Il mondo non mi deve nulla - Teatro Golden (Roma)

Scritto da  Sabato, 03 Febbraio 2018 

Dal 23 gennaio all’11 febbraio. In scena si fronteggiano in un duello avvincente due personaggi, un uomo e una donna, che apparentemente non hanno nulla in comune. Lui pensa di amare la vita, ma scopre che non l’ha mai veramente vissuta fino al momento in cui incontra lei. Lei è una donna che odia la vita perché ha vissuto immersa nell’ipocrisia e nella menzogna, e dalla vita non si aspetta più nulla. “Il mondo non mi deve nulla” porta in scena un testo a firma di Massimo Carlotto, maestro del noir, che racconta, con toni agrodolci, un complesso dramma esistenziale, avvalendosi della toccante interpretazione di due attori di grande spessore come Pamela Villoresi e Claudio Casadio, diretti con mano felice da Francesco Zecca.

 

Produzione Teatro e Società e Accademia Perduta Romagna Teatri presentano
IL MONDO NON MI DEVE NULLA
di Massimo Carlotto
regia Francesco Zecca
con Pamela Villoresi e Claudio Casadio
scene Gianluca Amodio
grafica Laura Riccioli
disegno luci Alberto Biondi
costumi Lucia Mariani

 

I due personaggi in scena danno voce a due mondi antitetici, emblematici di un mondo in crisi sociale ed economica, che, pur provenendo da percorsi e scelte opposte, fatalmente s’incontrano, come dice uno dei protagonisti, “per un accanimento del destino”.

Adelmo è un ladro che, girovagando a Rimini di notte, non si lascia sfuggire l’occasione di entrare in una casa elegante, attraverso una finestra lasciata imprudentemente aperta. Nell’appartamento buio, mentre cerca di arraffare l’argenteria, si accorge spaventato della presenza di Lise, la raffinata padrona di casa, la quale lo invita a derubarla tranquillamente e gli offre persino dell’Armagnac.

Adelmo è in realtà un povero diavolo, che rubacchia per sopravvivere dopo essere stato licenziato dalla fabbrica. Si accontenta di sbarcare il lunario, non farebbe male a una mosca e trovando qualcuno in casa la sua reazione più logica in un primo momento è la fuga, ma il comportamento di Lise lo disorienta e lo seduce.

La donna è chiaramente una signora di classe, ancora bella nonostante l’età, ex croupier, nata a Vienna e vissuta sulle navi da crociera, ambiente falso e anaffettivo, dove ha avuto molti uomini. L’unico vero amore è stato però Fernando, il ballerino di mambo che ha seguito proprio lì, a Rimini, dove poi è rimasta sola e si trascina ormai stanca e disgustata della vita. Rimasta quasi senza soldi per una truffa bancaria, offre ad Adelmo l’ultimo gruzzolo di denaro per farsi regalare una morte dolce sul suo divano di casa, facendosi strangolare da una sciarpa rossa che aspetta solo due mani vigorose che la stringano.

Il piano drammaturgico mostra progressivamente i due protagonisti poco convincenti nei rispettivi ruoli iniziali di criminale e di vittima, rivelando la dolente solitudine che è stata la cifra della loro esistenza. Ci sono incontri che possono metterci in contatto con la parte più vera e intima di noi stessi e così, infatti, accade ad Adelmo e Lise: il dialogo tra i due si fa sempre più intimo, passa dalla diffidenza alla contrattazione alla schermaglia, in un gioco a rimpiattino che non finisce mai e diventa struggente e malinconico, in un tourbillon di realtà e immaginazione.

Per il “rozzo” Adelmo, che vive di espedienti, eterno fidanzato con la scialba Carlina, pratica e calcolatrice, il rapporto con una donna, per la prima volta nella vita, assume i connotati della passione e si trasforma ben presto in vero e proprio sentimento. Per la disillusa Lise diventa sempre più difficile perseguire il suo obiettivo, trascinata in un rapporto sentimentale che però rifugge.

La regia ben puntella quest’altalena di emozioni con citazioni felliniane e stupende grafiche proiettate sul velario, che creano un’atmosfera onirica ed intervallano le varie scene con immagini pittoriche raffinate.

Claudio Casadio, perfetto con il suo accento romagnolo, è a suo agio nei panni di Adelmo, uomo rozzo nei modi ma sensibile nell’animo che, innamorandosi, ritroverà se stesso. Pamela Villoresi dà vita a una splendida e bizzarra donna fatale, incantatrice quasi riluttante, una Jessica Rabbit con il plus della maturità, e gioca con le profondità della sua voce (cui aggiunge il vezzo dell’accento tedesco, che le perviene da parte di madre) passando dai toni sensuali di ammaliatrice a quelli taglienti e inflessibili di cinica artefice del proprio destino.

L’atmosfera decadente è accentuata dalla scenografia giocata sui velluti rossi e specchiere del salotto di Lise e impreziosita dai costumi pieni di sex appeal di Pamela Villoresi, come abiti eleganti e vestaglie, che ammiccano alla passata mondanità.

La regia di Francesco Zecca non rinuncia a riferimenti di attualità, come ad esempio la crisi economica, la ludopatia e lo strapotere bancario, affidati a brevi monologhi e fuoriscena, ma non mancano alcuni sprazzi di comicità, come le telefonate insistenti della Carlina durante il furto, per accertarsi dell’andamento degli “affari”.

La pièce si conclude con il gran rifiuto e la fuga, questa volta vera, di Adelmo, che s’imbarcherà come marinaio. Il “contratto” sarà alla fine onorato dalla Carlina, che intascherà il premio promesso e Lise morirà come desiderava: la vediamo un’ultima volta, in una bellissima immagine proiettata sul velario, con la sua sciarpa rossa svolazzante al collo, che si libra verso il cielo.

 

Teatro Golden - Via Taranto 36, 00182 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/70493826, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì e mercoledì riposo
Biglietti: intero € 26 (+ 4 diritto di prevendita), ridotto € 22 (+ € 3 diritto di prevendita)

Articolo di: Rosanna Saracino
Foto di: Federico Riva
Grazie a: Daria Delfino, Ufficio stampa Teatro Golden
Sul web: www.teatrogolden.it

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