Il Marchese del Grillo - Teatro Sistina (Roma)

Scritto da  Martedì, 08 Novembre 2016 

Perfettamente a suo agio nei panni del nobile Onofrio, Enrico Montesano torna al Teatro Sistina dal 3 al 27 novembre con «Il Marchese del Grillo», commedia musicale ambientata nella Roma papalina di inizio Ottocento. Ad affiancarlo in questa impresa promossa a pieni voti è un cast di trenta validissimi artisti. La regia è di Massimo Romeo Piparo.

 

Il Sistina in collaborazione con Mf Produzioni presenta
IL MARCHESE DEL GRILLO
adattamento a commedia musicale di Gianni Clementi, Enrico Montesano e Massimo Romeo Piparo
dal film di Mario Monicelli
con Enrico Montesano
e con Igor Petrotto, Giulio Farnese, Monica Guazzini, Dora Romano, Michele Enrico Montesano, Tonino Tosto, Ilaria Fioravanti, Benedetta Valanzano, Andrea Pirolli, Roberto Attias, Gerry Gherardi, Ambra Cianfoni, Giacomo Genova, Gloria Rossi, Fabrizio Caiazzo, Sergio Spurio, Francesca Rustichelli, Oreste Capoccia, Rocco Stifani, Sandro Bilotta, Sebastiano Lo Casto
ensemble Debora Boccuni (capoballetto), Francesco Caramia, Saria Cipollitti, Annalisa D’Ambrosio, Ilenia D’Agostino, Viola Oroccini, Silvia Pedicino, Giuseppe Ranieri, Cialì Sposato
musiche originali e direzione musicale Emanuele Friello
scene Teresa Caruso
coreografie Roberto Croce
disegno luci Umile Vainieri
costumi Cecilia Betona
suono Fabrizio Santarelli
regia Massimo Romeo Piparo

 

Sembra di essere tornati indietro nel tempo e di assistere ad uno dei vecchi, incantevoli, magici lavori usciti dalla penna e dall’estro di quell’incomparabile coppia di drammaturghi composta da Pietro Garinei e da Sandro Giovannini. «Il Marchese del Grillo», infatti, in scena al Sistina dal 3 a 27 novembre, è la classica commedia dal sapore popolare, che strizza l’occhio ad una certa romanità fatta di malandrini e di paini, di signori e popolani, di miscredenti e cardinali, di osterie e palazzi sfarzosi, di lessico forbito e linguaggio volgare. Il tutto condito da una singolare musicalità studiata da Emanuele Friello, che cerca di rievocare i motivi dell’epoca, e diventa l’anima della trasposizione teatrale della celebre pellicola ideata da Mario Monicelli.

Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del prestigioso palco e regista dello spettacolo, è riuscire ad allestire una rappresentazione davvero eccellente, avendo cura di conferire una nota peculiare al suo operato. Certo, la presenza di Enrico Montesano, da sempre di casa in tale realtà, ha dato un notevole valore aggiunto al tutto: il suo personaggio, pur sempre ironico e sottilmente sarcastico, appare meno cinico e più bonario rispetto alla versione concepita per il grande schermo. L’effetto finale, per niente scontato, è quello di riuscire a sgonfiare la tentazione di sovrapporre al suo volto quello di Alberto Sordi, da sempre associato alla figura del beffardo nobile romano. L’artista nutre di linfa vitale questa maschera giocosa ed irriverente offrendone una propria versione capace di viaggiare in parallelo con quella cinematografica.

Affiancato da un cast di ottimo livello, per un totale di trenta performer, Montesano si muove con padronanza e sicurezza, al punto di potersi concedere il lusso di divagare con alcuni richiami all’attualità, a volte più defilati - come l’accenno al cardinal Mattarella, domiciliato nella residenza del Quirinale -, altre volte più smaccati, come il riferimento al Presidente del Consiglio, alla sindaca Raggi, ai Prelati che utilizzano i soldi della beneficenza per ristrutturare le proprie dimore. Da sempre, l’ex Rugantino ama coinvolgere la platea, renderla complice, riuscendo ad instaurare una forte empatia.

