Il Gabbiano - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Giovedì, 15 Gennaio 2015 

Dal 13 al 25 gennaio. Dopo il buon esito de “La trilogia dell'attesa”, salutato anche dai riconoscimenti ricevuti nelle rassegne teatrali "Le voci dell'anima" (2007), "Ermo Colle" (2008), "Teatri Abitati" (2009), "Undergroundzero Festival N.Y." (2010), "PlayFestival" (2013), la compagnia “La fabbrica” diretta da Fabiana Iacozzilli, si cimenta con uno dei mostri sacri del teatro, “Il gabbiano” di Anton Cechov.

 

La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello presenta
in collaborazione con Compagnia “La fabbrica”
IL GABBIANO
di Anton Cechov
regia Fabiana Iacozzilli
con Simone Barraco, Jacopo Maria Bicocchi, Elisa Bongiovanni, Luigi Di Pietro, Francesca Farcomeni, Guglielmo Guidi, Anna, Mallamaci, Ramona Nardò, Benjamin Stender, Paolo Zuccari
collaborazione artistica Matteo Latino
regista assistente Marta Meneghetti
aiuto regia Giada Parlanti
assistente alla regia Gabriele Paupini
scene Matteo Zenardi
disegno luci Hossein Taheri
costumi Gianmaria Sposito

 

Al cospetto di uno dei “totem” della rappresentazione umana, messo in scena da oltre un secolo, ci si pone sempre l'esigenza di farsi latori del messaggio di Cechov in un modo originale, proprio. In questi casi si riaffaccia, con vanità, alla mente un famoso slogan pubblicitario: “volevamo stupirvi con effetti speciali ma noi siamo scienza, non fantascienza”. Prima di tutto, occorre esser solidi, occorre far teatro.

Il testo dell'autore russo raccoglie alcuni dei passaggi più significativi del vivere, delle emozioni così possenti e delicate che solo grandi sensibilità riescono a restituire al pubblico. Senza di quelle, il gabbiano non vola.

La scena è aperta, la scenografia è un'intrigante scatola di quinte scardinata da un chiavistello ed esposta nella sua nudità. I personaggi, a poco a poco, avanzano sulla “scena” del teatrino da giardino costruita dal “danese ma poco amletico” Benjamin Stender, nei panni di Kostia. La Iacozzilli prova a dare un taglio giocoso e sdrammatizzante all'opera: al centro della scena un'enorme sedia di vimini bianca, presa dal set degli Addams, accoglie una travolgente e divertente Arkadina, attualizzata nel modello di “verdoniana” donna romana che non rinuncia, per modi e abbigliamento, alla sua pur sfiorita giovinezza. Il dottor Dorn ci riporta nelle atmosfere didascaliche e rassicuranti del prof. Bellavista. Nina è una candida e maliziosa Lolita. Elisa Bongiovanni, però, nel ruolo di Masha, è l'unica che, davvero, riesca a farci vivere il suo sentimento, l'amore per Konstantin Gavrilovic, non corrisposto e l'insofferenza per il proprio inadeguato marito. Purtroppo, invece, non riusciamo a vivere la disperazione per Nina da parte di Kostia, né Nina riesce a dare corpo al monologo finale, comunque di indubbia difficoltà.

Colpisce l'evidente differenza, per riuscita registica ed attoriale, fra questo ed il precedente lavoro; sicuramente la materia di testi come “il Gabbiano” è da maneggiare con cura ed il timore che ti esploda fra le mani può inibire ma, di sicuro, sono passaggi che aiutano a crescere.

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: 15,00 euro posto unico - 10,00 euro solo per gruppi di almeno 10 persone

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

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