Il Mistero del Calzino Bucato - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Andrea Cova Martedì, 15 Dicembre 2009 
il mistero del calzino bucato

Dall’8 al 20 dicembre 2009. Un misterioso ed efferato omicidio perpetrato in una lussuosa magione della campagna londinese è la miccia che innesca un interminabile quanto esplosivo tripudio di esilaranti gag, poliedrica comicità e spassosi equivoci. Dopo i travolgenti successi riscossi negli anni passati al Teatro Italia, al Teatro Sette e alla Sala Ridotto del Brancaccio, “Il mistero del calzino bucato” di Marco Zadra conquista ed appassiona la platea dello storico Teatro Ghione. Due ore di assoluta e piacevolissima spensieratezza.

 

Teatro Ghione

8-20 dicembre 2009

Teatro della Città s.r.l presenta

IL MISTERO DEL CALZINO BUCATO

Scritto e diretto da Marco Zadra

Con Marco Morandi, Marco Spampy, Claudia Campagnola, Morgana Giovannetti, Antonella Salerno, Claudia Clerici, Giancarlo Porcari, Giorgia Guerra, Francesca Baragli, Tiko Rossi Vairo, Stefano Micchia e Alessandro Frittella

Al pianoforte Fabrizio Siciliano

 

Per chi ancora non avesse avuto l’occasione di conoscere l’originalissimo ed effervescente estro comico di Marco Zadra, lo spettacolo attualmente in scena al Ghione rappresenta un’occasione realmente imperdibile e siamo pronti a scommettere che non si potrà in alcun modo restare delusi. La sua ispirazione coniuga tradizione italiana ed influenze mitteleuropee, come d’altro canto è del tutto naturale che accada vista la sua condizione di figlio d’arte (il padre era il celebre pianista italo-argentino Fausto Zadra mentre la madre è la belga Marie Louise Bastyns, anche lei pianista di fama internazionale) vissuto per lunghi periodi all’estero per seguire le tourneè dei genitori. Questa esperienza esistenziale ha indubbiamente arricchito il suo patrimonio sia umano che artistico, portandolo a collaborare in numerose occasioni con Gigi Proietti, l’istrionico mattatore che lo ha scoperto, e a scrivere spettacoli (tra cui il memorabile ed acclamatissimo “Zadriskie Point”) che negli ultimi anni hanno letteralmente sbancato i botteghini romani. Le pièce teatrali che portano la sua firma sono difatti caratterizzate da una preziosa e personalissima miscela di ingegno creativo, imprevedibili colpi di scena, sorprendenti citazioni cinematografiche e bizzarri e divertentissimi personaggi interpretati da attori di indubbio spessore recitativo, orchestrati da una rara ed impeccabile direzione registica. Ingredienti questi che hanno decretato negli ultimi anni un successo sempre crescente della compagnia Teatro della Città di cui Zadra costituisce la punta di diamante ed il trascinante spirito animatore. Tutto questo sino ad approdare al prestigioso traguardo rappresentato dal palcoscenico del Teatro Ghione, peraltro in prossimità del propizio periodo delle festività natalizie, in cui gli estimatori della recitazione di buona qualità o coloro che desiderano semplicemente trascorrere una serata di svago intelligente ed allegro affollano con particolare entusiasmo le platee teatrali.

Sebbene “Il mistero del calzino bucato” sia stato scritto ormai più di quindici anni fa, lo smalto brillante ed irresistibile di questa divertentissima commedia non è stato in alcun modo intaccato dal tempo. La trama ricalca alcuni dei topoi classici della letteratura noir e poliziesca moderna, rivisitati ovviamente in una chiave umoristica, burlesca e dissacrante: in una sontuosa dimora inglese il ricchissimo ed anziano Lord Timothy Pinkerton viene assassinato e l’unico indizio lasciato sul luogo del delitto è proprio l’arma con cui è stato commesso l’efferato omicidio, niente meno che un inquietante calzino destro bucato in corrispondenza del ditone; le indagini del detective Pendleton e del suo fidato collaboratore Fish ovviamente si concentrano immediatamente sui due nipoti del padrone di casa, i quali saranno con tutta probabilità gli eredi di questo immenso patrimonio. Bisognerà attendere il termine della rappresentazione perché i nodi arrivino al pettine, ma tutto sommato questo è di secondaria importanza. Questo avvincente intreccio narrativo è infatti solamente un originale e riuscitissimo pretesto per snocciolare una sequenza inarrestabile di esilaranti battute, dialoghi ironici e spiritosi, un divertissement al fulmicotone che non concede un istante di tregua allo spettatore, che viene continuamente sollecitato da imprevedibili sorprese e non può fare a meno di ridere a crepapelle per l’intera durata dello spettacolo.

