Il nostro amore schifo - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 03 Febbraio 2016 

Fino al 7 febbraio il Teatro dell’Orologio accompagna i suoi spettatori in un percorso monografico fra le opere dei giovanissimi Maniaci d’Amore, già noti al pubblico soprattutto per il cult "Il nostro amore schifo" che ha attraversato l’Italia con un centinaio di repliche. Lo spettacolo è parte della Trilogia del Gioco che, attraverso la "Biografia della peste" arriva al terzo lavoro della coppia di autori/attori: "Morsi a vuoto". Un titolo dissacrante, come dissacrante è lo spettacolo che porta in scena l’amore, il non-amore e il disamore di una coppia, dal primo incontro all’uscita di scena. Un testo reale più che realistico, crudo come solo il cinismo sa essere, ed esilarante come l’autoironia più vera.

 

Compagnia Maniaci d’Amore presenta
IL NOSTRO AMORE SCHIFO
di e con Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
regia Roberto Tarasco

 

I Maniaci d’Amore, al secolo la messinese Luciana Maniaci e il barese Francesco d’Amore, sono due trentenni del sud che, un bel giorno, si incontrano tra i corridoi della Scuola Holden di Torino e (fortuna nostra) decidono di fare dei loro cognomi un manifesto di drammaturgia, di formazione e arte scenica. "Il nostro amore schifo" è il loro primo lavoro, concepito nel 2010, che a tutt’oggi ha toccato più di cento piazze teatrali. Praticamente diventato un cult, riscuote ancora un meraviglioso successo questo proclama curioso e affascinante per il pubblico poco retorico.

Siamo invitati alla festa di compleanno di Carlotta, ragazzetta appariscente e disinibita, un po’ naif, alla quale hanno regalato “un pazzo”. E lei lo sa fin dall’inizio eh… che questo giovanotto colorato che parla come un romanzo surrealista e si muove come il protagonista di una slapstick comedy sicuramente non è proprio normale. Ma sa anche che staranno insieme “per sempre”. È deciso. Con dei nastri rossi lui la lega, mani e piedi, assoggettandola metaforicamente a un gioco irreale d’amore. Eppure c’è qualcosa di estremamente realistico nelle dinamiche esasperate di questa storia… qualcosa che ci fa ridere come se ci riconoscessimo.

Lei vuole i “per sempre”, lui solo i “per ora”, lei vorrebbe una casa, dei figli, la felicità della vita da famiglia del Mulino Bianco, lui immagina viaggi improbabili in America, una vita di non lavoro e un suicidio senza eredi. Più che di pessimismo si tratta di un’ipercoscienza dei limiti umani. Il “pazzo” rende omaggio alla sua donna esaltandone gli organi interni, puliti e sani, e lei la apprezza come una dichiarazione d’amore eterno. Sono spietati questi due, bestie del nuovo millennio addestrate al cinismo più bieco. Anche Carlotta, che sembra all’inizio un’ingenua bambolina, diventa a tratti di una crudeltà disarmante.

Scena dopo scena vediamo evolversi velocissimamente questo nostro amore schifo, e il trascorrere del tempo è scandito dall’affilamento delle lingue spedite e da uno scambio di ruoli all’inizio appena percettibile. Mentre il Pazzo si fa convincere alle presentazioni ufficiali di famiglia, Carlotta si comincia a chiedere: “ma quand’è che ti ammazzi?”. Tanto basta una lampadina sbriciolata e mangiata dentro una torta ad ammazzarsi, per morire basta quello che hai a casa. Poi invece di morti ce n’è altre, morti che sempre di più fanno della nostra coppia un duetto di mostri a più teste, atroci con se stessi e con gli altri. Il loro essere completamente sopra le righe, inaspettatamente, ce li fa sentire comunque simili, vicini, nostri doppi.

In te c’è qualcosa che non va
Per il fatto che pensi che in me ci sia qualcosa che non va
Per il fatto che cerco di aiutarti a vedere, non perseguitandoti, che c’è in te qualcosa che non va
Per il fatto che pensi che in me ci sia qualcosa che non va
Per il fatto che cerco di aiutarti a vedere
Non perseguitandoti
che c’è in te qualcosa che non va…

Uno dei Nodi di Laing, un nodo cruciale di troppi rapporti amorosi, un mantra che Carlotta trasferisce nella mente dell’uomo che sa, adesso, di aver qualcosa che non va. Come degli spiriti in pena, le anime taglienti dei due si travasano l’una nell’altra facendo del carnefice iniziale una vittima plagiata.

Basta poco per raccontare una casa: un tavolo, delle sedie, la farina e l’acqua per una torta. Basta ancor meno per raccontare la vecchiaia: un po’ di bianco sui capelli, una donna disillusa e triste, un uomo inetto che minaccia un tradimento. L’autodistruzione è anche distruzione dell’altro, ma la magia di questo testo e della regia di Roberto Tarasco, sta nel rendere plausibile il sezionamento crudelissimo e spietato di un sentimento per definizione “alto”. Qui di alto c’è solo il vaneggiamento di due folli che ci fanno piegare in due dalle risate, ma la cui somiglianza con noi stessi lascia un amaro che non va via.

Luciana Maniaci è un’attrice che sorprende passo passo e che, nell’arco di soli sessanta minuti, convince completamente il pubblico che ne segue ogni variazione come se la conoscesse da sempre. Straordinaria la scoperta di Francesco d’Amore come un istrionico capo comico, quasi un giullare saggio che ha un po’ del grillo parlante di Woody Allen e un po’ del cinismo agghiacciante della drammaturgia più contemporanea.

La commedia che la coppia porta in scena tiene sull’attenti un pubblico che vuole ridere di sé e allo stesso tempo compiangersi miseramente della riproducibilità da cliché dei rapporti umani. Usciti dalla sala, si vorrebbe correre a vedere cos’altro possano aver partorito queste bellissime e giovani promesse del nuovo teatro.

 

TRILOGIA DEL GIOCO - MANIACI D’AMORE
IL NOSTRO AMORE SCHIFO > dal 29 al 31 gennaio 2016
BIOGRAFIA DELLA PESTE > dal 2 al 4 febbraio 2016
MORSI A VUOTO > dal 5 al 7 febbraio 2016

 

Teatro dell'Orologio (Sala Gassman) - via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario biglietteria: dal lunedì al venerdì ore 11/19
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20, domenica ore 17
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro (under25, over65, studenti universitari, tesserati bibliocard, arci, metrebus card), gruppi superiori a 5 persone 10 euro (prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Under 25 Days (martedì e mercoledì) 8 euro, Scuole di teatro convenzionate 8 euro (prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) - Tessera associativa stagionale 3 euro

Articolo di: Lou Andrea Dell'Utri Vizzini
Grazie a: Stefania D'Orazio, Ufficio stampa Teatro dell'Orologio
Sul web: www.teatroorologio.com

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