Il marito di mio figlio - Teatro Parioli Peppino de Filippo (Roma)

Scritto da  Giovedì, 10 Gennaio 2013 

Per iniziare il nuovo anno all’insegna del divertimento, condito da una garbata ed intelligente nota riflessiva, il Teatro Parioli accoglie il suo pubblico con la piacevolissima pièce scritta e diretta da Daniele Falleri “Il marito di mio figlio” che rimarrà in scena fino al 13 gennaio. A dare vita a questa esilarante commedia un cast di eccezione costituito da Andrea Roncato, Monica Scattini, Pia Engleberth, Roberta Giarrusso, Pietro De Silva, Ludovico Fremont e Domenico Balsamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Due della Città del Sole presentano
IL MARITO DI MIO FIGLIO
di Daniele Falleri
con Andrea Roncato, Monica Scattini, Pia Engleberth, Roberta Giarrusso, Pietro De Silva, Ludovico Fremont e Domenico Balsamo
regia di Daniele Falleri

 

 

Il tema affrontato è tanto attuale quanto ancora foriero di tabù: il matrimonio gay. Del resto l’autore e regista Daniele Falleri non è nuovo a certi temi avendo in altre circostanze affrontato con impareggiabile delicatezza ed intelligenza temi analoghi come quelli relativi ai fenomeni del gender in “Benzina”, tratto dal romanzo di Elena Stancanelli, senza dimenticare “Sulle spine” e “Oddio mamma!” con Franca Valeri e Urbano Barberini. Tuttavia, come lo stesso autore tiene a sottolineare, questo lavoro drammaturgico “non vuole essere un manifesto brillante che fa l’elogio delle unioni omosessuali e tanto meno una commedia di propaganda in tema di matrimoni tra persone dello stesso sesso”.
La trama ruota intorno alla storia d’amore di Giorgino e Michele che, alla vigilia del loro matrimonio, vengono assaliti da uno scrupolo di coscienza e decidono di condividere la loro scelta con i genitori ancora ignari. Ovviamente la rivelazione della loro omosessualità genererà nei familiari un effetto a catena incontrollato, le cui conseguenze per certi versi andranno ben oltre l’immaginazione degli stessi futuri sposi. Tra queste c’è la momentanea sospensione delle nozze, ma a ben vedere gli effetti maggiori si avranno sugli equilibri precari di tutti i componenti delle due famiglie che si dovranno inaspettatamente confrontare con identità confuse, amanti imprevisti, relazioni segrete.
Infatti, più che sulla scelta dei due giovani, l’attenzione dell’autore si sposta in modo arguto e sagace sugli effetti deflagranti generati sul nucleo familiare, minando irreversibilmente i suoi apparentemente solidi rapporti fondati su una ipocrisia di facciata, espressione distorta di una società malata. Le famiglie dovranno confrontarsi con i loro fantasmi rinchiusi nella coscienza silenziata da un conformismo bieco ed oppressivo, che li obbligano a vivere un'esistenza fatta di bugie angoscianti trasformate in verità anestetizzanti e di aspirazioni immolate sull’altare dell’apparenza.
L’intreccio drammaturgico si snoda attraverso equivoci e colpi di scena al limite del paradosso, mettendo alla berlina quelli che sono i più diffusi pregiudizi sui gay e demolendo in modo ironico tutti i banali clichè di cui sono vittime. Tra questi l’idea di una comunità omosessuale composta esclusivamente da gay dai tratti marcatamente effeminati con tacchi a spillo che in verità non risponde alla effettiva realtà sociale fatta invece per la maggioranza di ragazzi, come evidenzia lo stesso autore, “che vanno allo stadio in moto e si radono quando capita…” che costituiscono “una moltitudine meno evidente all’opinione pubblica perché lontana dai riflettori” risultando proprio per questo “terreno fertile e meno scontato per cortocircuiti e riflessioni”.

 

 

Teatro Parioli Peppino De Filippo - via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/8073040, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal martedì al sabato 10.00-14.00/15.00-22.00, domenica 10.00-14.00/15.00-19.00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea €25,00 – galleria €20,00

 

 

Articolo di: Dino De Bernardis
Grazie a: Maurizio Quattrini, Ufficio stampa Teatro Parioli Peppino De Filippo
Sul web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

 

 

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