Il Gabbiano - Teatro della Corte (Genova)

Scritto da  Domenica, 17 Marzo 2019 

Scriveva il poeta Vincenzo Cardarelli “Non so dove i gabbiani abbiano il nido, / ove trovino pace. / Io son come loro, / in perpetuo volo.”. E così anche “Il gabbiano”, che offre il titolo al testo di Cechov datato 1895, portato ora in scena da Marco Sciaccaluga nella versione italiana di Danilo Macrì.

 

Produzione Teatro Nazionale di Genova presenta
IL GABBIANO
regia Marco Sciaccaluga
versione italiana Danilo Macrì
con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Elsa Bossi, Eva Cambiale, Andrea Nicolini, Elisabetta Pozzi, Stefano Santospago, Roberto Serpi, Francesco Sferrazza Papa, Kabir Tavani, Federico Vanni
scene e costumi Catherine Rankl
musiche Andrea Nicolini
luci Marco D’Andrea

 

La rilettura in chiave moderna e coinvolgente del regista Marco Sciaccaluga, portata in scena dalla compagnia del Teatro Stabile di Genova (cara a Cechov al punto che l’autore la indica, proprio attraverso un dialogo de “Il gabbiano”, come “la città più bella del mondo”), basata sul testo originale e non sottoposto alla censura zarista, avvicina forse ancor più la rappresentazione a essere metafora del volo di gabbiano. A esprimere cioè il sentimento di chi non sa darsi pace e si ritrova, anche suo malgrado, sempre lontano dal terreno e in cerca di una meta.

Si agitano come gabbiani, ciascuno a suo modo, in un volo disordinato ma vivo, appassionante, i giovani protagonisti Nina e Konstantin. Entrambi sono animati tanto da uno spirito di ribellione verso la propria famiglia quanto da uno slancio artistico carico d’ingenuità, ma anche di freschezza.

Konstantin si immagina drammaturgo, Nina attrice. I due si amano e si ritrovano ostacolati, anche in questo, dalla famiglia e dalle persone a loro più vicine. Lo spettacolo si apre con Konstantin pronto a mettere in scena il suo primo lavoro, che vede Nina come protagonista, su un palco improvvisato che ha come sfondo il lago in un esempio di metateatro o “teatro nel teatro”.

In particolare in questo caso, l’espediente pare avere innanzitutto la funzione di rendere plastica la distinzione tra chi si mette in gioco (Kostantin e Nina) e chi giudica (familiari, amici): citando De André, “chi dà buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio”.

Nina e Kostantin sono forse nel giusto, almeno nelle intenzioni, ma fragili ed esposti, forse anche un po’ immaturi. Si ha buon gioco a trattare con sufficienza o, al più, con condiscendenza, i loro slanci. Konstantin, in particolare, dichiaratamente alla ricerca di nuove forme di espressione e di libertà e forse per questo ancor più inviso a chi alla novità, credendosi saggio e arrendendosi al cinismo, ha rinunciato.

E così, pur inframezzato da passaggi in cui il tono da amaro si fa divertito e divertente, scena dopo scena, si intuisce l’approssimarsi di un tragico epilogo. Ma neppure questo basta a lacerare il velo d’apparenza, riuscendo appena a scalfire la superficie di un ipocrita e assordante, profondo languore.

Prossime date della tournée dello spettacolo:
Catania, Teatro Verga - dal 19 al 24 marzo
Vignola, Teatro Fabbri - 26 marzo
Modena, Teatro Storchi - dal 28 al 31 marzo

 

Teatro della Corte - Piazza Borgo Pila 42, 16129 Genova
Per informazioni e prenotazioni: telefono 010/5342300, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 10-21 (in assenza di spettacolo ore 10-20), giovedì ore 10-20, domenica ore 15-18
Orario spettacoli: tutte le sere ore 20.30, giovedì ore 19.30, domenica ore 16, lunedì riposo
Biglietti: 1° settore € 25, 2° settore € 17, giovani (fino a 26 anni) € 12

Articolo di: Damiano Verda
Grazie a: Mattia Scarsi, Ufficio stampa Teatro Stabile di Genova
Sul web: www.teatrostabilegenova.it

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