Il Mercante di Venezia - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Domenica, 17 Dicembre 2017 

Da giovedì 14 a domenica 17 dicembre il Teatro Carcano di Milano ha ospitato “Il Mercante di Venezia”, l’ultimo spettacolo di Tournée da Bar, una giovane e innovativa start up culturale che mira a portare i grandi classici del teatro in luoghi che teatri non sono. Lo scopo di questa iniziativa, che ha compiuto i sei anni d’età ed è ormai nota al pubblico meneghino, è allargare il bacino d’utenza dei teatri e creare un nuovo modello di diffusione culturale. Come spiega l’ideatore e project manager Davide Lorenzo Palla: “Noi crediamo che in questo periodo storico un rilancio culturale che possa ripartire dal basso sia di fondamentale importanza. Per questo abbiamo deciso di immaginare prima, e di realizzare poi, un teatro che ritrova le proprie radici e funzioni originarie in mezzo alla gente. Un teatro che si sposta al bar per riportare l’attenzione della comunità all’amore per l’arte e la cultura”.

 

Produzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano presenta
IL MERCANTE DI VENEZIA
da William Shakespeare
con gli affettuosi consigli di Moni Ovadia
con Davide Lorenzo Palla
musiche e accompagnamento dal vivo Tiziano Cannas Aghedu
scenografia Guido Buganza
luci Salvo Manganaro
costumi Anna Coluccia
progetto artistico Tournée da Bar
regia Riccardo Mallus

 

Dopo essersi cimentata con “Otello” e “Amleto”, Tournée da Bar porta in scena “Il Mercante di Venezia*”, rileggendolo e rielaborandolo in modo che diventi la ballata di un cantastorie o - e mai termine fu più appropriato - di un bardo.

La storia si svolge nella Serenissima Repubblica di Venezia nel Cinquecento, epoca di ricchezze, commerci, grossi rischi e violenza. Il gentiluomo Bassanio desidera ottenere la mano della bella ereditiera Porzia e chiede dunque tremila ducati in prestito al suo più grande amico, Antonio, il mercante più rispettato di Venezia. Antonio non possiede sfortunatamente la somma richiesta dall’amico, perché ha investito tutte le sue liquidità sulle sue navi, che al momento si trovano in mare. Accetta, però, di farsi garante di un prestito presso l’usuraio ebreo più noto del ghetto: Shylock, che odia, ricambiato, i cristiani e soprattutto Antonio, perché non solo egli lo deride e lo insulta, ma presta denaro senza chiedere nulla in cambio, abbassandone così il tasso di interesse. Anche se le premesse non sono incoraggianti per gli affari, Shylock decide di prestare la somma richiesta, a patto che, se Antonio non riuscirà a ripagarla al termine dei tre mesi dalla stipula del contratto, egli avrà diritto a una libbra della carne del veneziano, da prelevare dal punto che più gli piacerà. Nessuno prende sul serio questa clausola, né Bassanio che va a vincere la mano della sua bella né tantomeno Antonio, ma allo scadere del trimestre le sue navi sono disperse in mare e lui si trova non in grado di pagare l’ebreo. Shylock, allora, pretende dal Doge che il contratto venga rispettato e il sovrano di Venezia non può che arrendersi alle insistenze dell’ebreo, giacché un rifiuto significherebbe contravvenire alle leggi di Venezia stessa. Shylock sta dunque per avere la sua vendetta su Antonio e sui cristiani tutti, ma improvvisamente si palesa un giovane avvocato, che altro non è che Porzia, giunta a Venezia sotto mentite spoglie per salvare l’amico del suo novello marito superando l’ebreo in scaltrezza. Shylock, battuto su tutti i fronti, finisce in miseria ed è costretto a convertirsi al cristianesimo.

La rappresentazione di Tournée da Bar, per la regia di Riccardo Mallus, mette al centro di una commedia che in realtà non ha un unico protagonista proprio il personaggio più bistrattato di tutti, ovvero Shylock, la cui figura è stata rivalutata solo nel corso del Novecento*. L’usuraio dipinto da Davide Palla non è solo un carnefice che si trasforma in vittima, ma un uomo in realtà nato vittima (delle angherie dei cristiani) che coglie l’occasione per vendicarsi del trattamento inumano che lui e la sua gente hanno subito e continuano a subire.

I due performer - il polistrumentista sardo Tiziano Cannas Aghedu e l’attore Davide Lorenzo Palla - si trovano su una scena scura, dominata dalla mappa della Venezia Cinquecentesca, e danno subito inizio al loro spettacolo coinvolgendo il pubblico, quasi a volerlo includere nel loro personale gioco di ruoli. Accompagnato dalle musiche di Aghedu, Palla tenta di reggere sulle sue spalle l’intero impianto narrativo del dramma shakespeariano, interpretando di volta in volta tutti i personaggi che hanno voce nell’opera teatrale, discostandosi molto dal testo del poeta e drammaturgo inglese, di cui compaiono invero pochi tra gli stralci più famosi. Riassumendo i cinque atti de “Il Mercante di Venezia” l’attore non manca, poi, di fornire al suo spettatore alcuni aneddoti sulla Venezia del Cinquecento come l’elezione del Doge, o l’origine della parola “ghetto”. Oltre che essere la prova del grande lavoro di ricerca dietro allo spettacolo vero e proprio – lavoro che peraltro è sostenuto da Moni Ovadia, Shaul Bassi, Alberto Toso Fei e dalla Fondazione Giorgio Cini -, l’inserimento di queste curiosità offre un vero e proprio spaccato della vita della Serenissima ai tempi in cui William Shakespeare l’ha dipinta e aiuta indiscutibilmente il pubblico a immergersi nel dettagliato quadro storico fornito durante lo spettacolo.

Davide Lorenzo Palla, cantastorie della serata, racconta la sua commedia mantenendo un ritmo serrato e un entusiasmo a volte travolgente, che però in alcuni momenti rischia di essere eccessivo. Alla luce dello scopo di Tournée da Bar il discostamento dal testo originale è comprensibile e ammirabile, anche se questo rischia di diminuire il pathos della vicenda pur nei momenti più celebri (mai Se ci pungete, non sanguiniamo?* fece meno battere il cuore). Sarà interessante vedere se, per così dire, il gioco varrà la candela e l’amore per il teatro tornerà a espandersi.

 

Note:
Il Mercante di Venezia: Commedia in 5 atti scritta da William Shakespeare tra il 1596 e il 1598 riprendendo la novella italiana Il Giannetto (circa 1300). La classificazione dell’opera in commedia sottende il lieto fine della vicenda.
Shylock… Novecento: L’antisemitismo era sentito all’epoca di Shakespeare così come in quelle successive e il pubblico non si dispiaceva affatto per la sorte avversa di Shylock, la cui figura fu utilizzata anche dalla propaganda nazista.
Se ci pungete, non sanguiniamo?: celeberrimo stralcio del discorso che Shylock pronuncia nel terzo atto, scena prima, in cui chiede retoricamente in che cosa un ebreo sia inferiore a un cristiano: non sono forse entrambi esseri umani?

 

Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giovedì 14 e sabato 16/12 ore 20.30, venerdì 15/12 ore 19.30, domenica 17/12 ore 16
Biglietti: posto unico € 18, ridotto over 65 € 15, ridotto under 26 € 13.50

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

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