Il Penitente - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Giovedì, 09 Novembre 2017 

Da sempre abituato a portare in scena la contemporaneità, questa volta Luca Barbareschi si mette alla prova con «Il Penitente» di David Mamet, che verrà proposto sul palco del Teatro Eliseo fino al 26 novembre. Altri interpreti di questo lavoro impegnativo e ricco di sfaccettature, sono Lunetta Savino, Duccio Camerini e Massimo Reale.

 

Fondazione Campania dei Festival, Napoli Teatro Festival Italia, Teatro Eliseo presentano
IL PENITENTE
di David Mamet
con Lunetta Savino, Luca Barbareschi, Massimo Reale
e con Duccio Camerini
scene Tommaso Ferraresi
costumi Anna Coluccia
luci Iuraj Saleri
musiche Marco Zurzolo
suono Hubert Westkemper
video Claudio Cianfoni, Marco Tursi, Andrea Paolini
dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti
traduzione e regia Luca Barbareschi

 

È caleidoscopico, ambiguo, per alcuni versi spiazzante, pieno di risvolti, di messaggi e di sotto-tracce il nuovo spettacolo che Luca Barbareschi ha deciso di proporre sul palco dell’Eliseo. «Il Penitente», che ha debuttato martedì 7 novembre e sarà replicato fino al 26, è l’ultimo testo in ordine di tempo composto per il teatro da David Mamet. Il drammaturgo statunitense è particolarmente apprezzato dal direttore artistico della struttura di via Nazionale che per primo vanta il merito di averlo portato in Italia, nello specifico a partire dagli anni ’80, quando si è dedicato all’allestimento di «American Buffalo» e, successivamente, di «Glengarry Glenn Ross» e «Oleanna».

Quattro i personaggi, otto i quadri scenici lungo cui si articola l’intera rappresentazione, che comunque ruota sempre attorno alla figura dello psichiatra, ora in relazione con la moglie, ora con la pubblica accusa, ora con l’avvocato difensore. Dopo aver rifiutato di testimoniare a favore di un proprio paziente accusato di strage, la figura professionale del terapeuta Charles (Luca Barbareschi) viene sbattuta in prima pagina con la pesante accusa di omofobia. Così, quello che nasce apparentemente come un errore di battitura del titolista del giornale in questione diventerà il detonatore di una miccia incendiaria che devasterà tutto ciò che circonda il medico: lavoro, affetti, amicizie, rispettabilità. Nei confronti dell’uomo, moralmente integro ed irreprensibile per condotta, comincia una battaglia ad ampio raggio condotta dalla moglie Kath (Lunetta Savino), dall’avvocato Richard (Massimo Reale), dal Pm (Duccio Camerini) che, in modo differente, lo incalzeranno affinché ceda alle pressioni della gente, del telespettatore, del lettore, insomma di chi vuole sempre e comunque un capro espiatorio su cui riversare l’attenzione. Charles è sconfitto su tutta la linea: perde l’attività, la famiglia, la fiducia ed esce distrutto dalla vicenda.

La pièce, così come concepita e realizzata, è particolarmente interessante per la sua complessità e per la capacità di scardinare meccanismi innescati nell’ambito di una società fortemente alterata nei suoi equilibri, abile nel trasformarsi in branco velenoso che non concede appello pur di dare soddisfazione alla propria morbosità. Sotto accusa è la stampa che si fregia di pubblicare notizie tossiche, noncurante della deflagrazione che queste potrebbero avere sulla vita del singolo, sulla sua integrità individuale, sulla rete di relazioni in cui è inserito, sulla sua credibilità a livello professionale.

All’interno della partitura narrativa ogni elemento sembra avere la possibilità di cambiare prospettiva. Charles è l’uomo buono che rinuncia a tutto, arrivando a subire la demolizione della propria vita pur di mantenere fede al giuramento di Ippocrate. Ma è davvero innocente? Oppure c’è una qualche forma di errore, commesso in modo più o meno consapevole, nella sua condotta di psicoterapeuta? Naturale chiedersi poi se la moglie Kath, che diventa quasi uno specchio della devastazione psicologica provocata dalla situazione, è davvero leale fino in fondo al coniuge. È una persona che soffre, ma solo nelle ultime battute si riesce a capire completamente la ragione della sua lacerazione interiore. Altro tema di grande interesse è quello della relazione con la fede, frutto di una conversione adulta di cui il dottore è protagonista, elemento che fra i molteplici risvolti ha anche quello di essere l’esito di un percorso individuale e dunque non condiviso in un cammino di coppia. E, di conseguenza, elemento di parziale incomprensione. Il rapporto con la religione, già di per sé argomento complicato per qualunque soggetto che si trovi a compiere un cammino spirituale, è qui reso ancora più difficile da un contrasto dell’opinione ostentata rispetto a quella scritta nel testo sacro. E ci si chiede, allora, secondo quale legge - quella di Dio o quella della coscienza - deve rispondere l’uomo se i due dettami sono in dissonanza?

L’impianto scenografico di Tommaso Ferraresi è fisso e vicino al tavolo triangolare sovrastato da un cubo che irradia luce di colore diverso in funzione dell’interlocutore in scena, gravitano i personaggi, sempre presenti in ragione di due. Tutt’attorno, su schermi verticali e sui pannelli posti nei vari ordini delle balconate, vengono proiettate frasi che rimandano ad importanti casi di cronaca, ad eclatanti errori giudiziari e a versetti della Torah.

A dominare il palco è l’enorme parallelepipedo la cui variazione cromatica sembrerebbe richiamare i Cubi di Luscher dello psichiatra Luscher, mentre la base è caratterizzata dalla presenza di un tavolo trasparente triangolare i cui lati potrebbero evocare i tre ruoli del persecutore, della vittima e del salvatore, destinati a scivolare l’uno sull’altro come in un gioco di dissolvenze.

 

Teatro Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; mercoledì e domenica ore 17, primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16 e ore 20
Botteghino: lunedì ore 13/19 – dal martedì al sabato ore 10/20 – domenica ore 10/17
Biglietti: platea 40 € - I balconata 35 € - II balconata 27 € - III balconata 20 €
Durata spettacolo: 90 minuti (atto unico)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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