Il Piccolo Principe - Barclays Teatro Nazionale (Milano)

Scritto da  Domenica, 20 Marzo 2016 

"Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry, la sua opera più famosa, forse una delle opere più lette a livello internazionale, favola per bambini ma testo inesauribile per ogni età e di grande attualità, torna - con l'adattamento e la regia di Chiara Noschese - e l’interpretazione di Salvatore Palombi, al Barclays Teatro Nazionale di Milano. Un’ora per tornare bambini e sognare nell’atmosfera incantata che l’uso del video e la tecnologia di un teatro per vocazione dedicato ai musical, aiutano a sentire. Un’interpretazione convincente, con quel tanto di interattività che cattura, senza allentare la poesia e la profondità di parole semplici ma intramontabili. Godibile e di grande cura nei costumi e nell'allestimento.

 

Barclays Teatro Nazionale presenta
IL PICCOLO PRINCIPE
adattamento e regia Chiara Noschese
regia associata Roberto Bani
con Salvatore Palombi - nella doppia veste di voce narrante e attore
musiche dei Pink Floyd
voce monologo finale Piccolo Principe Martino Forte

 

Non è una novità che le opere letterarie per bambini diventino l’occasione di spettacoli teatrali per tutti e così accade per "Il Piccolo Principe", l’opera più celebre di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicata in inglese e pochi giorni dopo in francese nel 1943, nell’infuriare della terribile seconda guerra mondiale che scombussolò l’Europa nel secolo scorso. Testo originariamente per bambini ed al contempo grande lezione di vita che non diventa mai catechismo, ma sottile iniziazione all’esistenza con un risvolto politico e sul valore dell’amicizia. Riascoltarlo stupisce sempre e la naturalezza, il garbo e l’ironia che contraddistinguono questa interpretazione, modernizzano, alleggeriscono senza snaturare le parole dello scrittore-aviatore al quale toccò la mala sorte di morire volando.

La storia è nota ma in questa chiave, forse per l’unico attore in scena, l’aviatore e il piccolo principe, che non si vede, si scambiano (nel gioco di voci e di parti), si intrecciano e ad un certo punto ci si domanda se non siano solo due volti dello stesso uomo e se il racconto non narri l’essere bambino che è in noi e la saggezza delle sue domande spericolate. La vicenda parla di un pilota che cade nel deserto col suo monoplano, si salva e incontra un bambino - il piccolo principe - che vive sull’asteroide B612 grande poco più del bambino stesso che, muovendo pochi passi con la propria sedia, riesce infatti a vedere tanti tramonti, uno di seguito all’altro… consolatori nei momenti in cui si è tristi. E’ il piccolo principe che si sente solo nel suo piccolo “paese”, e per questo va in cerca di un amico, a spiegare il senso della vita attraverso i suoi viaggi spaziali fra pianeti diversi e personaggi di ogni genere e tipo, prototipi dell’animo umano. E’ il caso dell’ubriacone che beve per la vergogna di bere, in un circolo vizioso, o del lampionario, l’unico che non pensa solo a se stesso ma agli altri, accendendo e spengendo l’unico lampione del suo piccolo pianeta il cui giorno dura solo un minuto.

Il libro, tradotto finora in 257 lingue e dialetti del mondo, ha venduto quasi quanto "Pinocchio", scritto a metà dell’Ottocento e considerato, dopo la Bibbia, il libro più venduto al mondo. E’ una miniera di saggezza spicciola che non dà soluzioni ma pone domande e insegna a ragionare sugli aspetti quotidiani del nostro vivere. Strepitosi gli episodi dell’incontro con il re, la rosa e la volpe, forse i più noti, e interessante anche la sintesi efficace che ne è stata fatta dallo spettacolo. L’idea è di Chiara Noschese, curatrice della regia e dell’adattamento, che ha scelto un solo attore per concentrare l’energia e l’emozione su un epicentro, interprete dei diversi personaggi e voce narrante ma anche intrattenitore del pubblico, garbato ed elegante nel porgersi verso la platea dei bambini.

Salvatore Palombi, cantante, attore, mattatore gentile, si porge ai piccoli in sala creando una sorta di gioco di teatro nel teatro, facendo immedesimare gli spettatori in superstiti o abitanti del deserto ai quali chiede realmente dell’acqua per dissetarsi o se qualcuno può aiutarlo a sciogliere la corda che gli si è stretta troppo intorno al collo, perché i legami si sa possono anche far soffrire fino a soffocare. In una forma garbata di intrattenimento scherzoso, ben modulata ed elegante, crea una sorta di atmosfera da concerto dove, come in una colonna sonora, i refrain sottolineano i passaggi più importanti dell’opera come l’arcinoto “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Il Barclays Teatro Nazionale, palcoscenico milanese nato per ospitare i musical, oggi tornato alla sua vocazione originaria, anche in termini tecnici funziona molto bene per questo genere di spettacolo. Curato l’allestimento sia nei costumi, sia nella scenografia delle luci e in particolare molto godibile e suggestivo l’uso dei video e anche dell’interattività legata ai video. Le immagini sulla grande saracinesca bianca, alternativamente schermo e porta-barriera che separa l’aviatore dal ritorno a casa, per aprirsi alla fine, nel volo libero, sono dell’illustratrice per l’infanzia Neva Chieregato. Le musiche dei Pink Floyd con arrangiamenti insoliti contribuiscono a coinvolgere lo spettatore. Forse è proprio l’intreccio tra la voce narrante e recitante e il gioco delle luci e delle atmosfere eteree a rendere lo spettacolo davvero prezioso ed originale.

 

Barclays Teatro Nazionale - Via Giordano Rota 1, 20145 Milano
Per informazioni e prenotazioni: info line pubblico 02/00640888 (dal mercoledì al sabato dalle 15.00 alle 18.00), ufficio prenotazioni scuole 02/00640835 - 02/00640859 (dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00)
Orario spettacoli: dal 31 gennaio al 28 febbraio, sabato e domenica ore 10.30, per le repliche scolastiche il mercoledì e giovedì sempre alle 10.30.
Biglietti: bambini € 12, adulti € 19, nonni accompagnati da almeno un bambino € 15.50

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Lia Chirici, Ufficio stampa Verbavolant
Sul web: www.teatronazionale.it

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