Il laboratorio della vagina - Roma Fringe Festival 2017, Villa Mercede (Roma)

Scritto da  Domenica, 10 Settembre 2017 

Con un titolo che incuriosisce e provoca, “Il laboratorio della vagina”, scritto, diretto ed interpretato da Patrizia Schiavo, racconta le donne tra commedia e teatro civile. Un inno alla femminilità e alla sacralità del loro corpo che si tramuta in una decisa denuncia di abusi e violenze: le risate diventano orrore e attraverso l'ironia si arriva a temi ben più profondi. Liberatorio e divertente, terapeutico ed esplicito.

 

Cnt Compagnia Nuovo Teatro - TeatroCittà Centro di Formazione e Ricerca presentano
IL LABORATORIO DELLA VAGINA
Ovvero LOTTO per lei
scritto e diretto da Patrizia Schiavo
con Patrizia Schiavo e Teresa Arena, Anna Maria Bruni, Roberta Colussi, Silvia Grassi, Roberta Marcucci, Carmen Matteucci, Sarah Nicolucci

 

Tre serate di sold-out con oltre 400 spettatori e la semifinale raggiunta. Così, con “Il laboratorio della vagina”, Patrizia Schiavo e la sua compagnia di donne hanno portato in scena alla sesta edizione del Roma Fringe Festival uno spettacolo tra commedia, teatro civile e denuncia sociale per esortare le donne a prendere consapevolezza del proprio corpo e a chiamare le cose con il proprio nome. Perché “prima di poter parlare di noi dobbiamo poter parlare del nostro organo sessuale”. Ecco allora sul palco sette donne riunite per una terapia di gruppo, un po' talk show un po' seduta di autoanalisi, guidata dalla terapeuta/conduttrice Patrizia Schiavo. Argomento del giorno: la propria vagina. Mentre al centro della scena campeggia uno strano primitivo idolo femminile, le donne iniziano a raccontarsi e si confrontano tra imbarazzi, esperienze, storie fantasiose o drammatiche sulla propria sessualità. Con pochi pudori e molta ironia. Con quale nome la chiami, come la descriveresti, a quale film la associ, il primo ciclo, la depilazione, i rapporti sessuali... La terapeuta sprona le più restie ad abbandonare i freni, incoraggiandole a riscoprire un rapporto libero con il proprio corpo e a urlare la propria femminilità.

Un viaggio-chiacchierata al femminile liberatorio e terapeutico, spudorato e irriverente. I toni sono prevalentemente improntati sul comico e l'effetto riesce (nonostante alcune battute non brillino per originalità) grazie anche ad un buon gruppo di attrici brillanti. Il ritmo è sostenuto e i momenti ben coreografati. Le protagoniste vestono di rosso fuoco - il colore per antonomasia di amore, furore e passione - ognuna con il proprio modello d'abito e ognuna tratteggiata secondo la propria personalità e il proprio vissuto. Che siano formose, fragili, femministe, magre, giovani, alte, mature, esuberanti, eleganti, rigide, spudorate, timide, affamate, veraci o inibite, sono donne che vogliono festeggiarsi, ballare, sdrammatizzare e vivere. Senza pedanteria, “Il laboratorio della vagina” prova a rompere i tabù e ad essere esplicito ma non osceno. Ma, seppure si inizi sorridendo e per buona parte dello spettacolo si prosegua con ritmo e comicità, all'improvviso, con un repentino cambio di tono, lo spettacolo assume una piega del tutto diversa. Mentre si abbassano le luci, sul palco ci si spoglia e le donne si trovano esposte, nude, vulnerabili. Si parla di violenza, abusi e femminicidio, dello sfruttamento del corpo della donna, di violenza domestica, mutilazione e infibulazione fino ad arrivare al racconto degli stupri di massa in Bosnia negli anni Novanta. Quella vagina che fino a poco prima era simbolo di maternità e sensuale femminilità si ritrova ora causa di sottomissione, umiliazione e violenza. Il rischio di cadere nella retorica o nella facile strumentalizzazione - come già continuamente fanno i media - con un tema così attuale e drammatico era alto ma è stato sventato dalla forte intensità creatasi in scena e che arriva dura, in deciso contrasto con i toni frivoli e allegri di poco prima. E' un messaggio di denuncia, un grido per vincere l'indifferenza. Ottime le interpretazioni delle attrici, a cominciare da quella della stessa Schiavo, in questa fase più drammatica segnata da un linguaggio forte e violento.

Ciò che chiaramente traspare dall'intero spettacolo, scritto e diretto da Patrizia Schiavo con la collaborazione di Silvia Grassi e Riccardo Liberati, è l'approfondito lavoro preparatorio su cui si poggia, lavoro laboratoriale da un lato (molte delle esperienze raccontate sono state elaborate durante le prove partendo dal reale vissuto delle attrici) e di studio e analisi di numeri e statistiche sulle violenze e le tematiche più complesse dall'altro. Lo spettacolo è parte della rassegna “Parla con lei” che, protagonista nel nuovo spazio TeatroCittà e incentrata sull’universo femminile da diversi punti di vista, alternerà spettacoli, incontri, film e presentazioni di libri per una campagna “contro la violenza di genere, per superare la questione di genere”. Per portare avanti il progetto è stato inoltre attivato un crowdfunding: www.produzionidalbasso.com/project/parla-con-lei

 

Villa Mercede - Via Tiburtina 113/115, Roma (zona San Lorenzo)
Orario spettacoli: palco B 21.00 mercoledì 6 settembre, palco C 21.00 giovedì 7 settembre, palco B 21.00 venerdì 8 settembre
Biglietti: ingresso gratuito a Villa Mercede, area food & drink, area market; biglietto spettacoli 6 euro

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa Roma Fringe Festival
Sul web: www.romafringefestival.it

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