Il Padre - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Domenica, 13 Gennaio 2019 

Alessandro Haber è, insieme a Lucrezia Lante della Rovere, al Teatro Manzoni di Milano dal 10 al 27 gennaio, in uno spettacolo toccante, per certi versi anche “disturbante”: “Il Padre”, di Florian Zeller. Il drammaturgo francese, classe 1979, tra i più rappresentati in Francia e all'estero, si confronta qui con la via del tramonto e con il dissolversi della mente di un padre anziano, malato di Alzheimer. Malgrado il tema, la drammaturgia è ironica, sempre avvolta da umanità e pudore, mai patetica. Il Padre fa parte di una trilogia, insieme a "La Madre" e "Il Figlio".

 

Goldenart Production presenta
Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere in
IL PADRE
di Florian Zeller
e con Paolo Giovannucci, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris
regia Piero Maccarinelli
scene Gianluca Amodio
costumi Alessandro Lai
musiche Antonio Di Pofi
disegno luci Umile Vainieri

 

“Il Padre” è uno spettacolo toccante ma può risultare anche disturbante. Non c'è infatti distanza tra il pubblico e i personaggi. La drammaturgia di Zeller ingloba infatti da subito lo spettatore, lo confonde, lo spiazza, gli crea confusione. I personaggi si scambiano i ruoli, i polli arrosto appena acquistati evaporano, l'appartamento del padre diventa quello della figlia ma invece poi è l'istituto di cura.

Qualcuno può spazientirsi, sentirsi un po' preso in giro. C'è qualcosa che non torna, sembra che succedano cose antipatiche, che si perda la regia di quello che sta succedendo in scena.

Lo smarrimento del pubblico è in realtà quello del protagonista, un mirabile Haber, col piglio di quello che fu un ingegnere rinomato, un padre autoritario, autorevole e autoritario, ora però confrontato con lo sgretolarsi della memoria, con i suoi vuoti, i suoi miraggi. In scena indossa sempre un pigiama, come se la vita scorresse ormai altrove.

Lo incontriamo nella fase iniziale della sua malattia, con piccoli disturbi della memoria, alla ricerca perpetua del suo orologio, mentre il tempo si dilata in una dimensione surreale. Lo seguiamo nel suo lento decadere, nei suoi piccoli deliri talvolta comici, sino alla perdita totale di autonomia, quando confonde i luoghi, non riconosce più la figlia Anna ed aspetta l'altra figlia, dimenticando che è morta in un incidente.

Un re, che sta perdendo tutto.

Inizialmente ridiamo delle sue battute di spirito, dei suoi passi di danza tip tap, ma poi avvertiamo una fitta al cuore, quando lo smarrimento lo coglie.

È quando, per un attimo, percepisce di stare perdendo le facoltà mentali che lo legano alla realtà. Vediamo allora, sul volto di Haber, un che di terrificante: gli occhi persi nel vuoto, la bocca spalancata nel tentativo di urlare il dolore misto a paura, e quella smorfia della bocca dove la parola resta impastata, sospesa, incapace di essere collegata alla mente razionale e tradursi in un suono.

La regia di Piero Maccarinelli rispetta i vuoti della scrittura, specchio dei vuoti di memoria del protagonista, amplificati dalle musiche di Antonio Di Pofi.

Le frasi sono spezzate, come lo è la musica. La recitazione, su una scena chiara, procede per quadri brevi e interrotti da attimi di buio, perchè si è rotto qualcosa dentro. Non solo al padre, ma anche alla figlia Anna.

Lei fatica infatti a riconoscere la malattia del padre, a vederlo inerme come un bimbo piccolo, ad accettare che i ruoli genitore-figlio si invertano. Il dolore sembra talvolta paralizzarla. Dopo diversi naufragi sentimentali, deve ora decidere tra due grandi amori. E scegliere tra il padre e il suo nuovo uomo che vive in una città lontana, non è facile.

Lo spettacolo è, a mio avviso, da non perdere: Haber diventa nostro nonno, nostro padre. O la nostra fragilità, la proiezione delle nostre paure di invecchiare male con una malattia che corrode, trasforma, piega, insulta il corpo e l'intelligenza. E questo provoca sgomento, frustrazione, impotenza, umiliazione.

È qui che, nostro malgrado, scendono le lacrime.

 

Teatro Manzoni - Via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni : telefono 800914350, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20.45, domenica ore 15.30
Biglietti: poltronissima Prestige €35, poltronissima €32, poltrona €23, poltronissima under 26 €15.50

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Manola Sansalone, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

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