Se la volessimo raccontare in cifre la storia di questa pièce, che ha debuttato in prima nazionale il 9 dicembre del 2015 e che torna ora forte dell’incredibile riscontro di pubblico ottenuto, basterebbe dire che nel corso della passata stagione, in sole cinque settimane di programmazione, ha registrato dodici sold out, 50 mila spettatori e due milioni di euro di incasso.

In uno spettacolo tanto imponente conta molto il brio dei dialoghi, la fluidità dei movimenti e la velocità dei cambi scenici. Tutti elementi indiscutibilmente presenti e ben calibrati. Il magnificente allestimento di Teresa Caruso, reso originale anche dal sistema di pedane mobili a cerchi concentrici tipiche del Sistina, ricrea con minuzia di particolari l’interno del palazzo del Marchese, con i suoi quadri ed arazzi, la bettola in cui vive la bella Faustina con la mamma “megera”, i ruderi, l’osteria, il teatro in cui si esibisce Olimpià. Nei balletti ideati da Roberto Croce si assiste ad un costante turbinio di gonne pompose e svolazzanti, con tanto di bellissimi mutandoni dell’epoca in bella vista. I movimenti rispettano e consolidano la linea coreografica sperimentata in altri lavori ambientati nella Roma papalina, come ad esempio «Rugantino». I brani musicali composti da Emanuele Friello riescono, come in ogni commedia musicale che si rispetti, ad introdurre le situazioni e ad evocare le emozioni dei protagonisti, talvolta anticipandole, altre volte accompagnandole. Cecilia Betona, dal canto suo, ha realizzato dei costumi accuratissimi, sontuosi per i membri dell’alta società, dimessi per i poveri.

La storia, con tutta evidenza nota e stranota, si dipana fra uno scherzo ed una beffa di Onofrio Del Grillo, e ci restituisce l’immagine di una città sonnacchiosa, litigiosa, corrotta e poco leale, ma sempre suggestiva, dove la storia del passato, quella dell’Impero, è un tutt’uno con la sua quotidianità. L’esistenza della Guardia Nobile del Sommo Pontefice, apparentemente dominata dal cinismo e da una filosofia di vita all’insegna della superficialità, trova un’ampia via verso il riscatto nelle battute finali quando l’uomo dello scherno ad ogni costo riacquista spessore e dignità.

Fra gli attori da menzionare ci sono: Michele Enrico Montesano (a suo agio nei panni del Capitano Blanchard e in quelli della Guardia Svizzera), Giulio Farnese (lo Zio Prete), Monica Guazzini (la Marchesa Madre), Dora Romano (la madre di Faustina, più umana rispetto al film, e moglie di Gasperino), Tonino Tosto (Papa Pio VII), Ilaria Fioravanti (Genuflessa), Bendetta Valanzano (Olimpià), Igor Petrotto (Ricciotto), Andrea Pirolli (Aronne Piperno), Roberto Attias (l’Amministratore) e Sebastiano Lo Casto (la Streghetta).

Toccante è l’epilogo della vicenda, quando il Marchese fa la sua dichiarazione d’amore alla città declamando dei versi intensi e veri: «Roma de giorno e Roma de notte/Roma tradita/Roma che sfiorisce fra le dita/Roma de politici e misfatti e cicoria/Roma de canti/Roma de vicoli e misteri/Roma ’ndo me perdo volentieri».

 

Teatro Sistina - via Sistina 129, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4200711, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 - domenica dalle 11.00 alle 19.00
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domeniche e 26/4 ore 17
Costo biglietti: poltronissima € 55,00; poltrona e prima galleria € 49.50, seconda galleria 44.00, terza galleria € 34.00.

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Federica Fresa, Ufficio stampa Teatro Sistina
Sul web: www.ilsistina.it - www.facebook.com/teatrosistinaroma - www.twitter.com/teatrosistina

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