresentata dal corpo di un giovane donna steso su due legni sostenuti da una processione umana. La ragazza è ricoperta di fiori, ha il volto rivolto verso di noi, ammutoliti, che stiamo a guardare.

Le parole arrivano al cuore del pubblico che si risveglia un attimo, cosciente e arreso di fronte alla forza scenica del gruppo. Gli attori sono fortemente consapevoli della responsabilità che il  messaggio detiene, necessita di  essere tramandato.

Il loro è un grido soffiato, un gesto disperato, dignitoso. La compagnia è concentrata e coesa, emoziona.  Spettacolo toccante.

 

Teatro Eliseo

via Nazionale 183, Roma

Orari spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato 20:45, mercoledì ore 17:00, sabato pomeridiana ore 16:30

Telefono: 06/4882114, 06/48872222

Biglietti: platea 30€ intero (19€ ridotto), balconata 28€ intero (16€ ridotto), prima galleria 16€ intero (13€ ridotto), seconda galleria 11€ intero (9€ ridotto)

 

Articolo di: Antonella Vercesi

Grazie a: Benedetta Cappon, Ufficio Stampa Teatro Eliseo

Sul web: www.teatroeliseo.it  

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