Il pomo della discordia - Teatro Diana (Napoli)

Scritto da  Sabato, 24 Febbraio 2018 

Dal 21 febbraio al 4 marzo. Carlo Buccirosso torna in scena al Teatro Diana con “Il pomo della discordia”, una commedia attualissima che analizza le dinamiche di una famiglia borghese posta di fronte alle sfide della modernità. Una riflessione umoristica sul tema dell’omosessualità, raccontato in chiave partenopea attraverso la gustosa comicità di Buccirosso.

 

Produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro presenta
IL POMO DELLA DISCORDIA
scritto e diretto da Carlo Buccirosso
con Carlo Buccirosso, Maria Nazionale, Monica Assante di Tatisso, Giordano Bassetti, Claudiafederica Petrella, Elvira Zingone, Matteo Tugnoli, Mauro de Palma, Peppe Miale e Fiorella Zullo
e con la partecipazione di Gino Monteleone
aiuto regia Martina Parisi
luci Francesco Adinolfi
scene Gilda Cerullo e Renato Lori
costumi Zaira De Vincentiis
musiche Sal Da Vinci

 

Il Teatro Diana torna ad ospitare, dopo una lunga tournée nazionale, lo spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Carlo Buccirosso, con al suo fianco la storica compagnia dell’attore e scrittore napoletano, e la presenza straordinaria di Maria Nazionale.

“Il pomo della discordia” affronta il delicatissimo tema dell’omosessualità, il quale, come viene affermato ironicamente durante lo spettacolo, vive di preconcetti e pregiudizi, talvolta anche all’inverso, che impediscono di chiarire in maniera evidente e netta alcune dinamiche ormai consolidatesi nella società moderna, ma che troppe persone giudicano latenti e di conseguenza non meritevoli di essere conosciute o discusse pubblicamente.

Lo spettacolo ruota intorno al giovane Achille (Giordano Bassetti), ragazzo gay proveniente da una famiglia napoletana benestante, che decide di farsi “smussare” il suo pomo d’Adamo, a suo dire eccessivamente sporgente. La semplice volontà del figlio di compiere questa operazione chirurgica condurrà il padre (Carlo Buccirosso) alla convinzione che questo rappresenti solo il primo passo del giovane ragazzo per un graduale cambio di sesso. Il giovane Achille viene però difeso in famiglia dalla sorella (Claudiafederica Petrella) e dalla madre (Maria Nazionale) che cercano di mettere il padre alle strette, affermando che l’elemento disgregatore degli equilibri familiari non è in realtà Achille, bensì il cocciuto padre che non esita a criticare in maniera manifesta tutte le scelte di vita del figlio.

La partitura teatrale viene impreziosita immergendo tali dinamiche familiari nell’atmosfera della festa di compleanno dello stesso Achille, alla quale presenzieranno alcuni suoi estrosi amici ed amiche, nonché il suo fidanzato. Ne scaturisce una commedia caratterizzata da una netta separazione tra il primo atto, più dichiaratamente comico, in cui trionfano gli stereotipi del padre nei confronti degli omosessuali, ed il secondo, maggiormente introspettivo, legato alla volontà del padre di conoscere questa realtà, con l’intento, se non di comprendere, quantomeno di giustificare alcune scelte del figlio.

Il notaio Tramontano, interpretato da Buccirosso, è un individuo omofobo e portatore di valori tradizionali della famiglia dai quali non riesce a separarsi, mostrandosi infastidito delle scelte di vita di Achille. La sfida di Buccirosso è proprio quella di illudere il pubblico, poiché, dopo aver impostato la parte iniziale della pièce su un tono denigratorio e discriminante verso l’omosessualità, stravolge completamente nella seconda parte gli equilibri iniziali, mostrando un vivo interesse a comprendere suo figlio, per tenere in vita l’ultima speranza che la sua famiglia gli dona per restare uniti.

Suggestive le scene di Gilda Cerullo e Renato Lori, insieme all’accurata scelta musicale di Sal Da Vinci. Convince inoltre l’interpretazione di Maria Nazionale, perfettamente calata nei panni di una madre comprensiva e vicina ai bisogni del figlio, nel delicato sforzo di fungere da mediatrice tra la modernità dei suoi figli ed il conservatorismo integralista di suo marito.

Una commedia che fa ben riflettere su un tema da troppi ritenuto (ingiustamente) tabù, che spiazza lo spettatore ma con garbo, diverte e tiene sulle spine, cercando di mostrare alla società come l’abbattimento delle discriminazioni non provochi l’ appiattimento dei valori morali ed etici, bensì un’estensione delle possibilità di conoscenza nonché una fonte inesorabile di arricchimento del proprio bagaglio di vita.

 

Teatro Diana - Via Luca Giordano 64, Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5567527 - 081/5784978
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18, lunedì riposo
Biglietti: martedì, mercoledì e giovedì: poltrona € 25 + € 3, poltroncina € 20 + € 3, galleria € 15 + € 2; venerdì, sabato e domenica: poltrona € 32 + € 3, poltroncina € 25 + € 3, galleria € 20 + € 2

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Foto di: Gilda Valenza
Grazie a: Claudia Mirra, Ufficio stampa Teatro Diana
Sul web: www.teatrodiana.it

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