Il Posto - Casa Boschi Di Stefano (Milano)

Scritto da  Domenica, 22 Maggio 2016 

La coppia formata da Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, il 15 e 16 maggio, ha offerto al pubblico del Teatro Elfo Puccini di Milano, una performance particolare inserita nel progetto “Il cielo non è un fondale - Il paesaggio protagonista”, ambientata in un appartamento privato. Si tratta di Casa Boschi Di Stefano, in via Jan, a Milano, donata al Comune nel 1974, assieme ad una parte della collezione d'arte, dal suo proprietario, l'ingegner Antonio Boschi. La drammaturgia, costruita su testimonianze e ricordi della coppia formata da Boschi e Marieda Di Stefano, scivola lieve tra le stanze, fino a fondersi con il luogo stesso.

 

IL POSTO
site-specific
all’interno del progetto “Il cielo non è un fondale - Il paesaggio protagonista”
una performance di e con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
collaborazione artistica di Rocco Manfredi
direzione tecnica Giulia Pastore
ideato e realizzato da Alberica Archinto e Rossella Tansini
con la collaborazione di Teatro Alkaest

 

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini continuano la loro ricerca della rappresentazione della quotidianità in una drammatizzazione teatrale che si perde nel reale, come il mare quando sconfina nell'orizzonte e riesce difficile trovare la linea di separazione. Questa volta hanno stupito il pubblico anche per la location: il bell'appartamento in via Jan, a Milano, costruito ed abitato in vita dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968), dove anche l' arredo sembra sottomesso alla ragione dell'arte, donato al Comune di Milano nel 1974 con circa trecento delle oltre duemila opere collezionate.

Il pubblico, una ventina di persone, sale le scale del bel palazzo costruito dal padre della sposa ed è accolto nell'appartamento da Daria Deflorian, che fa da padrona di casa. Le sedie sono disposte in salone, attorno alla poltrona un po' stinta che è stata dell'ingegner Boschi. É un'esperienza singolare, una sorta di sospensione temporale nell'intimità di questa casa che torna a vivere con le parole, i gesti, la complicità di Deflorian-Tagliarini.

La coppia si sposta, con leggerezza, padronanza, normalità, da una stanza all'altra, presa com'è da quelle piccole azioni del quotidiano, come mettere una collana, farsi il nodo alla cravatta, aprire al fattorino che consegna un nuovo quadro. Lui ingegnere brevettatore, pignolo, testardo, pronto ad interrompere sempre lei, bellissima, disordinata, con un caratteraccio.

Diversissimi, ma uniti però da una ricerca continua di quella linea di bellezza e grazia che si ritrova in tutte le opere, collezionate anche durante i tanti viaggi per il mondo; molte sono ancora lì, nello stesso posto scelto dagli antichi proprietari e, pur nella loro diversità, avvolgono gli spettatori, nella composizione unitaria voluta dalla coppia: dal quadro di Morandi, strappato dal cavalletto del pittore prima che questi lo terminasse, alla tela di De Chirico, sino alla pietra scura, trovata nel Lago di Costanza.

I due dialogano, in un'atmosfera lieve fatta di frammenti di realtà, di rimandi, di ricordi, di discorsi interrotti, di progetti per i prossimi viaggi. E intanto, nella credibile rappresentazione della quotidianità, sfila un'epoca, con i suoi artisti, come Fontana, Morandi, Sironi, ospiti regolari della casa Boschi Di Stefano, la guerra a causa della quale le tele erano state nascoste in un muro della casa di campagna, la vita di una coppia unita dalla grande passione per l'arte.

 

Fondazione Boschi Di Stefano - via Jan 15, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: domenica 15 e lunedì 16 maggio, ore 19:00, 20:15, 21:30
Biglietti: ingresso gratuito riservato a chi acquista un biglietto per uno degli altri spettacoli della rassegna previa prenotazione in cassa (massimo 30 spettatori per rappresentazione) - Per l'ingresso sarà sufficiente presentarsi mezz'ora prima dell'inizio, portando i biglietti utilizzati per lo spettacolo all'Elfo Puccini

Articolo di Raffaella Roversi
Grazie a Veronica Pitea, Ufficio Stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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