Il Principe di Homburg - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Oriana Russo Venerdì, 15 Febbraio 2013 

Dal 12 al 17 febbraio. Il Principe di Homburg è un lavoro drammatico di Heinrich von Kleist, ambientato nel frangente storico in cui si sta delineando l’ascesa della Prussia a grande potenza. Gli svedesi finanziati dal Re Sole, spinti verso l’occupazione della Pomerania, vengono sconfitti nella battaglia di Fehrbellin grazie all’intervento decisivo del principe di Assia-Homburg.

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PRINCIPE DI HOMBURG
di Heinrich von Kleist
traduzione e regia Cesare Lievi
drammaturgia Peter Iden
scene Josef Frommwieser
costumi Marina Luxardo
disegno luci Gigi Saccomandi
Personaggi e interpreti
Federico Guglielmo, principe elettore del Brandeburgo - Stefano Santospago
Principessa elettrice - Ludovica Modugno
La principessa Natalia d’Orange, nipote dell’elettore, comandante di un reggimento di dragoni - Maria Alberta Navello
Feldmaresciallo Dörflin - Emanuele Carucci Viterbi
Il principe Federico Arturo di Homburg, generale di cavalleria - Lorenzo Gleijeses
Il Colonnello Kottwitz, del reggimento della principessa di Orange - Graziano Piazza
Hennings, Colonnello di fanteria - Vincenzo Giordano
Il Conte Truchss, Colonnello di fanteria - Franz Cantalupo
Il Conte Hohenzollern, al seguito del principe elettore - Andrea Collavino
Il capitano di cavalleria von Der Golz - Paolo Fagiolo
Il conte Reuss, capitano di cavalleria - Fabiano Fantini

 

Ed è proprio la notte prima di questa battaglia ad introdurre gli spettatori ad un’atmosfera irreale notturna di un giardino del castello, dove si intervallano suoni delicati che avvolgono lo stato di sonnambulismo del principe, che intreccia e gira un serto di alloro.
Incuriositi alcuni membri della corte, tra i quali il sovrano Federico Guglielmo, sua moglie e la nipote Natalia d'Orange, si avvicinano increduli e meravigliati al principe, il quale spinto da un desiderio inconscio chiama padre il principe elettore, madre la moglie e sposa la loro nipote.
Il sovrano sottrae il serto al principe per porgerlo alla nipote Natalia, la quale lo incorona e tutto ciò poi suscita la reazione improvvisa del giovane sonnambulo che dichiara il suo amore alla giovane, afferrandole il guanto. E’ un momento segnato da un intenso e vivo trasporto corporeo e visivo del giovane principe, ben espresso dall’interprete.
I membri della corte si ritirano e ciò che innesca il risveglio del principe, come segno di un viaggio interiore e certamente non consapevole, è il guanto di cui cerca di spiegare il possesso all’amico Hohenzollern, suo consigliere fedele.
L’allontanamento da questa situazione irreale, quasi a sancire un iniziale momento introspettivo del principe, quale essere umano con le sue debolezze, riconduce il giovane ai suoi doveri e ai preparativi della battaglia cui assiste, insieme agli altri ufficiali, distratto e confuso sino a quando non entra la giovane Natalia. Prima della partenza di Lei per un luogo sicuro, il principe è invaso da un sospetto che viene superato quando la giovane si accorge di non avere il guanto che le viene allora prontamente mostrato; lo riconoscerà immediatamente come proprio.
Intanto incalza la battaglia e la cavalleria prussiana, con la sua compattezza anche scenica dei singoli ufficiali, è pronta per intervenire e arginare l’avanzata del nemico che sta per conquistare nuove posizioni tra continui colpi di cannone. Senza esitare e forte della sua formazione militare, del potere come momento personale di gloria, con tono fermo e prepotente il protagonista impartisce agli ufficiali nuovi ordini per la battaglia, contravvenendo così all’ordine del sovrano di intervenire ad un segnale convenuto. La vittoria avvenuta conferma in parte la sua esaltazione, offuscata dalla notizia, poi smentita, della morte del sovrano. Un episodio questo che gli presenta l’occasione di dichiararsi a Natalia, per un senso di protezione ma anche per un sentimento forte di amore. Ma ben presto sopraggiunge la notizia che a morire non è stato il sovrano ma un suo scudiero. Di qui si sviluppa in modo più complesso la vicenda, ove confluirà il nucleo del dramma nell'intrecciarsi da un lato dell’insubordinazione condannabile e punibile per la legge marziale e dall'altro del favore di cui il principe aveva goduto fino a quel momento nonostante le sconfitte fatte subire nelle precedenti battaglie al sovrano.
Si innalzano la disperazione del principe ed il suo timore della morte, incarnati con drammatica incisività dall'ottimo Lorenzo Gleijeses che, illuminato dall’amore espresso a Natalia, è indotto a rivolgersi proprio a costei per richiedere l’intercessione con il sovrano per la sua grazia. Entra a pieno titolo la figura di una giovane Natalia, magnificamente portata in scena da Maria Alberta Navello, che non si nasconde dietro ad una leggerezza amorosa ma dimostra fermezza, decisione e amor patrio dinanzi al sovrano fiero dei valori, delle leggi e degli onori conseguiti dalla vittoria.
La determinazione del sovrano di applicare la condanna a tutti i costi, lo porta a far decidere il principe del suo stesso destino. Da cornice ci sono gli ufficiali uniti ai loro reggimenti che richiedono fermamente con una petizione di farlo assolvere dall’accusa e dalla morte imminente, confermandolo ancora come loro comandante. Nonostante il principe sia ora invece pronto a morire, é nuovamente il serto di alloro ad incoronarlo, non per l’eternità ma per una gloria terrena e confortata dalla mano e dal cuore della giovane Natalia.
A questo punto è importante affidare al simbolismo della nostra immaginazione e del nostro inconscio il limite dei nostri dissidi interiori. E’ necessario avvicinarsi ad un momento tragico per comprendere come non sia possibile raggiungere il potere in assoluto e controllare la propria affermazione senza considerare il nostro animo di sentimenti.

 

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, Roma
Per informazioni e prenotazioni: numero verde 800013616, biglietteria 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, giovedì 14 febbraio ore 16.45, domenica ore 16.45
Biglietti: platea € 32 (ridotto € 27), I balconata € 26 (ridotto € 22), II balconata € 21 (ridotto € 18), galleria € 15 (ridotto € 12)

 


Articolo di: Oriana Russo
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio Stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

 

 

 

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