Il punto di forza indiscutibile di questa brillante commedia è da rintracciare nello scoppiettante cast di attori che, grazie alla perfetta sintonia tra loro decisamente evidente, riesce a rendere armonica e godibile la frenetica interazione che vede coinvolti i quattordici stravaganti personaggi simultamente in scena: i tre protagonisti indiscussi della pièce sono il bizzarro, astuto e privo di scrupoli nipote di Lord Pinkerton (interpretato da un irrefrenabile, energico, vitale e simpaticissimo Marco Morandi), il maggiordomo suo braccio destro, inesauribile fonte di spassosissime battute e complice ideale di tutte le malefatte da lui ordite (ne veste i panni lo stesso poliedrico autore e regista Marco Zadra) e l’investigatore Pendleton, a dir poco pasticcione e bislacco negli innumerevoli travestimenti escogitati per individuare il pericoloso assassino (perfetto Marco Spampy in questo ruolo grazie alla sua naturale solarità e a quell’aria bonaria che ben poco ha a che spartire con l’algido e meticoloso incarico investigativo che dovrebbe portare a termine). Attorno a questi tre effervescenti animali da palcoscenico un coro di altri personaggi, incisive caricature dei più comuni vizi e debolezze umani: dalla cameriera assolutamente poco british, godereccia amante dei cibi golosi e dei piaceri del materasso e capace di incenerire chiunque con battute taglienti come rasoi o semplici occhiate furenti, al pianista cieco e impacciato, dalle vecchie zie piuttosto arteriosclerotiche una delle quali sarà preda di un’inquietante quanto buffa possessione demoniaca sino alla ben poco attraente giovane moglie del nipote di John Pinkerton, non a caso definita “il sorcio”, per concludere con un sacerdote continuamente soggetto a devastanti problemi intestinali. In poche parole una vera e propria baraonda di buonumore e allegria! Se poi si aggiungono a questa miscela esplosiva anche una regia capace di coniugare minuziosa attenzione ai dettagli e un dinamismo fresco ed esuberante, una scenografia curatissima che avvolge lo spettatore proiettandolo immediatamente nei luoghi teatro della narrazione ed alcuni semplici ma sorprendenti effetti speciali si potrà facilmente comprendere il successo duraturo che ha arriso a questo delizioso spettacolo teatrale. Una menzione particolare va riservata al secondo atto con una cerimonia funebre in onore dello zio defunto che sconfina nel pure delirio di un canto corale che spazia dalla tradizione popolare sarda a “Novembre” di Giusy Ferreri, da brani classici del repertorio jazz-swing ad un gospel trascinante, sino all’immortale “mazzolin di fiori che vien dalla montagna”.

Spiazzante, originale, coraggioso, a tratti demenziale, mai volgare ma sempre imprevedibile: queste le doti di un calzino bucato che proprio non sa smettere di divertire le platee italiane. Non lasciatevelo sfuggire al Teatro Ghione, garantisco che uscirete dal teatro con un sorriso indelebile stampato in volto.

 

Teatro Ghione – via delle Fornaci 27, Roma

Per informazioni: telefono 06/6372294, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00

Biglietti: €22,00 platea intero, €18,00 platea ridotto, €18,00 galleria, €16,00 galleria ridotto (più 2€ di prevendita)

Orario botteghino: dal martedì al sabato ore 10.30-13.00 e 16.00-19.00

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio Stampa Teatro Ghione

Sul web: www.teatroghione.it

 

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