Il grande inquisitore - Teatro Oscar (Milano)

Scritto da  Sabato, 20 Ottobre 2012 
Il grande inquisitore

Dal 17 al 21 ottobre. Due giovani attori portano a teatro alcune delle pagine più discusse di Fëdor Dostoevskij. Ne “La Leggenda del Grande Inquisitore” il grande autore russo torna a riflettere sull’uomo e sul rapporto tra libertà e felicità.


 
Produzione Ossigeno Teatro presenta
IL GRANDE INQUISITORE
da “I Fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij
regia Alessandro Pazzi
con Alessandro Pazzi e Paolo Marchiori

 

Alessandro Pazzi e Paolo Marchiori portano in scena La leggenda del Grande Inquisitore, il racconto scritto da Ivan ne I fratelli Karamazov. La scenografia è essenziale, una sorta di altare attorno a cui l’Inquisitore scaglierà la propria accusa, e una sedia su cui Cristo starà seduto per tutto il tempo, accompagnando il proprio silenzio con il suono lieve di una chitarra.
Questa semplicità della messinscena da un lato restituisce il testo in tutta la sua purezza, dall’altro lascia la sensazione di assistere a una lettura più che a una trasformazione in evento teatrale. Sul palco due figure contrapposte, l’una vestita di bianco e l’altra di nero. La fisionomia di Paolo Marchiori ben si presta all’immagine di un Cristo delicato e silente, mentre Alessandro Pazzi, in veste di attore e regista, dà voce al Grande Inquisitore e dimostra attitudine all’interpretazione di ruoli classici. Interessante la scelta di collocare la vicenda al di là di ogni riferimento spaziale e temporale, rendendo l’Inquisitore immagine eterna dell’uomo e del suo interrogarsi.
La libertà vale il prezzo che la paghiamo? Si può essere felici senza libertà? Queste le domande che Ivan solleva con il suo racconto, a cui il Grande Inquisitore e Cristo rispondono in modo antitetico. Per il primo gli uomini sono creature deboli e come tali non sono in grado di agire liberamente in modo costruttivo: saranno felici solo in un formicaio perfettamente organizzato, in cui vedranno garantiti il pane e rigide norme cui conformare la propria esistenza.
Cristo invece, nelle accuse che gli rivolge l’Inquisitore, si fa portavoce di una felicità raggiunta attraverso un percorso di libere scelte, che passa anche attraverso il dolore e la sofferenza, il male e l’errore. L’uomo non è solo natura e ragione, l’uomo è molto di più e come tale deve vedere garantita la libertà come fondamento della propria dignità di persona.
Cristo resta muto per tutto il tempo. Finita la sua invettiva, l’Inquisitore gli chiede quasi disperatamente di parlare, di dire qualcosa. Cristo resta in silenzio, si alza e lo bacia. Un gesto che sancisce l’amore al di là di tutto, l’amore come unica risposta ai tormenti dell’uomo e come unica via da seguire per poter essere davvero felici.

 

Teatro Oscar – via Lattanzio 58, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 02/36503740, mail
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Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Orario biglietteria: dal lunedì al sabato ore 16-19 e 19.30-21, domenica dallle 15.30 a inizio spettacolo
Biglietti: intero €24, ridotto e convenzioni 18€, under 25/over 60 €12, Cral e gruppi €10 (minimo persone), prevendita €1,50

 

Articolo di: Serena Lietti
Grazie a: Giulia Colombo, Ufficio stampa per PACTA.dei Teatri
Sul web:
www.pacta.org

 

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