Il giro del mondo in 80 giorni - Teatro Palladium (Roma)

Scritto da  Giovedì, 05 Aprile 2012 
MK

L’intramontabile romanzo di Jules Verne, con le sue peregrinazioni avventurose in stravaganti paesi disseminati sull’intero globo terracqueo, rivive nell’esperimento coreutico avanguardistico e cerebrale di una delle compagnie di teatro danza più apprezzate della scena indipendente italiana: gli MK, guidati dal coreografo Michele Di Stefano, propongono una rivisitazione de “Il giro del mondo in 80 giorni” decisamente ermetica e di difficile lettura.

 

Produzione mk11, Festival Torinodanza Torino, ZTLpro Provincia di Roma/Assessorato Politiche Culturali presentano

in collaborazione con Fondazione Romaeuropa/Palladium, Mosaico Danza/Interplay Festival residenze Armunia Festival Castiglioncello e La Zona Teatro

con il contributo del MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI

con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Haithem Dhifallah, David Kern, Roberta Mosca, Laura Scarpini & guests

musica Lorenzo Bianchi

light design Roberto Cafaggini

fumi Lorenzo Bazzocchi

coreografia Michele Di Stefano

organizzazione Anna Damiani/PAV

web Biagio Caravano

documentazione video Anna de Manincor/ZimmerFrei

 

Dopo il debutto dello scorso anno torna in scena nella capitale, ancora nella suggestiva cornice del teatro Palladium, il progetto del collettivo MK ispirato al celeberrimo capolavoro del romanziere francese, opera che viene percepita come visione profetica dell’attuale realtà mondiale globalizzata; partendo da questo spunto immaginativo Di Stefano si prefigge di indagare la multiformità del reale, con una curiosità di carattere quasi turistico ed il medesimo spirito entusiasta che permeava le pagine relative alle avvincenti peripezie di Phileas Fogg e soci, cogliendo il corpo umano nella sua vitalistica energia, avvolto dalle condizioni atmosferiche e metereologiche circostanti.

Premessa di certo originale e intrigante, che trova però una resa scenica difficilmente comprensibile ed apprezzabile se non da parte di un pubblico di esperti e addetti ai lavori. I movimenti coreografici smarriscono ogni forma di armonia, virtuosismo o intento narrativo per tramutarsi in febbrili spasmi, convulsi gesti meccanici e monotoni ripetuti sino al parossismo, forse a sottolineare le dinamiche accelerate, invivibili e spersonalizzanti del mondo occidentale; ritmi che si vanno infatti rarefacendo solo negli istanti conclusivi in cui sembra di assistere ad una virata verso atmosfere orientaleggianti e mistiche.

MkIn scena sei danzatori che incarnano con grande generosità ed istintivo pathos l’essenza di quest’opera nella versione attuale: questo lavoro moderno e sostanzialmente indecifrabile, si basa difatti sull’assunto di essere un progetto orgogliosamente “in fieri”, una sorta di attrattore cinetico che si arricchirà col passare del tempo del genuino contributo di tutti coloro che vi parteciperanno, pur restando fedele al proprio spirito originario; pertanto uno spettacolo il cui formato viene descritto dal suo ideatore come di carattere “accumulatorio”, tale da comprendere un numero intercambiabile di performer e artisti visivi e la cui messa in scena è destinata ad evolvere costantemente.

Non agevola certamente il trasporto emotivo e la comprensione empatica dello spettatore l’accompagnamento sonoro concepito dal musicista Lorenzo Bianchi, non propriamente all’insegna di una godibile eufonia, più simile piuttosto ad un continuo e vertiginoso assalto di impulsi elettronici disturbanti di ascendenza industriale, martellamento che non concede requie per l’intera ora di rappresentazione.

Al di là di queste scelte artistiche, probabilmente opinabili ma sicuramente originali, ciò che lascia un senso di incompiutezza è l’assenza, almeno apparente, di un reale intento comunicativo, di un linguaggio formale che instauri un reale dialogo con il pubblico, di un vero e proprio universo contenutistico che affascini e induca alla riflessione. I pochi dettagli scenografici (una pianta trasportata ostinatamente su di uno skateboard nonostante le numerose cadute, un copricapo dalla foggia orientale, una slavina di palline da golf che si abbatte sull’intero palcoscenico, una bandiera) certamente non attenuano l’impressione di un’eccessiva e compiaciuta astrattizzazione estetizzante; completa il quadro la periodica emissione di un fumo oscuro e denso da parte di un bizzarro macchinario ideato da Lorenzo Bazzocchi, presenza invasiva che rende l’atmosfera rarefatta, forse con l’intento di simboleggiare un viaggio in uno spazio-tempo distorto che rende vani ed ostici i tentativi dell’essere umano di trovare una propria collocazione in una realtà socio-culturale massificatoria e frastornante.

Un esperimento di teatro danza piuttosto criptico, nel quale si percepiscono gli stimoli fervidi di un autentico ed interessante percorso di ricerca e sperimentazione; spunti ed ispirazioni che però permangono per il momento ad uno stadio grezzo, embrionale, ancora non in grado di emozionare in profondità lo spettatore.

 

Teatro Palladium - piazza Bartolomeo Romano 8, Roma (zona Garbatella)

Per informazioni: botteghino 06/57332768,  dalle ore 16 alle 20 dal martedì alla domenica

Prossimi spettacoli della rassegna “Palladium 2012 – Tempo di vita”:

Municipio XI: Tamara Bartolini/Michele Baronio – 5 aprile

Daniele Timpano – dal 13 al 15 aprile

Discorso diretto: Alessandro Baricco – 17 aprile

Ricci/Forte “Grimmless” – 24 e 25 aprile

Ricci/Forte “Macadamia Nut Brittle” – dal 27 al 29 aprile

Roma Tre Orchestra – 3 maggio

Ambra Senatore – 5 e 6 maggio

Municipio XI: Associazione Culturale il Viandante – 8 maggio

Ztl_Pro: Silvia Rampelli – 10 maggio

Ztl_Pro: Deflorian/Tagliarini @ Angelo Mai – 11 maggio

Ztl_Pro: Teatro delle Apparizioni – 12 maggio

Discorso diretto: Margaret Mazzantini – 15 maggio

Teatri di Vetro – dal 17 al 26 maggio

Roma Tre Orchestra – 30 maggio

Scuola Popolare di Musica di Testaccio – 31 maggio

Roma3FilmFestival – dal 6 al 10 giugno

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Francesca Venuto, Ufficio stampa Fondazione Romaeuropa

Sul web: www.80jours.org - http://romaeuropa.net/it/palladium

 

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