Il nipote di Wittgenstein - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Sabato, 07 Dicembre 2019 

Dal 27 novembre al 22 dicembre, Umberto Orsini si cimenta al Piccolo Teatro Grassi con uno dei testi che maggiormente gli stringe la gola, che più lo porta a commozione: “Il nipote di Wittgenstein”, tratto dal romanzo dello scrittore austriaco Thomas Bernhard, la storia di un’amicizia.

 

Produzione Compagnia Umberto Orsini presenta
IL NIPOTE DI WITTGENSTEIN
Storia di un’amicizia
di Thomas Bernhard
traduzione Renata Colorni
adattamento e regia Patrick Guinand
scene Jean Bauer
con Umberto Orsini
e con Elisabetta Piccolomini

 

Uno spaccato di casa di campagna. Una campagna da borghese, tirata a puntino dalla governante, figura femminile in nero, quasi austera, che per nulla al mondo lascerà quella finestra aperta e quell’angolo di parquet sporco! L’unica figura femminile in scena, o meglio, l’unica altra figura in scena. Una figura silenziosa, partecipa al racconto di questa storia con piccoli gesti d’accortezza ed eleganza e con altri di austera volontà.

Elisabetta Piccolomini è questa figura in nero, apre il grande armadio a parete bianco, due camicie ben stirate, un paio di frak, eccoli stesi sul divano. Si vede, lei conosce i suoi gusti. Due paia di scarpe, uno nero e uno marrone, scarpe che lui non indosserà, intento come sarà a raccontare la sua storia mentre pulisce la corda di violino.

Una storia, quella raccontata da Umberto Orsini, che pare ripetere da millenni e per quegli stessi millenni lei, la figura in nero, ha ascoltato sempre; preoccupandosi solo di chiudere quella finestra, temendo solo che, in preda ad un impeto di lutto non ancora digerito, lui possa buttarsi giù.

La storia che dalla voce calda di Orsini prende forma è la storia di un’amicizia fra due pazzi. Due pazzie differenti per due uomini differenti. Thomas dalla pazzia non si è mai fatto dominare; invece, il suo amico, quel folle del nipote del filosofo Ludwig, dalla pazzia s’è fatto sconquassare. Fino a non vederci più. Thomas ha saputo imparare anche dalla sua tisi oltre che dalla pazzia; il suo amico, quello di cui adesso canta aneddoti e lodi, non ha voluto. Ha voluto godersela.

La musica classica i due la ascoltavano in silenzio. Delle mille promesse e dei mille progetti, qualcuno solo si è mantenuto, come in tutte le autentiche amicizie, quando non c’è bisogno né di parlare troppo né di promettersi troppo. La cruda verità era la consuetudine tra i due, le lingue lunghe dell’ipocrisia tagliate e poste sul banco della sincerità fraterna.

Non c’è modo di raccontare l’amicizia di qualcun altro, si deve stare seduti sulle poltrone del Piccolo Teatro Grassi e si deve ascoltare una storia vecchia, che puzza anche un po’ di ego borghese di secoli passati, ma forse questa muffa ha ancora qualcosa da risvegliare. L’Amicizia, quella vera, quella per cui se l’altro muore io non sono più lo stesso. Sono un vecchio in vestaglia che ripercorre anni passati e cerca, sotto gli angoli, quel pezzo di se stesso che quell’altro si è portato nella tomba.

 

Piccolo Teatro Grassi - Via Rovello 2 (M1 Cordusio), Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 02/42411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea intero € 33, ridotto giovani e anziani (under 26 e over 65) € 21; balconata intero € 26, ridotto giovani e anziani (under 26 over 65) € 18
Durata spettacolo : 1 ora e 20 minuti, senza intervallo

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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