Il Racconto di Natale - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Sabato, 16 Dicembre 2017 

Dal 12 al 23 dicembre Ferdinando Bruni legge “Il Racconto di Natale” di Charles Dickens, una lettura commovente senza enfasi ma suggestiva, che permette di entrare dentro il racconto con la proiezione di disegni dello stesso Bruni di grande raffinatezza, nello stile delle illustrazioni d’antan dei libri. Una produzione Teatro dell’Elfo nella formula della mise en espace che consente la valorizzazione del testo poetico e graffiante ad un tempo, con il gusto noir della letteratura anglosassone ed un messaggio che si rivela di grande attualità. Godibilissimo.

 

IL RACCONTO DI NATALE
Ferdinando Bruni legge Charles Dickens
disegni Ferdinando Bruni
produzione Teatro dell’Elfo

 

Il teatro di parola è protagonista sul palcoscenico del Teatro Filodrammatici con il testo “Il racconto di Natale” di Charles Dickens, romanzo breve di genere fantastico scritto nel 1843; la mise en espace, più che una lettura scenica, di Ferdinando Bruni, valorizza la narrazione, ironica, graffiante, iconopoietica, sottilmente noir che ricorda il tono de “La fabbrica del cioccolato”, romanzo di Roald Dahl. Una fiaba noir per grandi e piccoli che si presta a vari livelli di lettura.

Splendidi i disegni in bianco e nero, seppiati, che sembrano uscire dalle pagine di un vecchio e prezioso libro, attirando all’interno lo spettatore per poi diventare un quadro colorato, con la porta che si chiude mostrando un addobbo natalizio in conclusione, dopo la benedizione che scende su tutti. La regia nella sua essenzialità è grande e il protagonista, anche fine pittore, non è nuovo a questo genere di esperimenti e contaminazioni tra teatro e arti visive, essendosi già misurato al Teatro Elfo Puccini di Milano con la figura dell’artista lettone naturalizzato americano Mark Rothko. Un uso non scontato del video, senza incursioni ammiccanti, piuttosto una scenografia insolita.

Più facile trovare un attore da applaudire che un coinvolgente lettore, ma ciò accade indubbiamente nel caso di Ferdinando Bruni che dimostra tutta la sua bravura nella sottigliezza delle interpretazioni, senza un carico eccessivo che rischia l’effetto naif, per diventare solo voce del testo, per oltre un’ora in un ritmo serrato senza enfasi sovrabbondante. L’attore si muove piuttosto nelle pieghe del testo esaltandone le preziosità come la presenza dello spettro del futuro Natale, una sorta di voce della coscienza collettiva che risuona nel protagonista, che in scena ne porta l’eco.

Il messaggio tra l’altro è di grande attualità, senza moralismi e finali sdolcinati, senza mai perdere di vista lo sguardo ironico e divertito, di tempra tipicamente anglosassone. Il Canto di Natale infatti unisce al gusto del racconto gotico, l'impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, con una critica all'analfabetismo: problemi esasperati apparentemente proprio dalla “Poor Law” (Legge contro la povertà), comodo tappabuchi tanto inefficace quanto dannoso ideato dalle classi abbienti.

E’ la vigilia di Natale, ma per l’usuraio Ebenezer Scrooge è un giorno come un altro: né i canti, né i sorrisi scalfiscono il suo cuore di ghiaccio, tanto che quando sentirà il suo cuore battere e riderà, sarà inaspettato, dopo anni di emozioni congelate. Così prende in giro il nipote che si reca al suo ufficio per fargli gli auguri e augurargli un felice Natale ed è indispettito dal suo dipendente, l’umile Bob Cratchit - che vorrebbe un giorno di ferie pagate - con un figlio che ha problemi di salute e rischia di non sopravvivere, al quale dà uno stipendio da fame, costringendolo a presentarsi al lavoro anche il giorno della Vigilia di Natale e il giorno di Santo Stefano. Durante quella notte però riceve delle visite straordinarie: gli appaiono i tre spiriti del Natale (passato, presente e futuro) preceduti dal fantasma del suo vecchio socio, Jacob Marley, morto sette anni prima, condannato a vagare trascinando la lunga catena dei suoi errori, consapevole di aver sprecato la vita. Scrooge rischia la stessa fine dell’amico e questa terribile eventualità fa scattare in lui il cambiamento: la volontà di donare al prossimo se stesso e i propri averi, di tornare ad apprezzare la vita.

Ferdinando Bruni, riprendendo il filone portato sul palcoscenico del Filodrammatici durante la scorsa stagione con “Il fantasma di Canterville”, mette in scena e disegna “Il racconto di Natale” in forma di one man show, in un’atmosfera sospesa tra sogno e allucinazione, accompagnato dalle proiezioni di una moderna lanterna magica con un tono surreale ma non per questo meno credibile. E’ un viaggio dentro l’uomo, i suoi vizi, i suoi limiti e soprattutto i suoi dolori: come nel caso del protagonista spesso il “male”, l’aridità del cuore nasce da un dolore, da una mancata educazione sentimentale, la cui metafora è raccontata dallo spettro attraverso l’immagine di due bambini laceri, simbolo, rispettivamente, il maschio del bisogno e la femmina dell’ignoranza che è dannazione. In effetti quando appare lo spettro del passato scopriamo l’infanzia infelice del protagonista, povero e abbandonato, costretto a passare da bambino tanti Natali solo in collegio.

Il racconto diventa un monito a riflettere, a uscire da se stessi per vivere la vita fino in fondo e a non rinunciare chiudendosi nel proprio egoismo e avarizia.

 

Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550; mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 21, mercoledì e venerdì ore 19.30, domenica ore 16, lunedì riposo
Biglietti: intero 22 euro, ridotto convenzionati 18 euro, ridotto under 30 16 euro, ridotto over 65 e under 18 11 euro, online con prezzo dinamico da 10 euro
Promozione famiglia - ridotto € 11 cad per gruppi con almeno due bambini < di 12 anni (il ridotto viene applicato a tutti i bambini e a massimo due accompagnatori). Per aderire, contattare la biglietteria
Promozione 2 spettacoli - esibendo il biglietto de “Il fantasma di Canterville”, in scena al Teatro Elfo Puccini fino al 3 dicembre, ridotto € 16 cad per “Il racconto di Natale”. Per aderire, contattare la biglietteria

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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