Il Grande Gatsby - Teatro Stanze Segrete (Roma)

Scritto da  Sabato, 16 Gennaio 2016 

Dal 12 al 31 gennaio. Fino a fine mese il piccolo Teatro Stanze Segrete si veste dell’atmosfera raffinata e decadente degli Anni ‘20 e fa rivivere in scena il romanzo capolavoro di Francis Scott Fitzgerald. L’inedito adattamento teatrale de “Il Grande Gatsby”, firmato da Rachele Studer e Riccardo Eggshell e diretto da Matteo Fasanella, propone in modo originale e riuscito la storia di Jay Gatsby, uomo misterioso e affascinante, fatalmente attratto da un passato che non si può ripetere e illuso da un sogno che gli alimenta la vita per poi distruggerla…

 

DarkSide LabTheatre Company presenta
IL GRANDE GATSBY
da Francis Scott Fitzgerald
con Matteo Fasanella (Jay Gatsby), Antonio Coppola (Nick Carraway), Rachele Studer (Daisy Buchanan), Tommaso Arnaldi (Tom Buchanan), Valentina Ghetti (Jordan Baker), Licia Amendola (Myrtle), Michele Prosperi (Wilson)
e con la voce di Ennio Coltorti
regia di Matteo Fasanella
adattamento di Rachele Studer e Riccardo Eggshell
scenografia di Paolo Carbone
assistente alla regia Caterina Taccone
trucco e costumi di Costanza Boncompagni

 

Il primo applauso va a Rachele Studer e Riccardo Eggshell per l’impegno messo nel confezionare un originale adattamento teatrale da un grande classico della letteratura americana del ‘900. Non era compito facile concentrare in un’ora e un quarto di spettacolo il senso di un romanzo complesso che basa parte della sua grandezza sull’introspezione psicologica e sul tormento che muove il protagonista. C’erano poi, incombenti, le due famosissime versioni cinematografiche, quella del 1974 sceneggiata da Coppola e quella di Baz Luhrmann del 2013, splendide una per la fedeltà al romanzo, l’altra per una ricchezza di costumi, scene, feste e dettagli tale da mozzare il fiato. Ma Studer ed Eggshell, coadiuvati dalla regia di Matteo Fasanella, hanno trovato la chiave giusta riportando tutta la vicenda di Gatsby in un arco temporale limitato. Appena 24 ore di tempo per ricostruire una storia che si svolge in realtà nel corso di un’estate (con ulteriori rimandi al passato); solo 24 ore per Gatsby per riconquistare l’amata Daisy e raggiungere quella luce verde in fondo al pontile e (forse) la felicità. Qui l’azione teatrale si svolge durante una delle innumerevoli, ambitissime feste di Gatsby. Aria d’alcool, fumo e jazz. La musica arriva attutita dalla sala accanto, gli invitati entrano ed escono di scena, le voci si sovrappongono, la storia, i legami, i ricordi si ricostruiscono da sé. Nick, che nel romanzo è il narratore, resta qui semplice personaggio e ad esporre i fatti sono tutti i protagonisti con le loro azioni, raccordate talvolta da begli estratti dal romanzo interpretati dalla voce di Ennio Coltorti.

Ancor più arduo era concepire il tutto per uno spazio teatrale tanto ristretto. Per questo il secondo applauso va a Paolo Carbone (due volte vincitore del Premio Cerami per "Fight Club" e "Titus") per la scenografia che nella sua semplicità sfrutta alla perfezione il limitato spazio del teatro trasteverino. Ad evocare nello spettatore l’era del jazz bastano piccoli tocchi: l’angolo bar colmo di cristalli e bottiglie di whisky e cocktail, il grande specchio dorato, il divano d’epoca... Una scala dalla balaustra in legno intarsiato porta al livello superiore raddoppiando lo spazio. E mentre al piano di sotto festa e racconto proseguono, in alto, anche attraverso le figure in silhouette dietro un pannello bianco, si spiano i tradimenti, le telefonate misteriose e gli eventi più drammatici in una dilatazione di tempo e luoghi. Coinvolgente anche la scelta musicale che fonde note del jazz anni Venti con ritmi più contemporanei e ballate struggenti.

Il terzo applauso è invece per Tommaso Arnaldi che interpreta Tom, il marito tradito e traditore, rozzo e superficiale. Coinvolto nello spettacolo solo a pochi giorni dalla messa in scena, Arnaldi si rivela il più capace con un’interpretazione naturale, carismatica e ben diversificata nei toni. Il regista Matteo Fasanella veste i panni di Jay Gatsby, che sul grande schermo furono nientemeno che di Robert Redford e Leonardo Di Caprio, con un'interpretazione buona, nella quale però talora la complessa tragicità e bellezza del personaggio non emergono totalmente, cosicchè spesso questo Gatsby appare più altezzoso che affascinante, più arrogante che innamorato. Rachele Studer, in un luccicante abito d’oro di frange e perline, è Daisy. In scena anche Antonio Coppola, Valentina Ghetti, Licia Amendola e Michele Prosperi.

Pubblicato nel 1925, “Il Grande Gatsby” è il ritratto di un’epoca e un viaggio introspettivo nell’anima del protagonista: ci sono l’illusione dell’amore, l’ipocrisia della società, l’infrangersi del Sogno Americano, la corruzione e l’avidità di una generazione. Poi, in mezzo a questo sgretolamento di valori, tra personaggi grossolani (Tom) e superficiali (Daisy), si staglia grandiosa la figura di Gatsby. Bello ed elegante, Jay Gatsby è l’eroe romantico che vive per un sogno, puro nonostante le menzogne e un passato poco limpido, motivato e poi distrutto dall’illusione di un sogno che è già alle sue spalle. Nello sfarzo, nelle feste sfavillanti, nella ricchezza estrema, Gatsby è solo, e solo morirà. Purtroppo - ma forse inevitabilmente - non tutte le impressioni custodite nel romanzo di Fitzgerald riescono ad affiorare durante lo spettacolo ma il lavoro è comunque interessante e godibile.

Uno spettacolo piccolo ma che, con i giusti accomodamenti recitativi e un allestimento più ricco, ha le carte in regola per pensare più in grande.


Teatro Stanze Segrete - via della Penitenza 3, Roma (zona Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6872690 - 388/9246033, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dalle 18.30 alle 21.00 (prenotazione consigliata)
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 19
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 euro (tessera associativa semestrale 3 euro)

Articolo di: Michela Staderini
Foto di: Francesco Meliciani
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio Stampa HF4
Sul web: www.stanzesegrete.it

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