Il deserto dei tartari - Teatro de' Servi (Roma)

Scritto da  Martedì, 28 Gennaio 2020 

Dopo il successo della scorsa stagione, torna dal 27 al 29 gennaio al Teatro de' Servi, nell'ambito della Stagione Fuoriclasse dedicata alla drammaturgia contemporanea, "Il deserto dei tartari".

 

La Compagnia dei Masnadieri e La Bilancia Produzioni presentano
IL DESERTO DEI TARTARI
LA FORTEZZA - MOMENTO UNICO PER TRE ATTORI SOLI
da Dino Buzzati
adattamento e riduzione Massimo Roberto Beato
regia Elisa Rocca
con Massimo Roberto Beato, Alberto Melone, Matteo Tanganelli
allestimento scenico Jacopo Bezzi/Marta Bencich
musiche originali Giorgio Stefanori


"La fortezza - Momento unico per tre attori soli" è la riduzione teatrale del celeberrimo romanzo "Il deserto dei tartari" di Dino Buzzati, curata da Massimo Roberto Beato che ne è anche interprete, insieme ad Alberto Melone e Matteo Tanganelli.

La vicenda ricalca perfettamente quella del testo originale: protagonista ne è il tenente Giovanni Drogo, che viene assegnato per il suo primo servizio da militare nella lontana e sperduta fortezza Bastiani. Inizialmente deciso a chiedere il trasferimento in tempi rapidi, pian piano e in maniera quasi impercettibile Drogo si adatterà all'ambiente della guarnigione. Fino a condividere con i suoi commilitoni l'unica ragione che li tiene realmente legati a quel luogo desolato e alla loro attività: la lunghissima, perenne, logorante quanto vana attesa dell'invasione dei nemici tartari.

Benché la vicenda condivida un certo retroterra psicologico con capolavori del teatro dell'assurdo come "Aspettando Godot", l'idea di portarla a teatro è tutt'altro che banale. Occorre infatti ricostruire sul palcoscenico un'intera fortezza, oltre a tutto il panorama desertico che la circonda e la inghiotte. La regista Elisa Rocca ci riesce con una messa in scena scarna al limite dell'essenziale: tre attori con i loro costumi, qualche pezzo di legno a forma di fucile e un cannocchiale come oggetti di scena, e la bella trovata delle animazioni digitali di Marta Bencich (ispirate ai disegni dello stesso Buzzati e rielaborate da Jacopo Bezzi) proiettate sullo sfondo, oltre ad un affascinante e sapientemente ricercato commento musicale firmato da Giorgio Stefanori.

È l'esempio emblematico di come quella che nasce come una necessità pratica possa diventare una precisa scelta artistica: non solo, infatti, l'allestimento appare desertico quanto l'ambientazione che dà il titolo all'opera, ma evoca anche quel luogo metafisico che ne fa da perfetta cornice. Ai confini del mondo come la stessa fortezza Bastiani, costantemente in bilico e a cavallo tra realtà e sogno, tra visione e allucinazione, tra costrizione e autoinganno, tra convinzione e ossessione, tra speranza e illusione.

Nonostante il testo sia inevitabilmente complesso e a tratti perda di ritmo, correndo il rischio di lasciar sfuggire l'attenzione dello spettatore, a dargli corpo sono bravissimi i tre interpreti Beato, Melone e Tanganelli, che da soli riescono a reggere il peso delle parti di Drogo e di tutti i suoi compagni di sventura.


Teatro de' Servi - Via del Mortaro 22, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari biglietteria: da lunedì a mercoledì ore 10-20
Orario spettacoli: Fuoriclasse - da lunedì a mercoledì ore 21
Biglietti: Fuoriclasse - intero 18 euro, ridotto under 35 12 euro, ridotto accademia 10 euro


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Ilaria Tana, Ufficio stampa Teatro de' Servi; Maresa Palmacci, Ufficio stampa Spazio 18b
Sul web: www.teatroservi.it

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